Il Tirreno

Pistoia

Patteggia 3 anni di carcere per il crack dell'Autofutura Oltre ottanta le parti lese

Il procuratore Renzo Dell’Anno, sopra la polizia davanti alla filiale di Pistoia dell’Autofutura
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Il procuratore Renzo Dell’Anno, sopra la polizia davanti alla filiale di Pistoia dell’Autofutura

Vetture mai consegnate, antcipi spariti nel nulla finanziamenti accesi e incassati all'insaputa dei clienti

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 QUARRATA. Anticipi e auto date in permuta spariti nel nulla, vetture ordinate e pagate ma mai consegnate, finanziamenti intascati alle spalle di ignari clienti... Bancarotta fraudolenta, truffa, falso, appropriazione indebita e varie violazioni della legge fallimentare: queste le imputazioni per le quali, l'altra mattina, davanti al gup del tribunale di Pistoia, ha patteggiato la pena di 3 anni di reclusione l'amministratore della concessionaria Autofutura di Quarrata, Silvano Santini, 40enne pistoiese.  Una vicenda funestata anche da un tragico suicidio quella che venerdì mattina è stata ripercorsa davanti al giudice dell'udienza preliminare. A chiedere il rinvio a giudizio di Silvano Santini era stato lo stesso procuratore capo Renzo Dell'Anno, che aveva condotto l'inchiesta.  Santini era ritenuto l'amministratore di fatto dell'Autofutura sas, dichiarata fallita il 27 novembre 2008, e amministratore unico dell'Autofutura Due srl, costituita il 2 settembre dello stesso anno con lo scopo di farvi confluire le risorse della prima azienda, in gravissime difficoltà economiche. Il tutto, secondo il pm, aveva portato alla distrazione della somma complessiva di quasi 2 milioni e 100mila euro.  Tra i tanti clienti rimasti danneggiati nella vicenda (sia privati che autoconcessionari) una quindicina si sono costituiti parti civili nel processo. E' nei loro confronti che si sono consumati i reati di truffa, falso e appropriazione indebita. Garantendo la tempestiva consegna dell'auto ordinata, alcuni erano stati convinti ad eseguire subito le volture in favore dell'Autofutura delle vetture date in permuta. Altri, talvolta anche mediante firme false, si erano ritrovati con dei finanziamenti mai chiesti e che venivano intascati dalla concessionaria. Alcuni avevano visto sparire la caparra o l'intero importo versato senza mai ottenere l'auto acquistata. Oltre 80 le parti offese.  Tra loro, la concessionaria Autocar di Pistoia, che aveva acquistato dieci auto che, lasciate all'Autofutura in esposizione, erano state vendute anche a dei clienti privati. A rappresentare l'azienda, l'avvocato Enrico D'Angelo: «Siamo soddisfatti dell'esito del processo - ha commentato - considerato che con la richiesta di rito alternativo l'imputato ha ottenuto lo sconto di almeno un terzo sulla pena. Almeno in parte abbiamo ottenuto giustizia».

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di Redazione web