Il Tirreno

Pistoia

Ai margini del centro che conta

Luca Giuntini
Ai margini del centro che conta

«Queste strade stanno morendo e il Comune non fa niente per aiutarci»

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 PISTOIA. Dopo via della Madonna la nostra inchiesta tocca altre due strade del centro: via del Can Bianco e via Palestro. Strade centrali, a loro modo diverse, ma unite dallo stesso problema: i commercianti anche qui si sentono snobbati. Quelli che sono rimasti, almeno: perchè quello che colpisce percorrendo via Palestro è il numero di saracinesche abbassate con la scritta "vendesi" sul bandone.  Sono più i negozi che hanno chiuso di quelli aperti: sette contro sei. I negozianti cercano di sopravvivere, ma si lamentano poco, almeno in confronto ai commercianti di via del Can Bianco. Alcuni di questi, infatti, sono già pronti a recitare il de profundis alla strada: «La via è morta - afferma Rachele del negozio di abbigliamento Migliorini - anche per colpa di noi negozianti. Ma è inutile stupirsi: a essere morta, da un punto di vista sociale, è la città intera. Per i giovani soprattutto c'è davvero poco da fare».  Altri invece il funerale non l'hanno ancora fatto, ma il tempo sembra essere maturo: «Stiamo morendo - dice Luciana Parentini dell'omonimo negozio di calzature -. L'amministrazione non fa niente. Si preoccupa solo di organizzare eventi e manifestazioni nelle solite zone. E noi?». «E' pretestuoso dire che il Comune non organizza niente qui da noi - risponde idealmente Claudia del negozio di calzature Andreini - perché questa strada, a differenza di piazza della Sala, di via Roma o via Cavour, si presta molto meno all'organizzazione degli eventi».  In effetti, se potessero comandare per un giorno, uno dei punti sui quali i commercianti di via del Can Bianco si concentrerebbero è proprio quello relativo alla vivacità della strada: «Il passaggio degli autobus non ci permette di organizzare alcuna manifestazione - afferma Massimo Ricciarelli del negozio Rima calzature - Siamo in centro, ma è come se fossimo in periferia».  Da altri invece arrivano giudizi più pesanti: «Le poche volte che riusciamo a organizzare qualche evento non ci permettono nemmeno di chiudere tutta la strada - dicono alla gioielleria "Argento e altro" - La verità è che siamo cittadini di serie B - protestano - Siamo solo dei sudditi: ci tratterebbero meglio se facessimo parte del comune di Montale».  Ma a parte queste spinte secessioniste, un altro punto sul quale si concentrano le proteste sono le telecamere poste proprio all'imbocco della via: «Quella telecamera ha portato solo guai e soldi nelle casse del Comune - sostiene Pino Peluzzo di Fashion Parrucchiere -. Secondo me avrebbero fatto meglio a pedonalizzare completamente la strada. Così avremmo creato una sorta di salotto del centro».  Un'idea questa che torna anche nelle parole di Fabrizio Salvi di Ottica 25: «L'idea sbagliata in partenza è stata quella di optare per la scelta ibrida della telecamera. Invece avrebbero dovuto prendere una decisione più netta: o pedonalizzare tutto, oppure permettere il transito alle auto in maniera continuativa. Così com'è adesso, non è né l'una nè l'altra».  Quello che non sembra preoccupare più di tanto è invece il problema relativo ai parcheggi: «Il punto non è tanto il problema del parcheggio in sé - dice Claudia del negozio Andreini - quanto il fatto che costa troppo. E il problema non riguarda solo i clienti, ma anche noi negozianti: il Comune dovrebbe pensare a un abbonamento per il parcheggio a prezzo ridotto per chi, come noi, ha un'attività e deve lasciare l'auto posteggiata tutto il giorno».  «Anch'io non capisco chi si lamenta del parcheggio - afferma ancora il parrucchiere Pino Peluzzo - perchè se scelgo di mettere la mia attività in centro, so che ci saranno questi problemi. Lamentarsi è un po' pretestuoso».  Come detto, in via Palestro, invece, a lamentarsi sono in pochi: Veronica Nesi di "Teneri Capricci" mette l'accento sul degrado dei marciapiedi. Olga Gisbert di "Noris e Deanna" invece ce l'ha con gli autobus: «Da quando hanno rivoluzionato il percorso dei mezzi pubblici, sopprimendo la linea 10 ad esempio, c'è molta gente in meno da queste parti. Di conseguenza anche la strada è come se non esistesse più».  In sintesi, se per un giorno potessero essero loro il sindaco di Pistoia, i commercianti di via del Can Bianco e via Palestro toglierebbero le telecamere e tenterebbero di organizzare più eventi per attrarre pistoiesi e turisti. Ma non rinunciano all'autocritica, soprattutto quando si cade sull'argomento del Centro commerciale naturale: «È inutile lamentarsi - dicono in coro - se poi alle riunioni si fanno vedere sempre i soliti. Siamo noi i primi a dover metterci la faccia se vogliamo cambiare in meglio le cose».

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