Il Tirreno

Pistoia

L’ex assessore Giorgio Taffini colpito dai toni del confronto nell’incontro al circolo

«Preoccupante senso di insofferenza»

Giorgio Taffini
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Giorgio Taffini

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 PISTOIA. Dieci anni fa, ricorda Giorgio Taffini, ex assessore comunale, la previsione di un inceneritore fu sonoramente bocciata dai comitati di Chiesina Montalese e Pistoia e la vicenda si concluse con la ritirata senza condizioni del Comune e della Provincia: «Al posto dell'inceneritore - dice Taffini - si sarebbe installato un impianto per realizzare cdr. Naturalmente nel solito luogo previsto per ospitare l'inceneritore. Questo sito continua ad essere contenuto nelle previsioni dell'attuale piano di smaltimento approvato dall'ATO e poi ratificato dalla Regione Toscana».  L'assessore Ginanni, osserva Taffini, sostiene che la realizzazione del nuovo casello autostradale previsto nelle immediate vicinanze del sito individuato consente di risolvere uno degli effetti collaterali negativi di impianti simili: l'andirivieni di camion per conferire i rifiuti e successivamente per indirizzarli all'impianto di incenerimento di Montale.  A prima vista, dice Taffini, sembrerebbe una soluzione ragionevole: «peccato però che l'impianto dovrebbe servire per trattare i rifiuti raccolti nei comuni di Pistoia, Serravalle e Quarrata: a cosa serve un casello autostradale? Serve perché molto probabilmente verranno indirizzati su questo nuovo impianto anche rifiuti provenienti da altre zone della regione? Niente di male, per carità, solo che bisognerebbe avere l'onestà di dire le cose per quello che sono e non cercare di parlare d'altro».  «Tra i numerosi interventi, molti dei quali ispirati dai gesti - dice Taffini -, dalle pose e dal linguaggio dei più antipatici imbonitori televisivi, ho l'obbligo di segnalare il battibecco tra due consiglieri comunali che si sono sfidati a proposito delle fontanelle installate dal Comune (una delle poche cose buone fatte negli ultimi tempi) che hanno scatenato violente contestazioni e hanno reso evidente quello che si percepiva nell'assemblea: non va bene l'impianto, ma ancora peggio vanno gli amministratori che siano assessori o consiglieri. Proprio il senso di insofferenza, i numerosi "andate a lavorare", oppure "vi paghiamo noi con le nostre tasse", siete tutti "compagni di merende" mi ha impressionato e profondamente colpito».

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