Sicurezza
Gli assessori Fragai, Ginanni e Lucchesi nel mirino dei comitati e dei cittadini di Badia a Pacciana
L'ira di Bottegone contro il Comune
Beatrice Faragli
Infuocata assemblea alla Capannina per contestare l'impianto cdr
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PISTOIA. Sala piena e confronto acceso durante l'assemblea di giovedì sera sulla costruzione dell'impianto cdr (combustibili e derivati dei rifiuti) a Badia a Pacciana. Oltre 350 persone hanno affollato il circolo La Capannina ribadendo il loro secco no alla struttura di stoccaggio. «Gli amministratori non possono ignorare una riunione come questa. Sulla questione cdr non accettiamo mediazioni e compromessi», ha detto Paolo Paolieri del comitato contro la realizzazione dell'opera. Seduti in prima fila, e protagonisti di un lungo dibattito con i cittadini, c'erano Rino Fragai (assessore provinciale all'ambiente), Silvia Ginanni (assessore comunale all'urbanistica) e Barbara Lucchesi (assessore allo sviluppo economico). Fragai ha aperto il confronto facendo alcune precisazioni sull'impianto. «È necessario dare informazioni giuste agli abitanti affinché possano formulare le adeguate considerazioni. Non si tratterà di una struttura di trasformazione a caldo. Sarà esattamente il contrario. Non necessiterà di alcuna ciminiera. Inoltre i rifiuti trattati arriveranno da 22 comuni e non da 77 come è stato più volte sottolineato. La questione è complicata - conclude Fragai -. Sicuramente ci confronteremo ma non dobbiamo farlo su una base informativa sbagliata». Tanti i dubbi e le perplessità della gente di fronte a queste affermazioni. «Nel regolamento urbanistico - risponde Luciana Giovannetti del Comitato di Bottegone per la salute e l'ambiente - si dice che l'altezza massima dell'impianto sarà di 12 metri escluse torri e ciminiere. Questa eventualità può diventare una certezza e noi non lo vogliamo». Le critiche più aspre dei cittadini sono state rivolte alla pessima situazione della raccolta differenziata nella provincia pistoiese. Secondo i molti presenti all'assemblea l'amministrazione non ha fatto nulla per migliorare la condizione esistente. «Ci sono dei ritardi - ammette Rino Fragai -, soprattutto per i tre comuni della Piana. Bisogna incentivare altre soluzioni ma oggi non ci sono le condizioni per superare nell'immediato gli impianti di stoccaggio e incenerimento. La struttura prevista a Badia a Pacciana è comunque dimensionata su una previsione di raccolta differenziata al 65%». Della stessa opinione è Silvia Ginanni: «E' chiaro che la giunta non è insensibile a questa assemblea ma un senso di responsabilità l'amministrazione lo devo comunque mantenere. Bisogna far fronte a determinate necessità come quella dello smaltimento e stoccaggio rifiuti». Proprio sull'assessore all'urbanistica si sono concentrate le critiche cittadine. Ginanni infatti ha spiegato i criteri di individuazione dell'area comprendendo tra questi anche la pericolosità idraulica che, secondo l'assessore, sarebbe di fascia media ed equivalente a quella di Sant'Agostino. Per i comitati invece la scelta di un terreno frequentemente soggetto agli straripamenti dell'Ombrone rappresenta l'ennesima anomalia registrata dal marzo 2010 ad oggi. Silvia Ginanni inoltre, sollecitata dalle tante domande dei cittadini, ha detto che «arriveranno all'impianto cento camion al giorno». Questa previsione ha suscitato lo sconcerto dei molti e le ulteriori preoccupazioni sulla viabilità futura nella zona. All'ordine del giorno giovedì sera c'era anche l'offerta avanzata dall'azienda Repower, la ditta intenzionata a insediare nell'ex stabilimento Radicifil una centrale di energia elettrica da metano. Sulla questione, presentata rapidamente dalla Lucchesi, si è scatenata l'ira di alcuni lavoratori in cassa integrazione che non hanno ritenuto giusto accostare la discussione sull'impianto cdr a questa tematica. La paura è che si crei un ulteriore allarme salute a discapito di possibili posti di lavoro.
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