Il Tirreno

Pistoia

L’ACCUSA

Falsità in atti pubblici pena da 1 a 6 anni

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 PISTOIA. Luciano Del Santo e Giovanni Lucarelli sono accusati in concorso tra loro del reato previsto dall'articolo 476 del codice penale: falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.  Perché, si legge nel capo d'imputazione, "Lucarelli nella qualità di coordinatore degli addetti ai servizi di supporto del Comune di Pistoia, Del Santo quale aspirante alla nomina di presidente del Copit spa, il primo pubblico ufficiale, formavano un atto pubblico falso; in particolare Del Santo indirizzava al Comune di Pistoia, consegnandolo a Lucarelli, un curriculum professionale destinato ad essere allegato alla autocandidatura dal medesimo presentata e protocollata in data 14 aprile 2009 in sostituzione di quello in atti, curriculum di contenuto diverso da quello originario poiché modificato essendovi stata aggiunta una dichiarazione di disponibilità per nomine non indicate nella precedente autocandidatura; Lucarelli riceveva il documento, ometteva di apporre un timbro per ricevuta con la data di arrivo e lo allegava a quello protocollato il 14 aprile, con ciò facendo apparire l'allegato in questione come presentato in data 14 aprile".  La pena prevista dal codice penale per tale reato va da 1 a 6 anni di reclusione.

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