Il Tirreno

Pistoia

La procura chiede il rinvio a giudizio dell’ingegnere e di un dipendente comunale

«Del Santo a processo»

Il presidente del Copit Luciano Del Santo
◗
Il presidente del Copit Luciano Del Santo

Davanti al gup il caso della nomina a presidente del Copit

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. L'accusa è quella di falsità materiale in atto pubblico. E per rispondere di tale imputazione, il prossimo 11 giugno, Luciano Del Santo, 65 anni, presidente del Copit, dovrà comparire davanti al giudice dell'udienza preliminare del tribunale di Pistoia. Assieme a lui, il capo dei commessi comunali, ritenuto suo complice, Giovanni Lucarelli, 63 anni. Nei loro confronti, al termine delle indagini - scattate nel luglio dello scorso anno in seguito alle pubbliche denunce da parte dell'opposizione in consiglio comunale - la procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio. Oggetto dell'indagine, proprio la nomina di Del Santo alla presidenza dell'azienda di trasporti.  Il "caso" era scoppiato quando alcuni consiglieri comunali di opposizione avevano rivelato che l'autocandidatura di Luciano Del Santo, depositata il 10 aprile precedente (come prevedeva il regolamento approvato nel gennaio 2008 dal consiglio comunale) non conteneva inizialmente la disponibilità ad essere nominato alla guida del Copit ma solo quella ad essere confermato alla presidenza della Farcom. Tale disponibilità era stata aggiunta successivamente, per rendere legittima la proposta di nomina formulata dal sindaco Berti.  Furono cinque consiglieri comunali (Alessio Bartolomei di Forza Italia, Andrea Fusari dei Verdi, Margherita Semplici e Alessandro Tomasi di An e Giampaolo Pagliai dell'Udc) a depositare in tribunale un esposto in cui si ipotizzava il reato di falso in atto pubblico per le manipolazioni che avrebbe subito la lettera di autocandidatura quando era già stata depositata all'ufficio protocollo del Comune. La nuova lettera conteneva quattro righe finali in cui Del Santo manifestava la propria disponibilità ad altre nomine che sembrassero opportune all'amministrazione in altre società.  Adesso, la procura ha fatto proprie tali accuse e ha chiesto il processo nei confronti del presidente del Copit e del commesso comunale che materialmente avrebbe provveduto a sostituire la lettera all'ufficio protocollo.  Nel settembre scorso, sulle pagine del nostro giornale, Del Santo aveva fornito la sua versione dell'accaduto. «Avendo appreso dal sindaco - aveva spiegato - della difficoltà che avrebbe incontrato la mia candidatura a proseguire l'esperienza di amministratore delegato in Farcom spa in ragione del criterio introdotto di uno stop dopo due mandati consecutivi, e avendomi peraltro il sindaco espresso apprezzamento per il lavoro sin qui svolto e per le mie caratteristiche manageriali, ho ritenuto di integrare il curriculum consegnato in Comune estendendo la mia disponibilità al conferimento di altri incarichi preliminarmente alla decisione assunta all'unanimità dall'assemblea dei soci di Copit».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa