Sicurezza
«Vogliamo un vertice sui cani avvelenati»
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Un cane maltrattato e sofferente Lav condanna l'episodio di Cireglio e si appella a sindaco e prefetto
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CIREGLIO. Il caso dei tre cani morti nei giorni scorsi a Cireglio per aver ingerito bocconi avvelenati disseminati nei giardini delle case in cui vivevano, non è sfuggito alla Lav, la lega anti-visisezione, nazionale, che condanna duramente l'episodio. «Quanto successo a Cireglio è intollerabile - dichiara Ilaria Innocenti, responsabile nazionale Lav settore cani e gatti - siamo vicini alle famiglie degli animali barbamente uccisi e ringraziamo i carabinieri di Cireglio per la tempestività dell'intervento e l'immediata apertura delle indagini, che ci auguriamo portino al più presto all'individuazione dei responsabili». Disseminare bocconi avvelenati, infatti, costituisce un reato e, oltre a costare la vita a un numero considerevole di animali, mette a repentaglio la salute pubblica, l'ecosistema e l'ambiente. Le esche avvelenate non colpiscono solo la specie per la quale vengono approntate, ma tutti gli individui legati dalla stessa catena alimentare. I micidiali preparati oltre a provocare la morte di moltissimi animali, rappresentano un rischio anche per l'uomo, in particolare per i bambini che, inconsapevoli del pericolo che si cela dentro le esche confezionate talvolta in maniera appetibile, potrebbero toccarle e poi portarsi le mani alla bocca. «Il fenomeno degli avvelenamenti, da cui la provincia di Pistoia non è indenne, merita la dovuta attenzione - prosegue Ilaria Innocenti - per questo chiediamo al prefetto di riunire il Tavolo di coordinamento previsto per contrastare il fenomeno dei bocconi avvelenati, e al sindaco di dare opportune disposizioni alla polizia municipale al fine di intensificare i controlli». Il tavolo tecnico è previsto da un'ordinanza ministeriale. Il tavolo è coordinato dal prefetto o da un suo rappresentante, e composto da un rappresentante della Provincia, dai sindaci delle aree interessate e da rappresentanti dei servizi veterinari delle aziende sanitarie locali, del Corpo Forestale, degli istituti zooprofilattici sperimentali competenti per territorio, delle guardie zoofile, delle forze di polizia locali e da un medico veterinario libero professionista. «Ci auguriamo che sia istituito al più presto tale Tavolo nella consapevolezza che ogni ulteriore ritardo può aumentare i diversi pericoli connessi al fenomeno», conclude Ilaria Innocenti.
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