Il Tirreno

Pistoia

La caserma Marini al Comune

Francesco Albonetti
L’assessore Niccolai e una parte della caserma Marini
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L’assessore Niccolai e una parte della caserma Marini

Niccolai: «Stiamo pensando di portarci gli uffici e la casa delle associazioni»

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PISTOIA. L'intera area della caserma Marini, 90mila metri quadri che si distendono a est del viale Italia, potrebbe passare nel giro di un anno dallo Stato al Comune. Tutto dipenderà dall'esito della legge sul cosiddetto "federalismo demaniale" attualmente in via di perfezionamento nelle commissioni parlamentari, una legge delega presentata dal capogruppo Pdl in commissione bilancio, Gioacchino Alfano.

In tempi di mancati trasferimenti e ristrettezze finanziarie, per il Comune sarebbe un colpo grosso, tanto che l'assessore al patrimonio Alberto Niccolai ha già qualche idea su come potrebbe essere utilizzata quell'enorme area alle porte del centro, già in buona parte edificata. Vediamo in sintesi di cosa si tratta. La legge: beni demaniali agli enti locali.

«Lo schema di legge prevede il trasferimento di una dei beni demaniali agli enti locali, Comuni e Regioni - dice Niccolai - quindi non solo caserme, ma anche spiagge, porti e quant'altro. Verranno però ceduti solo quelli ritenuti non strategici. Quindi, intanto occorrerà vedere se la caserma del Nembo viene ritenuta tale e se l'ente di destinazione è il Comune o la Regione. Inoltre, in Parlamento stanno discutendo gli eventuali vincoli che la legge dovrebbe prevedere per gli enti, per esempio di limitarsi a certe destinazioni d'uso, evitando così che i Comuni acquiscano questi beni per svenderli o fare mera cassa».

Passaggio in tempi brevi. L'operazione avrebbe però tempi tutt'altro che lunghi, a detta dell'assessore: approvazione della legge entro un paio di mesi; dopodiché il ministero dovrebbe compilare una lista di quei beni demaniali che vengono ritenuti strategici, ovvero non sono suscettibili ad essere dismessi agli enti locali; entro la fine dell'anno dovrebbe avvenire il passaggio dei beni ceduti a Comuni e Regioni. Uffici comunali alla Marini.

«E' evidente che per noi si tratta di una grossa opportunità - prosegue l'assessore al patrimonio - Restano ad una destinazione d'uso plausubile, l'area della Marini, o per lo meno una parte di essa, si presterebbe, per esempio, ad un'operazione di cosiddetto cubo, ovvero al trasferimento di tutti gli uffici comunali che attualmente si trovano decentrati rispetto al palazzo di Giano: annona, uffici tecnici, servizi sociali e così via. Questo consentirebbe un risparmio notevole, anche in termini energetici e una possibile sinergia fra gli uffici. Ci sarebbero poi enormi possibilità di parcheggio per dipendenti e utenti. Infine, si libererebbero diversi immobili buoni per essere alienati, quelli lasciati liberi dagli uffici. La Casa delle associazioni. Vi si potrebbe poi realizzare una Casa delle associazioni, con tutte le sedi concentrate. Un'esigenza molto sentita, tanto che sulla mia scrivania ho 25 richieste di associazioni che hanno bisogno di locali».

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