Il Tirreno

Pistoia

I bambini stranieri della II A di via Torino sono ben 17 su 26. Gli insegnanti: «La convivenza è possibile»

Che allegria nella classe arcobaleno!

Marta Quilici
A lato la maestra Maria Vollaro circondata affettuosamente dai suoi alunni. Sotto i bambini con il pittore Franco Faggioli e in un momento di ricreazione
◗
A lato la maestra Maria Vollaro circondata affettuosamente dai suoi alunni. Sotto i bambini con il pittore Franco Faggioli e in un momento di ricreazione

Tra i banchi alunni albanesi, marocchini, rumeni e una bimba cinese

3 MINUTI DI LETTURA





 QUARRATA. Aaisa è pakistana, proprio come Esmeralda, Zahara, invece, è marocchina, Edgar Adriatic è italo-albanese, Dario viene dal Costa Rica. Pochi giorni fa è arrivata dalla Cina anche Cuan Cuan, esattamente la diciassettesima alunna straniera della II A delle scuole elementari di via Torino. Dei 26 alunni, soltanto nove sono italiani; tutti gli altri provengono da altri paesi.  Molti sono albanesi, alcuni pakistani, marocchini, un rumeno, una bimba cinese e un costaricano. Si parlano ben sette lingue diverse, oltre ovviamente, all'inglese e al tedesco che si imparano sui banchi di scuola, e si seguono tre confessioni religiose (cristianesimo, islam, buddismo).  C'è chi ha gli occhi a mandorla e chi grandi e azzurri, chi ha la pelle scura oppure chiarissima, tutti però hanno addosso i grembiulini blu e, nello sguardo, la curiosità tipica dei bambini. Quella di via Torino è una classe unica, viva, colorata, simbolo concreto di una multiculturalità possibile e spontanea, nonostante superi di gran lunga il tetto ministeriale del 30% di alunni stranieri (nella II A sono il 65%). «Si potrebbe pensare che ci troviamo a vivere in una babele caotica e ingestibile - afferma l'insegnante Maria Vollaro - ma non è così. Qui si parlano lingue diverse, si festeggiano ricorrenze diverse e si rispettano vari culti religiosi: tutto questo con serenità, in armonia e con la curiosità tipica dei bambini, disposti a imparare dall'altro».  Maria Vollaro è l'insegnante della II A, ma non è una maestra qualunque: è l'ideatrice del progetto "Veliero" che ha l'obbiettivo si facilitare l'inserimento dei bambini stranieri. A lezione si studiano l'italiano e tutte le materie previste dal programma ministeriale, ma si parla anche di altro: «Della Festa delle Luci dell'India-continua la maestra Maria-, della Pasqua, della Festa di Primavera del nord Europa».  Le pareti sono tappezzate di cartelloni con riportate le lettere dell'alfabeto, i colori, i numeri, tutti tradotti anche in altre lingue. Vicino alla cattedra, in numerosi fascicoli, è raccolta la modulistica, le schede tradotte in 14 lingue e i quaderni dell'accoglienza "Ciao", anch'essi tradotti in più lingue. «In classe - aggiunge - cinque o sei bambini sono entrati a scuola senza conoscere una parola di italiano e alcuni anche ad anno scolastico in corso. È una sfida non facile lavorare con una classe così eterogenea, ma ci si può fare! Il tetto ministeriale del 30% qui semplicemente non è applicabile. La mia classe è l'unica a tempo pieno e molti sono i genitori stranieri che ne fanno richiesta e non si può certo rifiutarla solo perché sono stranieri. Non servono numeri, servono semmai le risorse, anche per la formazione degli insegnanti. Per due anni abbiamo usufruito di piccoli fondi ministeriali rivolti alle zone a forte processo migratorio, ma adesso dobbiamo cercarne altri, magari anche a livello locale, perché il progetto deve andare avanti. A me, anzi, piacerebbe anche estenderlo all'alfabetizzazione degli adulti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web