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Pistoia

Uccisi dalle polpette avvelenate

Lucky durante una battuta
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Lucky durante una battuta

Atroce fine di tre cani in via di Ciriceto a Cireglio

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 CIREGLIO. Sono tornati a colpire gli avvelenatori di cani. Ieri, nel giro di dodici ore, a Cireglio, tre animali sono morti avvelenati da polpette forse intrise di stricnina.  Due erano di proprietà di Bruno Milani, residente in via di Ciriceto, e uno di loro era addestrato per le ricerche con il Soccorso alpino. Poche decine di metri più in là, l'abitazione dove viveva il terzo cane avvelenato. Già ieri i carabinieri hanno effettuato un sopralluogo nei giardini delle due case e prelevato delle polpette che saranno fatte analizzare. Le carcasse dei tre cani saranno invece sottoposte ad autopsia. In paese molti sono convinti che il killer dei cani sia un residente nella zona, magari esasperato dalla massiccia presenza (a volte anche rumorosa) dei quattro zampe in via di Ciriceto, dove quasi ogni casa ha il suo cane. Già due anni fa furono uccisi degli animali, anche allora con polpette avvelenate.  Particolarmente straziante la fine di Lucky, il border collie di quattro anni e mezzo che partecipava abitualmente alle ricerche in montagna con gli uomini del Soccorso alpino. «Stanotte alle 22 - racconta Milani - mi sono accorto che stava male, aveva le convulsioni. L'ho subito portato alla clinica veterinaria a Monsummano, ma stanotte alle 3,30 il cane è morto». Tornato a casa, Milani ha lasciato uscire in giardino il suo secondo cane, un meticcio di 13 anni. Lo stesso ha fatto il suo vicino di casa. Ma nel giro di pochi minuti i due cani, che evidentemente hanno subito trovato le polpette, si sono sentiti male e sono morti davanti agli occhi dei loro proprietari.  «Questi fatti - conclude Bruno Milani - sono gravi, sia per la fine dei nostri cani, sia perché queste polpette possono essere letali se le trova un bambino. E nei nostri giardini di bambini ce ne sono tanti».  Colpito dalla fine atroce di un amico di tanti interventi anche Sergio Catani, responsabile regionale del Soccorso alpino e speleologico. «Sono molto dispiaciuto per Lucky - dice - la sua morte è ovviamente un grande dolore per il suo padrone ma anche un danno economico per la comunità, se si pensa che per addestrare un cane da soccorso ci vuole un anno e mezzo».

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