Il Tirreno

Pistoia

Momenti di tensione ieri alla fabbrica di Bottegone dove prosegue il presidio davanti ai cancelli

«Non smantellate la Mas»

Marta Quilici
Il presidio degli operai della Mas davanti ai cancelli dell’azienda
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Il presidio degli operai della Mas davanti ai cancelli dell’azienda

Gli operai bloccano la partenza di mille lastre di acciaio

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PISTOIA. Momenti di tensione ieri mattina davanti ai cancelli della Mas: una sessantina di operai dello stabilimento di Bottegone, da mesi in presidio permanente davanti alla fabbrica, hanno impedito che venissero portate via dai capannoni dell'industria chimica oltre un migliaio di lastre di acciaio inox, utilizzate per la produzione di laminati elettronici. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri, il cui intervento però non si è reso necessario.  Intorno alle 8, un gruppo di lavoratori è arrivato davanti ai cancelli per il quotidiano presidio, che va avanti da fine febbraio, da quando, dopo nove mesi di presidio dentro l'azienda, i lavoratori sono stati costretti ad abbandonare lo stabilimento. L'obiettivo è di ostacolare ogni tentativo di smantellamento degli impianti o di prelievo di materie prime. Appena arrivati, gli operai hanno trovato una ditta incaricata di preparare per la spedizione circa tremila lastre di acciaio inox che servivano per la costruzione dei laminati elettronici. Le lastre sono attese in Germania, dove la consorella della Mas, appartenente al gruppo tedesco Isola, è intenzionata ad acquistarle. Allertati dai compagni, sul posto sono arrivati altri operai: tra le 8 e le 9 davanti ai cancelli erano in una sessantina. E il risultato di impedire che venissero portate via le lastre è stato ottenuto, ma probabilmente il tutto è stato ritardato soltanto di pochi giorni: «La ditta - spiega Alberto Morosi, dell'Rsu- non aveva con sé il foglio con l'autorizzazione del tribunale. Noi abbiamo fatto leva su questo e l'abbiamo fatta andare via, anche se probabilmente già oggi pomeriggio (ieri, ndr) arriverà il fax del tribunale con l'autorizzazione. Non è assurdo pensare che già domani o nei prossimi giorni l'azienda si ripresenti con la stessa intenzione».  L'azienda in questione è la Danesi, di Pistoia: «Era una delle ditte esterne della Mas - spiega Alessio Rossi, della Rsu - a cui la Mas deve anche dei pagamenti. Le lastre in questione sono alcune migliaia, del valore dai 400 ai 500 euro l'una».  Tanta l'amarezza: «sapevamo - spiegano Rossi e Morosi - che c'era l'intenzione di portare via le lastre, ma pensavamo che ci avvertissero prima e che attendessero almeno il 12 maggio, data in cui è fissato un incontro per stabilire un accordo sulla messa in mobilità».  A fine maggio, infatti, ai 124 operai scadrà il periodo di cassa integrazione. La cordata di imprenditori locali intenzionata a rilevare la Mas, per adesso, sembra essersi rivelata una bolla di sapone e per i dipendenti non rimane che la mobilità: «Noi chiederemo comunque - aggiunge Rossi - la proroga di altri sei mesi della cig in deroga».  Intanto oggi pomeriggio alle 15 è fissato un incontro ad Assindustria.

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