Il dolore
Interrogazione di Gargini dopo il rinvio a giudizio del direttore tecnico della discarica
Cassero, il Pdl chiede risposte a Mochi
Beatrice Faragli
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CASALGUIDI. «Apprendere dalla stampa che al Cassero i carabinieri, nel settembre del 2008, hanno sottoposto a verifica il camion di un conferitore di rifiuti contenente piombo e cadmio in concentrazioni tre volte superiori a quelle ammissibili crea prima di tutto una grande preoccupazione tra i cittadini, sconcerto verso chi ha taciuto tutto ciò e, allo stesso tempo, sfiducia verso i gestori ed i controllori ordinari dell'impianto». Così Alessio Gargini, capogruppo della Cdl a Serravalle pistoiese, esordisce nell'interrogazione indirizzata al sindaco Renzo Mochi, all'assessore all'ambiente Patrizio Mungai e al presidente del comitato di controllo Gerardo Innocenti sui recenti fatti di cronaca. «Siamo cascati dalle nuvole - ha detto Gargini -. Tra l'altro durante il passaggio di consegna tra il dimissionario Roberto Talini e Alfio Fedi (il nuovo presidente di Pistoiambiente) ho fatto anche un pubblico ringraziamento alla società per la trasparenza riscontrata. Adesso invece è tutto in discussione». Il capogruppo della Cdl vuole fare chiarezza sulla posizione dell'amministrazione in merito all'accaduto. «Chiedo se lei sindaco e l'assessore Mungai - scrive Gargini - eravate a conoscenza dei fatti ed in caso affermativo quali sono i motivi che avete ritenuto validi per non darne informazione al consiglio». La preoccupazione ora è rivolta alle possibili reazioni tra la cittadinanza. «La gente nelle questioni ambientali deve essere informata tempestivamente. Così si evitano tensioni e sfiducia». Con il rinvio a giudizio per Stefano Somigli, direttore tecnico della discarica gestita da Pistoiambiente, si riaprono anche le discussioni sull'organo di vigilanza del Cassero. «So per certo - ha detto Gargini - che il comitato di controllo non era a conoscenza dei fatti. Questa è una formazione senza effettivi poteri. La stessa figura di un tecnico, necessaria all'attività del comitato, non è mai stata individuata per volontà della maggioranza. Al di là della portata futura dell'evento, se l'organo non è in grado di accertare possibili illeciti cosa ci sta a fare? Sono necessari degli accorgimenti e dei potenziamenti. C'è stata troppa fiducia verso il gestore (Pistoiambiente). Si riapre una ferita vecchia di vent'anni. Oggi risorgono tutti i dubbi di un tempo. E' il momento di discutere sulla questione. Durante il prossimo consiglio speriamo di sciogliere tutti i dubbi, specialmente quelli dei cittadini interessati».
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