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Pistoia

"Ultrà corretto": centinaia di ragazzi a lezione di tifo

"Ultrà corretto": centinaia di ragazzi a lezione di tifo

Tifare da veri sportivi: si terrà mercoledì, dalle 9 alle 12, all'Auditorium di via Panconi, a Pistoia, il convegno finale del progetto "Ultrà corretto", promosso dalla Uisp provinciale e realizzato grazie ai contributi di Regione Toscana e Provincia di Pistoia

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PISTOIA. Tifare da veri sportivi: si terrà mercoledì, dalle 9 alle 12, all'Auditorium di via Panconi, a Pistoia, il convegno finale del progetto "Ultrà corretto", promosso dalla Uisp provinciale e realizzato grazie ai contributi di Regione Toscana e Provincia di Pistoia. Il progetto ha visto coinvolte circa quaranta classi della scuola secondaria di primo grado, per un totale di circa mille ragazze e ragazzi. Gli incontri nelle classi, condotti da operatori Uisp, hanno portato alla realizzazione di materiali prodotti dai ragazzi, stimolati dai temi trattati: valori dello sport, legalità e socialità, tifo corretto e razzismo.

Lo scopo era quello di sensibilizzare i partecipanti su queste tematiche e dar loro la possibilità di esprimere le proprie idee attraverso una "campagna promozionale" fatta di striscioni, cartelloni, spot, canzoni. La mattinata sarà quindi il momento per riunire chi ha partecipato e raccontare l'esperienza vissuta. Verranno esposti i lavori preparati e proiettati i filmati realizzati, sarà distribuito un giornalino che raccoglie scritti e disegni, e, i ragazzi stessi, racconteranno questa esperienza comunicando le loro impressioni ed emozioni.

«Il 5 maggio - dice Filippo Pierotti, responsabile dell'area Sportpertutti del Comitato provinciale dell'Uisp - si giungerà al termine del percorso fatto con i ragazzi nell'anno scolastico che sta finendo. Senza arrogarsi il diritto di cambiare il mondo, riteniamo che l'aver sensibilizzato i ragazzi su certi argomenti possa essere un aiuto nel processo di crescita che ogni giovane vive quotidianamente: in famiglia, a scuola, nello sport, con gli amici. Gli incontri nelle classi volevano essere un momento durante il quale i ragazzi, stimolati, potessero dire la loro. Un insegnamento nozionistico non li avrebbe mai portati a scoprirsi o a far capire loro che possono esprimere un'opinione ed essere ascoltati. Le problematiche legate al mondo sportivo sono così diventate un modo per cercare di portare in superficie vizi e virtù della società civile con la quale si confrontano quotidianamente. Si è cercato di stimolarli sulle problematiche legate allo sport e di capire la loro concezione di sfida sportiva, giocata o fruita come spettatore, cercando di sviluppare una coscienza civile: mondo sportivo come cartina tornasole della vita di tutti i giorni. Valori dello sport sono valori sociali, tifo corretto diventa legalità e razzismo sportivo si trasforma nella quotidiana intolleranza nei confronti del diverso».

«Nostro obiettivo - prosegue - era far riflettere i ragazzi sugli aspetti negativi che fanno da corollario allo sport e far loro produrre una campagna informativa: veicolare certi messaggi unificando mittenti (giovani) e destinatari (sempre i giovani) grazie al linguaggio che li accomuna. Sono sicuro che la riflessione li abbia portati a confrontarsi con gli altri e con se stessi, partendo da problematiche che, da anni, sono pessima cornice per le discipline sportive: violenza, fuori e dentro gli stadi, episodi di intolleranza razziale, esasperazione della passione sportiva per una squadra. Senza scordare che, per il valore sociale dello sport, tutto ciò può essere un punto di partenza per avviare quel difficile processo di cambiamento che diffonda i valori che sono necessari alla convivenza civile». Soddisfatto l'assessore allo Sport della Provincia, Roberto Fabio Cappellini.

«Il progetto dell'Uisp, a cui la Provincia aderisce da tre anni, si inserisce a pieno titolo non solo nella nostra politica di programmazione sportiva per il territorio ma in quella che io considero la migliore tradizione dello sport tout court: cioè lo sport come educazione e formazione nonché argine a comportamenti "devianti" soprattutto tra i giovani. I risultati ottenuti parlano chiaro, in termini quantitativi di partecipazione al progetto e per la qualità degli elaborati dei ragazzi».

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