Il Tirreno

Pistoia

Viaggio nella storia della città nascosta

Michele Galardini
Una suggestiva immagine dell’antica gora sotto il Ceppo
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Una suggestiva immagine dell’antica gora sotto il Ceppo

Una parte di città come nemmeno i pistoiesi l'hanno mai vista, quella misteriosa che scorreva sotto la strade, le piazze, i palazzi, fatta di piccoli corsi d'acqua: le gore che disegnava la Pistoia sotterranea. È il percorso sub-urbano riscoperto grazie all'opera dello studio dell'arch. Gianluca Iori e dell'Irsa, oltre al contributo e al patrocinio di Comune e Provincia

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PISTOIA. Una parte di città come nemmeno i pistoiesi l'hanno mai vista, quella misteriosa che scorreva sotto la strade, le piazze, i palazzi, fatta di piccoli corsi d'acqua: le gore che disegnava la Pistoia sotterranea. È il percorso sub-urbano riscoperto grazie all'opera dello studio dell'architetto Gianluca Iori e dell'Irsa, oltre al contributo e al patrocinio di Comune e Provincia.

Ieri mattina c'è stata l'inaugurazione di questa nuova parte di città disvelata. Le molte persone accorse all'evento, fra cui un nutrito gruppo di autorità guidate dal sindaco Renzo Berti, hanno potuto per la prima volta accedere ai 650 metri di itinerario riscoperti grazie all'opera dell'Istituto ricerche storiche. Si entra da una porta metallica situata dentro l'ospedale vecchio, a pochi metri dal museo dell'accademia medica recentemente restaurato e subito l'occhio corre giù per la rampa che attraversa le vecchie fondamenta.

Un po' turisti, un po' avventurieri, camminiamo lungo l'unica striscia percorribile cercando di scorgere ogni minimo particolare semi-nascosto dalla penombra degli archi della vecchia struttura. Alcune luci dal basso ci guidano, altre illuminano i pannelli didattici dove la storia dell'ospedale e della gora si intreccia con la storia della città. La Brana che da torrente nell'XI secolo si trasforma in trasformarsi in gora, nel periodo di costruzione della terza cinta muraria, per ottimizzare il funzionamento dell'ospedale e dei mulini. Le diverse fasi edilizie dello sviluppo della struttura ospedaliera e delle mura fino ad arrivare ai lavatoi, operanti fino agli inizi degli anni '50 del '900, poi trasformati in rete fognaria fino ai giorni nostri e all'opera di bonifica. Una storia fino a pochi giorni fa raccontata, letta, ma mai toccata.

Quello che di veramente interessante c'è e che tutti sperano possa attirare un buon numero di turisti e cittadini è l'aspetto interattivo dell'esperienza. La polvere millenaria che vela le scarpe, il rumore dell'acqua delle gore, la consistenza dei mulini alla fine del primo percorso, il soffitto che in alcuni punti ti obbliga a fare attenzione alla testa e in altri, ancora più bassi, ti fa piegare la schiena. La luce della superficie che filtra solo attraverso pochissime aperture - una delle quali in piazza San Lorenzo - e un'incisione etrusca nascosta alla fine del secondo percorso che indica il limite della falda acquifera stimato in epoca antica. Imboccare l'uscita che ci fa riemergere accanto al mercato ortofrutticolo di piazza San Lorenzo, è come lasciare la pagina finale di un libro che non stavamo semplicemente leggendo.

È l'esperienza di una storia, quella pistoiese, e di un'opera di recupero durata cinque anni e costata mezzo milione di euro. Il sindaco Berti ha parlato di una «riappropriazione della storia della città da parte dei pistoiesi, attraverso un impatto emozionale che possa essere al contempo appetibile per il turismo», mentre il presidente dell'Irsa, Luciano Angioli, ha indicato nella «sinergia, creata fra i partner istituzionali e privati, l'elemento di maggiore forza dell'iniziativa».

Un tour delle epoche storiche di Pistoia, che va dai disegni dei progetti dell'ospedale di fine XIII secolo fino ai mulini ottocenteschi - il mulino Beccacccini è del 1833 - completamente percorribile dai disabili, come hanno confermato ieri mattina Daniele Tormentoni assieme ai suoi accompagnatori della "Casa di Alice" Cinzia Venturini e Andrea Cecchi. Ultima particolarità: ogni pannello didattico è scritto anche in linguaggio braille.

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