Sicurezza
Milano, Fiera diseratata
M.Q.
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Una delle passate edizioni della Fiera del Mobile Da 25 a meno di 15 le aziende del mobile che parteciperanno all'esposizione di aprile
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QUARRATA. Tra due settimane si apriranno i sei giorni del Salone internazionale del Mobile di Milano, ma le aziende che vi parteciperanno saranno molte meno dell'anno scorso. L'appuntamento, dal 14 al 19 aprile è il più atteso a livello internazionale e servirà a misurare la febbre al settore, dopo oltre un anno e mezzo di crisi economica e, per quanto riguarda Quarrata, dopo ormai anni di sintomi di malessere. Non arrivano a 15 le industrie quarratine che quest'anno parteciperanno alla fiera, mentre l'anno scorso erano oltre 25. «Molte di quelle che erano solite esporre a Milano nelle passate edizioni non esistono proprio più: sono chiuse - spiega Massimo Pucci, presidente del settore legno e arredamento di Assindustria - Altre, invece, visto il periodo di crisi, hanno preferito rinunciare al Salone del mobile per risparmiare». A partecipare saranno quest'anno saranno Piemme, Novo, Nieri, Spagnesi, Emmesse, Satis, Bardi, Formitalia, ElleSalotti, Gold Confort, Prg group, Due D, Florence Collection, e poche altre. «Non partecipare al Salone di Milano - aggiunge Pucci - significa decidere di fare una rinuncia notevole, perché Milano è la fiera più importante nel panorama internazionale, molto più di Parigi». Ma il primo ostacolo sono i prezzi: «Alti come nel 2009 - afferma Pucci - Basti pensare che per una presentazione dignitosa, uno stand che va almeno dagli 80 ai 100 metri quadri, si spendono in tutto dai 50 ai 100 mila euro, compreso il pagamento dello spazio, dello stand e il pernottamento a Milano per una settimana». E per quanto riguarda le novità che Quarrata porterà a Milano: «La mia impressione - afferma Pucci - è che il mercato adesso tenda a volare basso, nel senso che scelga soprattutto oggetti dalle linee semplici e più vendibili. Con la crisi attuale infatti secondo me è più facile che chi compra per rivendere scelga oggetti che possano piacere a una fascia piuttosto ampia di persone e non osi fare acquisti particolarmente elaborati che poi rischiano di rimanere invenduti. Penso si punterà soprattutto su un'estetica sobria che possa accontentare un po' tutti». Per i mercati: «Sono tutti in calo, non ce n'è qualcuno da prendere particolarmente di mira: si cercherà di vendere un po' a tutti: Corea, Usa, Regno Unito, e Germania sono praticamente fermi. La Francia è un po' più continuativa. La Russia ormai è inflazionata».
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