Sicurezza
Alcuni residenti: «Ci adoperiamo per mantenere vive le tradizioni e abbiamo luoghi di ritrovo»
«Lucciano, paese vivo nonostante i problemi»
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Unimmagine della frazione collinare 2 MINUTI DI LETTURA
QUARRATA.A Lucciano d'estate manca l'acqua e le strade lasciano a desiderare, ma per quanto riguarda la vita paesana e la coesione tra gli abitanti, la frazione è viva e vegeta. Sottolineano questo importante aspetto del paese Daniele Barlesi, Francesco Biancalani, Andrea Giusti e Alessio Lunardi, abitanti di Lucciano che si occupano di creare momenti di aggregazione e socializzazione nel paese. Ci sono «alcuni problemi reali riguardanti questa frazione (e un po' tutte le altre, del resto), come la presenza di strade dissestate e la mancanza di acqua specialmente nei mesi estivi. Ma non siamo d'accordo nel descrivere Lucciano come un paese fantasma, fatiscente, colonizzato soltanto nei giorni festivi da pratesi o fiorentini che lo usano come seconda casa, dove, noi abitanti siamo relegati al ruolo di comprimari. Ciò non è assolutamente vero, perché qui a Lucciano siamo in molti che ci impegniamo a mantenere vive le tradizioni che, chi ci ha preceduto, ci ha tramandato. Come tutti i paesini che si rispettano, anche Lucciano ha i suoi luoghi di ritrovo: il bar (o meglio il circolo) e la chiesa. Cosa deve avere un paesino di 700 abitanti, una multisala con 16 cinema? Il circolo c'è ormai da 50 anni, aperto due ore la sera, certo, ma mai chiuso! Ad esempio per carnevale ci ritroviamo tutti mascherati, grandi e piccini, e il capodanno da sempre lo festeggiamo tutti insieme. La prima domenica di luglio, insieme con la Podistica "La Stanca", organizziamo da quasi 30 anni la "Sgambata delle due Torri", corsa podistica ormai diventata internazionale. La Chiesa poi, grazie all'impegno di alcune signore, organizza periodicamente serate per i più piccini o per gli anziani oppure festeggia le coppie che hanno raggiunto traguardi importanti come le nozze d'oro o d'argento. Che dire poi della Fattoria Spalletti, conosciuta ovunque, che durante "Cantine Aperte" riceve la visita di centinaia di persone. E poi, se un giorno tutto questo venisse a mancare, rimarrebbe la cornice paesaggistica a fare da contorno a questo contesto. Basta recarsi a "Bindino", "Le Case" o a "Bacarello", chiudere gli occhi per un attimo e poi riaprirli, quelle che si vedono, sono delle vere e proprie cartoline».
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