Gioco
Banca di Pistoia, volano gli impieghi
Alberto Vivarelli
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Andrea Amadori presidente della Banca di Pistoia Presentato il bilancio: la raccolta cresce del 5,5% ma la crisi apre un buco di 1,3 milioni
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PISTOIA. Volano gli impieghi della Banca di Pistoia (+18%), in forte crescita la raccolta diretta (5,5%), bilancio che presenta un risultato negativo (-1,3 milioni di euro) solo per una scelta precisa del consiglio d'amministrazione: favorire le imprese in un momento di fortissima crisi economica lasciando invariati i tassi sui mutui, nonostante l'Euribor sfavorevole. Sono i tre elementi cardine del bilancio che l'istituto di credito di piazza Treviso presenterà all'assemblea dei soci il 24 aprile prossimo. «Potevamo - spiega il presidente Andrea Amadori - decidere, come hanno fatto altre banche, di aumentare lo spread sui finanziamenti. Se lo avessimo fatto di uno 0,70, avremmo avuto un introito di quasi 3 milioni di euro in più e quindi ben oltre l'attuale disavanzo, ma avremmo aggravato la già grave situazione delle aziende. Fu una scelta etica. Certo, se la situazione complessiva dovesse ulteriormente peggiorare, qualcosa dovremo modificare». «Non ci dimentichiamo - dice Giorgio Mazzanti, vice presidente della banca - che noi abbiamo tanti mutui al 2%: questo è un aiuto concreto, ma ha un costo. I nostri tassi sui mutui sono i più bassi di tutte le banche di credito cooperativo». «Il disavanzo - dice il direttore generale Giancarlo Marradi - è dovuto al margine d'interesse perché in precedenza tutte le operazioni erano agganciate all'Euribor: ecco perché abbiamo preso la bastonata. A questo si è sommata la crisi economica che ha fatto crescere le sofferenze e peggiorato il margine d'interesse che in un anno ha perduto il 5 milioni e mezzo di euro, più del 5%». Una scelta a favore dell'economia, senza utilizzare effetti speciali né riflettori, confermata dagli impieghi del 2009, che hanno toccato quota 485 milioni, un vero boom che nemmeno banche più grosse e strutturate hanno raggiunto, una bella boccata d'ossigeno per le aziende in un momento in cui molti promettono ma pochi concedono. Anche quella di far emergere il disavanzo è stata una scelta voluta dalla direzione e dal consiglio d'amministrazione. «Prudenza, trasparenza e correttezza di bilancio - spiega il presidente Amadori -, sono state le nostre linee ispiratrici. Abbiamo deciso di non spalmare il deficit in più anni come hanno fatto altre banche proprio per un problema di correttezza e trasparenza, facendolo emergere già in questo conto. Consideriamo, inoltre, che questi numeri dipendono anche dagli accantonamenti prudenziali che abbiamo fatto per fronteggiare eventuali perdite sui crediti deteriorati». Ma la Banca di Pistoia non rinuncia allo sviluppo. Il piano industriale che verrà presentato all'assemblea parla di una ripartenza molto decisa: utili già a partire da quest'anno (500 milioni), per salire a 2,4 milioni nel 2011 e toccare quota 3,7 milioni nel 2012. Un piano che prevede anche espansione, cioè nuove filiali. Un paio potrebbero essere aperte già entro l'anno se i dati della semestrale daranno segnali importanti, altre due l'anno prossimo e due nel 2012. Un investimento sul territorio molto importante, non solo perché l'apertura di una filiale costa intorno ai 400mila euro, ma, soprattutto, perché è il segnale di una precisa volontà espansiva dell'istituto di credito pistoiese. «Il consiglio d'amministrazione - spiega Amadori -, ha approvato un piano industriale equilibrato, mirato alla stabilità della banca sul territorio nell'ottica di consolidare la propria missione creditizia a sostegno dell'economia».
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