Il Tirreno

Pistoia

nuovo regolamento urbanistico

«Posti di lavoro a rischio»

Tiziana Gori
Sopra Genunzio Giannoni A sinistra un vivaio della Piana pistoiese
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Sopra Genunzio Giannoni A sinistra un vivaio della Piana pistoiese

«Il Comune vuole o non vuole mantenere il vivaismo a Pistoia? Per essere ancora più precisi, crediamo - tutti - nel distretto vivaistico? Se il Comune non ci crede se ne tiri fuori». Genunzio Giannoni, direttore di Confagricoltura, si prepara all'incontro di giovedì mattina con l'amministrazione comunale con la spada sguainata

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PISTOIA. «Il Comune vuole o non vuole mantenere il vivaismo a Pistoia? Per essere ancora più precisi, crediamo - tutti - nel distretto vivaistico? Se il Comune non ci crede se ne tiri fuori». Genunzio Giannoni, direttore di Confagricoltura, si prepara all'incontro di giovedì mattina con l'amministrazione comunale con la spada sguainata. Oggetto della polemica, il nuovo regolamento urbanistico.  Ieri sera si è riunito anche il comitato direttivo dell'Associazione vivaisti pistoiesi. «Preferisco non esprimere opinioni - spiegava prima dell'incontro il direttore Carlo Vezzosi - Ho preso visione di questo nuovo regolamento solo da pochi giorni. Certo, ci sono delle situazioni da riesaminare. Nella fase preparatoria era stata annunciata la novità della zonizzazione, ma non sapevamo dove. In certi casi le novità introdotte si profilano penalizzanti per le attività. A Chiesina Montalese, per esempio, ci sono dei vincoli eccessivi. Anche le aziende che vogliono svilupparsi sono penalizzate».  Non è l'intento del Comune, spiegava qualche giorno fa l'assessore Ginanni: «Nostro intento non è quello di depotenziare le aziende esistenti, ma governare le possibilità di realizzare gli impianti di vasetteria. Nelle aree agricole specializzate consentiamo 2 ettari di vasetteria senza particolari limitazioni. Le aree multifunzionali a valenza paesaggistica sono per lo più comprese nel sistema delle mura verdi, in cui oggi la possibilità di impiantare sistemi di vasetteria è molto limitata, e non è permessa la realizzazione di abitazioni e di annessi agricoli. Con il regolamento urbanistico, invece, viene ripristinata la possibilità di costruire questi ultimi, con l'unica cautela che siano di dimensioni ridotte».  Sandro Orlandini, presidente della Confederazione italiana degli agricoltori (politicamente vicina alla sinistra), non vuole ancora commentare il nuovo regolamento e annuncia un incontro con gli associati a giorni, Ma il direttore di Confagricoltura, Giannoni, non nasconde le critiche della sua associazione. «Rischiamo di vedere numerose aziende costrette a delocalizzare e famiglie perdere il posto di lavoro. Non erano queste le posizioni assunte con il comitato tecnico del distretto vivaistico».  Critico, Giannoni, sulle aree multifunzionali a valenza paesaggistica. «Ci auguriamo un passo indietro. Sembra che con questo piano regolatore si vogliano creare ostacoli ad una buona parte della categoria. In collina è quasi ovunque vietato fare vivaismo. Emblematica è la richiesta della certificazione Emas per la vasetteria oltre i 2 ettari. L'Emas è la certificazione più alta a livello europeo, non ce l'hanno neanche le aziende più strutturate, noi proponevamo una soluzione intermedia».  Altro esempio: l'incentivazione al fotovoltaico. «I pannelli solari sono consentiti solo sulle superfici impermeabilizzate, oppure a terra ma sulle superfici già impermeabilizzate a vasetteria. L'autorizzazione per la vasetteria un vivaio ce l'ha in genere per 5-6 anni, i costi di un impianto fotovoltaico li ammortizza in 15-20 anni: il risultato è che anche l'unico nostro imprenditore interessato vuole fare marcia indietro».  Insomma, all'incontro di giovedì con il Comune il distretto vivaistico si presenta ben agguerrito.

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