Proteste
«Non è nostra la centralina mobile»
◗
La centralina mobile vicina allinceneritore Accertamenti per capire chi esegue i monitoraggi
3 MINUTI DI LETTURA
MONTALE. Provincia e Arpat non stanno effettuando alcuna misurazione di Pm10 e Pm 2,5 con una centralina mobile. Un comunicato dell'ente amministrato da Federica Fratoni scioglie i primi dubbi sulla "misteriosa" centralina mobile sistemata nelle vicinanza dell'inceneritore di Montale alcuni giorni fa. «Sono in corso - prosegue la nota della Provincia - accertamenti presso la Regione per capire che sta effettuando questi monitoraggi». E nell'attesa di una risposta che risolva il mistero, la provincia risponde ad Alessandro Romiti, uno dei principali esponenti dei comitati anti incenitoristi sulla mancata rilevazione delle polveri Pm 2,5. «La norma che individua i valori limite di qualità dell'aria ambiente è il decreto ministeriale 60 del 2 aprile 2002, che classifica anche i criteri per la raccolta dei dati. Il decreto in questione definisce i valori limite, i margini di tolleranza, le eventuali soglie di allarme e i termini di riduzione per il biossido di zolfo, gli ossidi di azoto, materiale articolato (Pm10), piombo, benzene e monossido di carbonio. Per il Pm 2,5 non viene individuato un valore limite e all'art. 18 viene riportato quanto segue: "Le regioni installano punti di campionamento in siti fissi per fornire dati sui livelli di Pm 2,5. Il numero e l'ubicazione degli stessi sono determinati dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e dal Ministero della sanità, in modo da garantire la massima rappresentatività dei livelli di Pm 2,5 sul territorio nazionale. Ove possibile, tali punti di campionamento devono avere la stessa ubicazione di quelli previsti per il Pm 10. Anche nella nuova direttiva Ue 2008/50/Ce (in corso di recepimento), per il Pm 2,5, è stato individuato un valore limite di qualità da rispettarsi entro il 2015. Per quanto la suddetta direttiva non sia stata ancora recepita a livello nazionale, in seguito alla riorganizzazione delle reti attuata dalla regione Toscana per l'ozono, la nostra rete di monitoraggio è stata implementata di un misuratore di Pm 2,5 ubicato nella centralina di Montecatini Terme, via Merlini (classificata come Urbana Fondo). A Montale quindi si misura il Pm 10 e non il Pm 2,5 perché non è stata classificata come urbana fondo (ma bensì come rurale fondo). Si evidenzia che la nuova legge regionale (Lr 9/2010) non prevede più una rete provinciale e la competenza da parte delle Province della rilevazione della qualità dell'aria. All'art. 5 della legge viene, invece, definita una rete regionale della qualità dell'aria ambiente. La Regione definirà le centraline che entreranno a far parte delle rete regionale e questo potrà significare che non tutte le centraline che ora costituiscono la rete provinciale potranno far parte della nuova rete. La Provincia, allora, si troverà ad dover decidere l'eventuale mantenimento di centraline, che comportano spese di soldi pubblici, ma i cui dati non saranno utilizzabili e utilizzati per la programmazione regionale e che difficilmente saranno confrontabili con i valori di qualità dell'aria della normativa vigente».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
