Il Tirreno

Pistoia

LA STRAGE CONTINUA

Muletto alla cieca: travolto e ucciso

Fabio Calamati
Un’immagine della tragedia: il muletto rovesciato e la salma del lavoratore coperta da un telo
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Un’immagine della tragedia: il muletto rovesciato e la salma del lavoratore coperta da un telo

Fino all'ultimo momento non si è accorto di nulla. Stava parlando con un altro operaio quando il muletto in manovra nel piazzale di carico e scarico dei vivai Innocenti e Mangoni l'ha investito in pieno, colpendolo alla testa con lo spigolo di un cassone per trasportare piante. Per Emiliano Bessi, 49 anni, operaio pistoiese, padre di tre figli, non c'è stato nulla da fare

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PISTOIA. Fino all'ultimo momento non si è accorto di nulla. Stava parlando con un altro operaio quando il muletto in manovra nel piazzale di carico e scarico dei vivai Innocenti e Mangoni l'ha investito in pieno, colpendolo alla testa con lo spigolo di un cassone per trasportare piante. Per Emiliano Bessi, 49 anni, operaio pistoiese, padre di tre figli, non c'è stato nulla da fare: è morto sul colpo. Troppo gravi i traumi alla testa provocati dal violento impatto con il mezzo agricolo che l'ha travolto.

Il muletto ha anche urtato un altro operaio, ferendolo leggermente, prima di speronare e far capottare un secondo mezzo agricolo, sul quale viaggiavano tre operai. Il conduttore di quest'ultimo mezzo, un operaio albanese di 22 anni, è rimasto ferito al braccio sinistro ed è ricoverato all'ospedale di Pistoia ma se la caverà.

Teatro del terribile incidente l'azienda vivaistica Innocenti e Mangoni, a Chiazzano, pochi chilometri fuori Pistoia, in direzione di Prato. Un nome famoso, una delle più grandi e antiche imprese del distretto vivaistico pistoiese, che dà lavoro a una ottantina di dipendenti.

Erano circa le 7,45 e il lavoro era appena cominciato. I colleghi si sono subito precipitati sul luogo dell'incidente, hanno sollevato il secondo mezzo agricolo consentendo al giovane albanese di liberare il braccio ferito e hanno chiamato i soccorsi. Ma l'automedica del 118 e le ambulanze di Misericordia e Croce verde non hanno potuto fare nulla per Emiliano Bessi. Hanno invece trasportato all'ospedale del Ceppo gli altri due operai feriti: Elis Ejlli, 22 anni, l'albanese con il braccio rotto, e Ernesto Di Stasi, residente a Massa e Cozzile, 52 anni, che ha riportato solo lievi ferite.

«Stavo parlando proprio con Emiliano quando il muletto ci ha travolti. Non ho avuto neppure il tempo di avvertirlo. Il muletto aveva il cestello pieno di piante e tirato su ad altezza d'uomo». Il giovane Elis Ejlli ieri, nel suo letto d'ospedale, ha rivissuto diverse volte il terribile film della tragedia cui ha assistito.

Ai comandi del muletto investitore c'era Riccardo Begliomini, 36 anni, di Montemurlo. Il carico di piante che aveva appena sollevato gli ostruiva parzialmente la visuale e forse è per quello che non si è accorto della presenza di Bessi e del suo collega, travolgendoli. Sono tutti particolari che, comunque, starà all'inchiesta appurare. Per il momento i mezzi coinvolti nello scontro sono stati sequestrati e per il titolare dell'azienda, Alessandro Mangoni, è stato firmato un avviso di garanzia. Probabile che un simile provvedimento venga adottato anche nei confronti del conduttore del muletto, che comunque è stato ascoltato già ieri dai carabinieri. L'autopsia sul corpo di Bessi verrà invece eseguita oggi.

«Siamo sconvolti - hanno detto ieri mattina i sindacalisti Cgil arrivati poco dopo la tragedia - anche perché questa è un'azienda che sulla sicurezza ha sempre investito, anche con corsi di formazione per i dipendenti».

Per venerdì, comunque, i tre sindacati confederali del settore agricolo hanno deciso di convocare un'assemblea di tutti i lavoratori del settore vivaistico in provincia.

La tragedia dei vivai Innocenti e Mangoni ha intanto sprofondato nel lutto due paesi. Emiliano Bessi, infatti, viveva da tempo al Nespolo, un'altra frazione a pochi passi da Pistoia, insieme alla moglie e ai tre figli, il più piccolo dei quali ha da poco celebrato la sua prima comunione. Ma era nato a Chiazzano, dove tutti lo ricordano e dove vive la sorella.

Da una decina di anni lavorava alla Innocenti e Mangoni ed era molto apprezzato. «Una persona fantastica, uno di famiglia» l'ha definito uno dei titolari, Marco Innocenti. In precedenza aveva cercato di lavorare in proprio, sempre nel settore del vivaismo, aprendo una piccola azienda con sedi a Pistoia e Bottegone. Ma alla fine aveva preferito rinunciare. Da pochi anni aveva perso il padre e, successivamente, la madre. E da qualche tempo stava pensando di traslocare tornando proprio nella casa paterna, a Chiazzano.

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