Sicurezza
STALKING
Perseguitava la ex: condannato
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Continui appostamenti sotto casa e telefonateEra stata costretta a rinunciare al coro e alla piscina, a cambiare tre volte numero di telefono, a non andare più a trovare la madre, a spostare i turni con cui frequentava il proprio gruppo religioso. E poi, quelle decine e decine di lettere, gli appostamenti sotto casa, i pedinamenti, le visite improvvise in ufficio...
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PISTOIA. Era stata costretta a rinunciare al coro e alla piscina, a cambiare tre volte numero di telefono, a non andare più a trovare la madre, a spostare i turni con cui frequentava il proprio gruppo religioso. E poi, quelle decine e decine di lettere, gli appostamenti sotto casa, i pedinamenti, le visite improvvise in ufficio... Per la donna, tre anni d'inferno. Accusato di stalking e arrestato, adesso il suo persecutore ha patteggiato un anno e mezzo di reclusione.
Luigi Farina, piccolo artigiano di 50 anni, oltre che di atti persecutori, era accusato anche di lesioni personali aggravate nei confronti della sua ex fidanzata, una quarantenne impiegata pubblica pistoiese: il 3 luglio scorso, dopo averla seguita al supermercato, le aveva dato un morso su un braccio; «Così ti ho lasciato il segno, così lo vedono tutti. Guarda che bell'orologio che ti ho fatto» le aveva detto.
Secondo quanto ricostruito dalla procura della Repubblica, i comportamenti persecutori avevano avuto inizio nell'agosto 2006, ancor prima che la donna decidesse di porre fine, nel maggio successivo, alla relazione: l'estrema gelosia da parte dell'uomo l'aveva spinta a dire basta. Da quel momento, però, farina aveva cominciato a tempestarla di telefonate e di lettere (circa 120 quelle che le ha fatto trovare nella casetta della posta, sul parabrezza dell'auto o sulla scrivania dell'ufficio), e a seguirla per convincerla a tornare insieme. E per poterle stare accanto aveva anche cominciato a frequentare il suo stesso gruppo religioso. Per non parlare poi dei pedinamenti e degli appostamenti sotto casa: più volte al giorno suonava il campanello, dando calci alla porta quando non riceveva risposta e in alcune occasione aveva dormito nel proprio furgone passando la notte davanti all'abitazione della donna.
Quando, nel maggio scorso, l'ex fidanzata era stata sottoposta a un intervento chirurgico in ospedale, approfittando dell'anestesia, si era avvicinato al suo letto e le aveva dato un bacio.
L'ammonimento formale da parte del questore, scattato nell'ottobre 2008 dopo la prima denuncia, era riuscito a fare desistere Farina solo per poco tempo. Tant'è che nell'agosto 2009 il gip del tribunale gli aveva vietato di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla donna, per poi applicargli, nel dicembre successivo, la misura cautelare degli arresti domiciliari.
E in stato di detenzione Luigi Farina è rimasto fino al 4 marzo scorso, quando, davanti al giudice monocratico del tribunale, ha patteggiato la pena di un anno e mezzo di reclusione.
Luigi Farina, piccolo artigiano di 50 anni, oltre che di atti persecutori, era accusato anche di lesioni personali aggravate nei confronti della sua ex fidanzata, una quarantenne impiegata pubblica pistoiese: il 3 luglio scorso, dopo averla seguita al supermercato, le aveva dato un morso su un braccio; «Così ti ho lasciato il segno, così lo vedono tutti. Guarda che bell'orologio che ti ho fatto» le aveva detto.
Secondo quanto ricostruito dalla procura della Repubblica, i comportamenti persecutori avevano avuto inizio nell'agosto 2006, ancor prima che la donna decidesse di porre fine, nel maggio successivo, alla relazione: l'estrema gelosia da parte dell'uomo l'aveva spinta a dire basta. Da quel momento, però, farina aveva cominciato a tempestarla di telefonate e di lettere (circa 120 quelle che le ha fatto trovare nella casetta della posta, sul parabrezza dell'auto o sulla scrivania dell'ufficio), e a seguirla per convincerla a tornare insieme. E per poterle stare accanto aveva anche cominciato a frequentare il suo stesso gruppo religioso. Per non parlare poi dei pedinamenti e degli appostamenti sotto casa: più volte al giorno suonava il campanello, dando calci alla porta quando non riceveva risposta e in alcune occasione aveva dormito nel proprio furgone passando la notte davanti all'abitazione della donna.
Quando, nel maggio scorso, l'ex fidanzata era stata sottoposta a un intervento chirurgico in ospedale, approfittando dell'anestesia, si era avvicinato al suo letto e le aveva dato un bacio.
L'ammonimento formale da parte del questore, scattato nell'ottobre 2008 dopo la prima denuncia, era riuscito a fare desistere Farina solo per poco tempo. Tant'è che nell'agosto 2009 il gip del tribunale gli aveva vietato di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla donna, per poi applicargli, nel dicembre successivo, la misura cautelare degli arresti domiciliari.
E in stato di detenzione Luigi Farina è rimasto fino al 4 marzo scorso, quando, davanti al giudice monocratico del tribunale, ha patteggiato la pena di un anno e mezzo di reclusione.
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