Il Tirreno

Pistoia

TRAGEDIA IN GARA

Morte al rally, pistoiese indagato

La Bmw distrutta nell’incidente durante il rally
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La Bmw distrutta nell’incidente durante il rally

L'inchiesta aperta dalla Procura della repubblica di Grosseto sulla morte, in gara, del pilota di rally Sebastiano Scamporlino sta procedendo su due fronti: l'esame accurato del tracciato di quella prova speciale (lungo strada furono rispettate tutte le misure di sicurezza?) e una perizia dettagliata sul Bmw M3 e sulle modifiche che aveva subìto

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GROSSETO. L'inchiesta aperta dalla Procura della repubblica di Grosseto sulla morte, in gara, del pilota di rally Sebastiano Scamporlino sta procedendo su due fronti: l'esame accurato del tracciato di quella prova speciale (lungo strada furono rispettate tutte le misure di sicurezza?) e una perizia dettagliata sul Bmw M3 e sulle modifiche che aveva subìto.

Tre gli avvisi di garanzia già recapitati: uno per il pistoiese Altero Bindi, commissario di gara, addetto alle verifiche tecniche sulle vetture prima della partenza, gli altri per Mirko Tognarini, presidente del comitato organizzatore del Trofeo Maremma e per il romagnolo Davide Bolognesi, responsabile della Finni-Corse di Valpiana.

Il reato ipotizzato è cooperazione colposa in omicidio. In questi giorni la Procura ha incaricato l'ingegner Andrea Guidetti per svolgere una perizia dettagliata sulla vettura in cui Scamporlino perse la vita domenica 25 ottobre durante la trentatreesima edizione del Trofeo Maremma. Guidetti sarà chiamato a chiarire ogni dubbio sulle modifiche subite dalla Bmw, nata come un 320 IS e trasformata poi in M3. Il passaporto tecnico, si chiama così il libretto di circolazione sportivo, parla chiaro. Il consulente della Procura dovrà verificare se, nel "potenziare" la vettura (cosa lecita), sono state rispettate le direttive della Csai (la Commissione sportiva automobilistica), se l'evoluzione del Bmw da 320 IS a M3 è stata corretta e le "fiche" di omologazione erano a posto. E' questo, infatti, uno dei dubbi dei familiari di Scamporlino, che hanno scelto di farsi assistere dall'avvocato Chiara Bernardini del Foro di Milano e probabilmente si costituiranno parte civile in un processo. Entro fine marzo una relazione sull'attività periziale dovrebbe essere consegnata al pm Maria Navarro.

L'altro aspetto da mettere a fuoco sull'incidente occorso al team Russo-Scamporlino è quello sulla sicurezza del sito. La prova denominata "Tattieri", con partenza da Montemassi e arrivo appunto a Tatti, una delle più spettacolari del rally maremmano, era stata preparata secondo le prescrizioni di sicurezza previste per questo tipo di manifestazioni? Lungo il percorso cosa prevedeva il "safety-plan"?

L'incidente avvenne intorno a mezzogiorno del 25 ottobre scorso. Scamporlino e il suo navigatore, Maurizio Russo, stavano effettuando la prova speciale numero 7. Cinquecento metri dopo la partenza il dramma. Scamporlino perse il controllo della Bmw alla prima curva, una parabolica, si mise di traverso per poi impattare contro una quercia.

Il pilota morì sul colpo, Russo, invece, uscì miracolosamente illeso. Il rally venne sospeso.

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