Il Tirreno

Pistoia

LA SCUOLA DELLE VIOLENZE

I genitori: "In Comune sapevano dei problemi all'asilo Cip e Ciop"

Pistoia: un agente di polizia davanti all’ingresso dell’asilo Cip Ciop
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Pistoia: un agente di polizia davanti all’ingresso dell’asilo Cip Ciop

In almeno tre occasioni sarebbero state segnalate delle irregolarità e delle violenze nell'asilo Cip e Ciop ma non vennero presi provvedimenti. Nell'esposto presentato dall'avvocato genovese Chiara Antola, che rappresenta i genitori di uno dei bambini maltrattati, si adombra questa possibilità

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PISTOIA. Il reato ipotizzato nell'esposto è quello previsto dall'articolo 40 del codice penale: "Non impedire un evento che si ha l'obbligo di impedire equivale a cagionarlo". E nell'esposto presentato alla procura di Genova si sostiene che almeno in tre occasioni - dal 2005 al settembre 2009 - all'ufficio pubblica istruzione del Comune di Pistoia erano state segnalate presunte violenze nell'asilo Cip Ciop.

L'esposto è stato presentato dall'avvocato genovese Chiara Antola, che rappresenta i genitori di uno dei bambini maltrattati, e la procura di Genova ha aperto un nuovo fascicolo d'indagine, dopo quello nei confronti delle due maestre, in carcere dal 2 dicembre scorso.

Il legale chiede che si indaghi sulle eventuali omissioni commesse dai funzionari comunali. E a sostegno di tale richiesta, porta le testimonianze di alcune donne che dichiarano - e, prese a verbale, lo hanno ribadito anche agli inquirenti - di essersi recate di persona all'ufficio pubblica istruzione del Comune e aver esternato alle funzionarie di turno i loro sospetti sui possibili maltrattamenti sui bambini dell'asilo Cip Ciop, ottenendo come reazione, solo indifferenza oppure l'invito ad andare a denunciare il fatto nelle sedi competenti.

Almeno tre le testimonianze in tal senso: una relativa al 2005, una al 2007 e una al settembre 2009. La prima e l'ultima riguardano le dichiarazioni rese da due mamme, la terza è quella di una commerciante che, nell'inverno 2007, sentì per caso le urla di un bambino provenire dal giardino del Cip Ciop. Si affacciò alla porta (che era solo accostata) e vide un bimbo piangente, senza neppure addosso un cappottino, nonostante il freddo. Sopra di lui, una donna che gli gridava di stare lì fermo e zitto.

In preda all'ira, la commerciante entrò e intimò alla donna di smetterla e di riportare il piccolo dentro al caldo. Quindi, andò direttamente all'ufficio comunale della pubblica istruzione e denunciò il fatto alle funzionarie.

Intanto, proprio ieri è stata fissata la data del giudizio immediato per Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce, le due maestre accusate dei maltrattamenti: 11 maggio. Il gip Roberto Fenizia ha accolto la richiesta della procura disponendo il decreto di rinvio a giudizio davanti al giudice monocratico. Ma è praticamente certo che il processo non verrà celebrato né davanti al giudice monocratico né l'11 maggio. I difensori delle due donne chiederanno, infatti, un rito alternativo: abbreviato o patteggiamento. In entrambi i casi sarà lo stesso giudice delle indagini preliminari a dover emettere la sentenza.
Gip che, a breve, si dovrà pronunciare anche sulla richiesta di arresti domiciliari avanzata dai legali della Scuderi e della Pesce, che si trovano in carcere dal 2 dicembre scorso.
Ed è sempre di ieri la notizia che il sindaco ed il Comune di Pistoia chiederanno di costituirsi parte civile nel processo.

La giunta, attraverso una delibera di indirizzo politico, ha formalizzato la propria decisione ed affidato all'avvocato Cecilia Turco l'incarico di rappresentare il sindaco ed il Comune in questa causa.
Le motivazioni che hanno spinto l'amministrazione comunale ad assumere questa linea sono esplicitate proprio all'interno della delibera, dove si fa riferimento al fatto che la città si è sempre distinta per l'attenzione nella educazione dei bambini, in un panorama sia nazionale che internazionale, e si afferma che i fatti accaduti nell'asilo Cip Ciop potrebbero generare una macchia sulla immagine di Pistoia, costruita con anni di eccellenza e di impegno nella gestione dei servizi all'infanzia.

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