Sicurezza
IL DRAMMA
Muore a 35 anni per un'infezione
Tiziana Gori
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Da sinistra Lisa Caramelli, il padre Luciano Lisa e Alessio Corsini il giorno del matrimonioÈ arrivata al Pronto Soccorso a bordo di un'ambulanza alle due di giovedì pomeriggio. Respirava a fatica. Lisa Caramelli, 35 anni, era stata colpita, secondo i sanitari, da una grave infezione, che ne ha causato ripetuti arresti cardiaci. Fino a quello fatale
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PISTOIA. È arrivata al Pronto Soccorso a bordo di un'ambulanza alle due di giovedì pomeriggio. Respirava a fatica. Lisa Caramelli, 35 anni, era stata colpita, secondo i sanitari, da una grave infezione, che ne ha causato ripetuti arresti cardiaci. Fino a quello fatale, poco prima delle otto di sera.
Una morte improvvisa, difficile da accettare per il marito Alessio, il figlio Lorenzo, di 16 anni, i genitori Luciano e Fabrizia, i fratelli Alessandro (30 anni) e Deborah (24 anni), che adesso vogliono chiarezza. «I medici si sono prodigati - dice Luciano Caramelli, 63 anni, mantenendo una compostezza e una dignità esemplari - Abbiamo visto che in quei momenti hanno fatto tutto il possibile. Ma adesso vogliamo sapere».
Sapere perché Lisa se n'è andata in poche ore, lei che non aveva mai avuto particolari problemi di salute, e raramente veniva colpita anche da una semplice influenza. Lunedì mattina si svolgerà l'autopsia, all'ospedale del Ceppo. Dal pomeriggio la salma sarà nelle cappelle del commiato della Misericordia di via del Can Bianco. I funerali saranno celebrati nella chiesa di Santa Maria Assunta a Badia a Pacciana, martedì mattina alle 10.
Lisa Caramelli abitava con il marito Alessio, giardiniere, e il figlio Lorenzo, in via Casone dei Giacomelli, tra Bottegone e Badia a Pacciana. Lo stesso paese di Carlo Gherardeschi ed Eligio Fratello. Mercoledì si sono celebrati i funerali dei due ragazzi, e il venerdì la piccola comunità si trova a piangere la perdita di un'altra persona giovane. Nella casa di via Casone dei Giacomelli, una bella villetta in aperta campagna, da ieri mattina il via vai di amici e parenti è ininterrotto.
Lunedì Lisa era andata al lavoro nonostante la febbre. «Trentotto, trentotto e mezza - racconta la madre - Il martedì pomeriggio non ce l'aveva fatta. Non si reggeva in piedi, sembrava un'influenza. È andata dal dottore, poi giovedì mattina lo ha richiamato perché stava sempre peggio e respirava a fatica».
Appena terminate le visite nell'ambulatorio di Bottegone il medico di famiglia, Fabrizio Magrini, è corso a casa Corsini. «Lisa espirava male e aveva la pressione a 40 - racconta Luciano Caramelli - Il dottore le ha fatto un'iniezione di cortisone e si è un po' ripresa, ma ha capito che era necessario il ricovero e ha chiamato il 118».
Il medico è andato al Pronto Soccorso insieme ai genitori. I sanitari si sono subito resi conto della gravità della situazione. Il quadro clinico ha evidenziato ipotensione e difficoltà respiratoria, attributi a una patologia infettiva. Sono stati allertati un cardiologo ed un medico anestesista rianimatore. L'iter diagnostico ha confermato il sospetto d'infezione, che aveva già colpito più organi. «Le stavano per fare la tac - spiega il padre - quando ha avuto il primo arresto cardiocircolatorio».
«Abbiamo provveduto - spiegano dall'Asl - alla ventilazione artificiale e al massaggio cardiaco esterno. Sono stati posizionati uno stimolatore cardiaco esterno e un contropulsatore aortico. Purtroppo, nonostante gli sforzi profusi, il terzo arresto cardiaco è stato fatale».
Erano le otto di giovedì sera. Adesso i familiari di Lisa aspettano il riscontro dell'autopsia per avere delle risposte. E cercare forse un po' di pace.
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