Sicurezza
TRAGICO SCHIANTO NELLA NOTTE
Un intero paese sotto choc
Marta Quilici
«Avevo sentito Carlo per telefono, ieri sera, intorno alle 22. Avevamo fissato per andare a sciare insieme stamattina. E invece...». Alessandro Pacini ieri pomeriggio era visibilmente scosso, Quel terribile incidente, sabato notte, gli ha portato via uno dei suoi migliori amici
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PISTOIA. «Avevo sentito Carlo per telefono, ieri sera, intorno alle 22. Avevamo fissato per andare a sciare insieme stamattina. E invece...».
Alessandro Pacini ieri pomeriggio era visibilmente scosso, Quel terribile incidente, sabato notte, gli ha portato via uno dei suoi migliori amici. E insieme a Carlo Gherardeschi, sulla Nuova Pratese, a poche centinaia di metri dal discopub No Bar, ha perso la vita anche un altro giovane, Eligio Fratello. Carlo ed Eligio erano sul sedile posteriore di una Citroen. Alla guida c'era Daniele Becattini, e accanto a lui un altro loro amico, Graziano Musetti. Stavano andando verso Pistoia, ma non avrebbero fatto tardi: Carlo la mattina dopo doveva svegliarsi presto per andare a sciare con Alessandro.
«Avevamo fissato di partire stamattina alle 8 - spiega Alessandro, uno degli amici più cari di Carlo, uno di quelli con cui ha passato la vita, con cui è cresciuto - Stamattina dovevamo andare a provare lo snowboard: alle 8 dovevamo partire. Poi, invece, ieri notte, alle 3, mio fratello mi ha svegliato e mi ha dato la notizia dell'incidente».
È un paese sotto choc Badia a Pacciana, che ieri mattina si è svegliato con la tragica notizia della scomparsa di due suoi giovanissimi abitanti. Le case delle due famiglie distano l'una dall'altra poco più di un chilometro. Intorno a loro, il cordoglio di un intero paese, che ha perso due ragazzi giovani e belli, pieni di voglia di vivere. Non solo a Badia, ma anche a Chiazzano ieri non si parlava di altro: tutti si chiedevano il perché di quel tragico incidente, e qualcuno si arrovellava per capire cosa fosse successo di preciso.
Davanti al cortile di casa di Carlo, in via Vitali, era un continuo andare e venire di persone: il padre Giampiero e la madre Emanuela, seppur scossi per la tragedia, accoglievano tutti coloro che si affacciavano nell'aia della casa. Parenti, vicini di casa, amici, fedeli della parrocchia di Badia a Pacciana: tutti hanno voluto stringersi intorno alla famiglia. In silenzio. Solo qualche cenno di conforto con la testa o con le mani, alternati a scoppi di pianto. La famiglia di Carlo è molto conosciuta in paese anche perché il padre, Giampiero, è diacono nella parrocchia.
Infatti, alla messa delle 11 di ieri mattina il parroco, don Isaac Sagna, lo ha ricordato: «Sono forse stato - ha detto durante la messa - uno degli ultimi suoi amici di facebook. Venerdì sera, infatti, gli avevo chiesto l'amicizia. Sabato mattina l'aveva accettata. I messaggi che lasciava, mi hanno confermato la sua gioia di vivere e la sua generosità».
«Carlo è arrivato in casa nostra - ha raccontato ieri mattina la mamma - quando aveva quattro anni e mezzo».
Carlo era di origine brasiliana ed era stato adottato dai Gherardeschi. Da allora è sempre cresciuto in paese, dove tutti lo ricordano come un ragazzo vivace e con un grande entusiasmo per la vita.
Tutta un'altra scena, invece, presso la casa di Eligio, che è rimasta chiusa tutto il giorno. I genitori, infatti, sono probabilmente andati a trovare conforto a casa della figlia maggiore, Caterina, che ha avuto un figlio da poche settimane.
«Sono stata io ad avvisare della tragedia la mamma di Eligio, la signora Maria Antonia - racconta Anna, una vicina di casa - Mio figlio Danilo, infatti, è molto amico di Carlo e conosceva abbastanza bene anche Eligio. Ieri notte è passato sulla via Provinciale e ha visto l'incidente. È andato a informarsi e ha capito che erano rimasti coinvolti i suoi amici. È corso all'ospedale per aspettarli, ma non li vedeva arrivare. Così è tornato sul luogo dell'incidente, dove gli hanno detto che per loro non c'era più niente da fare, che erano morti sul colpo. Mi ha chiamato nel cuore della notte perché voleva sapere come si faceva a raggiungere l'obitorio e mi ha spiegato cos'era successo. È stato lui a telefonare a casa di Carlo per avvertire i genitori della tragedia. Io non ho più ripreso sonno e intorno alle tre, vedendo che i genitori di Eligio, miei vicini di casa, non erano ancora stati avvertiti, sono andata a bussare alla loro porta».
«È stata una tragedia - affermano alcuni ragazzi al Bar di Chiazzano - Ne abbiamo combinate tante insieme, sembra assurdo che siano morti così, all'improvviso, su un sedile posteriore».
«Eligio si vedeva solo ogni tanto da queste parti - spiega Daniele Biagini - Carlo invece, era conosciutissimo. Era estroso, esuberante, pieno di vitalità».
«Carlo aveva una Yamaha R6 da pista - racconta Dario Fedi, un ragazzo di Badia, più piccolo di Carlo - Era bella e mi aveva promesso che me l'avrebbe fatta provare».
Alessandro Pacini ieri pomeriggio era visibilmente scosso, Quel terribile incidente, sabato notte, gli ha portato via uno dei suoi migliori amici. E insieme a Carlo Gherardeschi, sulla Nuova Pratese, a poche centinaia di metri dal discopub No Bar, ha perso la vita anche un altro giovane, Eligio Fratello. Carlo ed Eligio erano sul sedile posteriore di una Citroen. Alla guida c'era Daniele Becattini, e accanto a lui un altro loro amico, Graziano Musetti. Stavano andando verso Pistoia, ma non avrebbero fatto tardi: Carlo la mattina dopo doveva svegliarsi presto per andare a sciare con Alessandro.
«Avevamo fissato di partire stamattina alle 8 - spiega Alessandro, uno degli amici più cari di Carlo, uno di quelli con cui ha passato la vita, con cui è cresciuto - Stamattina dovevamo andare a provare lo snowboard: alle 8 dovevamo partire. Poi, invece, ieri notte, alle 3, mio fratello mi ha svegliato e mi ha dato la notizia dell'incidente».
È un paese sotto choc Badia a Pacciana, che ieri mattina si è svegliato con la tragica notizia della scomparsa di due suoi giovanissimi abitanti. Le case delle due famiglie distano l'una dall'altra poco più di un chilometro. Intorno a loro, il cordoglio di un intero paese, che ha perso due ragazzi giovani e belli, pieni di voglia di vivere. Non solo a Badia, ma anche a Chiazzano ieri non si parlava di altro: tutti si chiedevano il perché di quel tragico incidente, e qualcuno si arrovellava per capire cosa fosse successo di preciso.
Davanti al cortile di casa di Carlo, in via Vitali, era un continuo andare e venire di persone: il padre Giampiero e la madre Emanuela, seppur scossi per la tragedia, accoglievano tutti coloro che si affacciavano nell'aia della casa. Parenti, vicini di casa, amici, fedeli della parrocchia di Badia a Pacciana: tutti hanno voluto stringersi intorno alla famiglia. In silenzio. Solo qualche cenno di conforto con la testa o con le mani, alternati a scoppi di pianto. La famiglia di Carlo è molto conosciuta in paese anche perché il padre, Giampiero, è diacono nella parrocchia.
Infatti, alla messa delle 11 di ieri mattina il parroco, don Isaac Sagna, lo ha ricordato: «Sono forse stato - ha detto durante la messa - uno degli ultimi suoi amici di facebook. Venerdì sera, infatti, gli avevo chiesto l'amicizia. Sabato mattina l'aveva accettata. I messaggi che lasciava, mi hanno confermato la sua gioia di vivere e la sua generosità».
«Carlo è arrivato in casa nostra - ha raccontato ieri mattina la mamma - quando aveva quattro anni e mezzo».
Carlo era di origine brasiliana ed era stato adottato dai Gherardeschi. Da allora è sempre cresciuto in paese, dove tutti lo ricordano come un ragazzo vivace e con un grande entusiasmo per la vita.
Tutta un'altra scena, invece, presso la casa di Eligio, che è rimasta chiusa tutto il giorno. I genitori, infatti, sono probabilmente andati a trovare conforto a casa della figlia maggiore, Caterina, che ha avuto un figlio da poche settimane.
«Sono stata io ad avvisare della tragedia la mamma di Eligio, la signora Maria Antonia - racconta Anna, una vicina di casa - Mio figlio Danilo, infatti, è molto amico di Carlo e conosceva abbastanza bene anche Eligio. Ieri notte è passato sulla via Provinciale e ha visto l'incidente. È andato a informarsi e ha capito che erano rimasti coinvolti i suoi amici. È corso all'ospedale per aspettarli, ma non li vedeva arrivare. Così è tornato sul luogo dell'incidente, dove gli hanno detto che per loro non c'era più niente da fare, che erano morti sul colpo. Mi ha chiamato nel cuore della notte perché voleva sapere come si faceva a raggiungere l'obitorio e mi ha spiegato cos'era successo. È stato lui a telefonare a casa di Carlo per avvertire i genitori della tragedia. Io non ho più ripreso sonno e intorno alle tre, vedendo che i genitori di Eligio, miei vicini di casa, non erano ancora stati avvertiti, sono andata a bussare alla loro porta».
«È stata una tragedia - affermano alcuni ragazzi al Bar di Chiazzano - Ne abbiamo combinate tante insieme, sembra assurdo che siano morti così, all'improvviso, su un sedile posteriore».
«Eligio si vedeva solo ogni tanto da queste parti - spiega Daniele Biagini - Carlo invece, era conosciutissimo. Era estroso, esuberante, pieno di vitalità».
«Carlo aveva una Yamaha R6 da pista - racconta Dario Fedi, un ragazzo di Badia, più piccolo di Carlo - Era bella e mi aveva promesso che me l'avrebbe fatta provare».
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