La manifestazione
BLITZ AL SENATO
Amianto, beffa per 200 operai Breda
Tiziana Gori
«Un emendamento scandaloso», è stato definito dal centro sinistra quello presentato al decreto Milleproroghe dal senatore del Pdl Antonio Battaglia. Ma intanto l'emendamento è passato al Senato e adesso aspetta l'ok definitivo dalla Camera dei Deputati per diventare legge
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PISTOIA. «Un emendamento scandaloso», è stato definito dal centro sinistra quello presentato al decreto Milleproroghe dal senatore del Pdl Antonio Battaglia. Ma intanto l'emendamento è passato al Senato e adesso aspetta l'ok definitivo dalla Camera dei Deputati per diventare legge.
Una legge che toglierebbe speranze a migliaia di lavoratori negli anni esposti all'amianto, compresi, secondo la Cgil, anche circa 200 operai Breda.
Al Senato è stata infatti approvata una norma che annulla una sentenza del Tar del giugno 2009. Sentenza che aveva a sua volta annullato il decreto del 12 marzo 2008 nella parte in cui si limitava a solo 15 dei 500 siti produttivi oggetto di "atti di indirizzo" l'allungamento all'ottobre 2003 del periodo valido per l'esposizione all'amianto. Nel caso in cui il decreto superasse anche l'esame della Camera la possibilità di conteggiare ai fini pensionistici l'esposizione all'amianto durante tutti gli anni novanta e fino al 2003 sarà consentita, in Toscana, solo ai lavoratori della Lucchini. Per i lavoratori delle altre aziende continuerà a valere il limite temporale stabilito dai rispettivi atti di indirizzo ministeriali che avevano certificato, negli anni, l'esposizione dei lavoratori.
«Nel conteggio degli anni di esposizione - spiega Siro Romagnani, responsabile del coordinamento amianto dello Spi Cgil - gli operai Breda dovranno fermarsi al 1990. Avevamo chiesto anche fino al 1992, ma non ci è stato riconosciuto. L'Inps riconosce 6 mesi di contribuzione aggiuntiva per ogni anno di esposizione all'amianto. Per ottenere il bonus il periodo di esposizione deve essere di almeno 10 anni».
Breda fa quindi parte dei 485 siti oggetto di atti di indirizzo non ricompresi nel decreto del 12 marzo 2008. Per i lavoratori dell'azienda pistoiese era già esclusa la possibilità di allungare il periodo di esposizione all'amianto fino all'ottobre del 2003. Ma la sentenza del Tar del Lazio, nel giugno del 2009, aveva riacceso le speranze.
Grazie alla battaglia dell'avvocato Ezio Bonanni, consulente dell'Associazione italiana esposti amianto, il Tar ha bocciato il decreto, perché troppo "restrittivo".
L'emendamento Battaglia approvato al Senato riproduce quello che il Tar del Lazio aveva annullato «e ripristina - afferma Carlo Scartabelli, avvocato che segue per la Cgil molte cause di riconoscimento di esposizione all'amianto dei dipendenti Breda - la discriminazione fra lavoratori».
Scartabelli ripercorre la vicenda. «Gli atti d'indirizzo imponevano a Inps e Inail il riconoscimento dell'esposizione all'amianto fino al 1990. I dipendenti Breda hanno avuto questo riconoscimento e la rivalutazione della posizione contributiva ai fini pensionistici sino a quell'anno. Una legge del 2007, la 247, ha prolungato il periodo di riconoscimento all'esposizione fino alla bonifica dei siti aziendali contaminati. Alla Breda la bonifica è stata fatta nel 1996».
«Successivamente - prosegue - è intervenuto il decreto ministeriale del 12 marzo 2008, annullato dal Tar del Lazio grazie all'iniziativa dell'avvocato Bonanni». Per il cui operato però Scartabelli non ha parole di apprezzamento.
«Ritengo che Bonanni abbia fatto un danno impugnando il decreto davanti al Tar. Non ce n'era bisogno. Il decreto del 12 marzo 2008 poteva venire disapplicato dal giudice ordinario. Essendo un atto amministrativo e in contrasto con la legge 247 - sostiene Scartabelli - era illegittimo. Il giudice del lavoro avrebbe disapplicato questo decreto, applicando direttamente la legge. Bonanni ha fatto annullare il decreto, e il governo adesso prova a far passare una legge. Così - conclude ironicamente - sarà "tagliata la testa al toro" e, anche a Pistoia, centinaia di lavoratori perderenno ogni possibilità di vedersi riconosciuto un ulteriore periodo di esposizione all'amianto».
Una legge che toglierebbe speranze a migliaia di lavoratori negli anni esposti all'amianto, compresi, secondo la Cgil, anche circa 200 operai Breda.
Al Senato è stata infatti approvata una norma che annulla una sentenza del Tar del giugno 2009. Sentenza che aveva a sua volta annullato il decreto del 12 marzo 2008 nella parte in cui si limitava a solo 15 dei 500 siti produttivi oggetto di "atti di indirizzo" l'allungamento all'ottobre 2003 del periodo valido per l'esposizione all'amianto. Nel caso in cui il decreto superasse anche l'esame della Camera la possibilità di conteggiare ai fini pensionistici l'esposizione all'amianto durante tutti gli anni novanta e fino al 2003 sarà consentita, in Toscana, solo ai lavoratori della Lucchini. Per i lavoratori delle altre aziende continuerà a valere il limite temporale stabilito dai rispettivi atti di indirizzo ministeriali che avevano certificato, negli anni, l'esposizione dei lavoratori.
«Nel conteggio degli anni di esposizione - spiega Siro Romagnani, responsabile del coordinamento amianto dello Spi Cgil - gli operai Breda dovranno fermarsi al 1990. Avevamo chiesto anche fino al 1992, ma non ci è stato riconosciuto. L'Inps riconosce 6 mesi di contribuzione aggiuntiva per ogni anno di esposizione all'amianto. Per ottenere il bonus il periodo di esposizione deve essere di almeno 10 anni».
Breda fa quindi parte dei 485 siti oggetto di atti di indirizzo non ricompresi nel decreto del 12 marzo 2008. Per i lavoratori dell'azienda pistoiese era già esclusa la possibilità di allungare il periodo di esposizione all'amianto fino all'ottobre del 2003. Ma la sentenza del Tar del Lazio, nel giugno del 2009, aveva riacceso le speranze.
Grazie alla battaglia dell'avvocato Ezio Bonanni, consulente dell'Associazione italiana esposti amianto, il Tar ha bocciato il decreto, perché troppo "restrittivo".
L'emendamento Battaglia approvato al Senato riproduce quello che il Tar del Lazio aveva annullato «e ripristina - afferma Carlo Scartabelli, avvocato che segue per la Cgil molte cause di riconoscimento di esposizione all'amianto dei dipendenti Breda - la discriminazione fra lavoratori».
Scartabelli ripercorre la vicenda. «Gli atti d'indirizzo imponevano a Inps e Inail il riconoscimento dell'esposizione all'amianto fino al 1990. I dipendenti Breda hanno avuto questo riconoscimento e la rivalutazione della posizione contributiva ai fini pensionistici sino a quell'anno. Una legge del 2007, la 247, ha prolungato il periodo di riconoscimento all'esposizione fino alla bonifica dei siti aziendali contaminati. Alla Breda la bonifica è stata fatta nel 1996».
«Successivamente - prosegue - è intervenuto il decreto ministeriale del 12 marzo 2008, annullato dal Tar del Lazio grazie all'iniziativa dell'avvocato Bonanni». Per il cui operato però Scartabelli non ha parole di apprezzamento.
«Ritengo che Bonanni abbia fatto un danno impugnando il decreto davanti al Tar. Non ce n'era bisogno. Il decreto del 12 marzo 2008 poteva venire disapplicato dal giudice ordinario. Essendo un atto amministrativo e in contrasto con la legge 247 - sostiene Scartabelli - era illegittimo. Il giudice del lavoro avrebbe disapplicato questo decreto, applicando direttamente la legge. Bonanni ha fatto annullare il decreto, e il governo adesso prova a far passare una legge. Così - conclude ironicamente - sarà "tagliata la testa al toro" e, anche a Pistoia, centinaia di lavoratori perderenno ogni possibilità di vedersi riconosciuto un ulteriore periodo di esposizione all'amianto».
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