Lutto
GLI IMMIGRATI E LA RIFORMA GELMINI
Alunne straniere al top della media voti
Francesco Albonetti
◗
L’istituto Pacinotti e un’alunna straniera accompagnata a scuolaIl tetto massimo del 30% di alunni stranieri per classe imposto dalla riforma Gelmini, fa sobbalzare i presidi di molte realtà italiane, ma non è un problema a Pistoia. Qui le percentuali di alunni immigrati è decisamente inferiore al tetto stabilito, anche in quelle scuole dove il numero è andato aumentando
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PISTOIA. Il tetto massimo del 30% di alunni stranieri per classe imposto dalla riforma Gelmini, fa sobbalzare i presidi di molte realtà italiane, ma non è un problema a Pistoia. Qui le percentuali di alunni immigrati è decisamente inferiore al tetto stabilito, anche in quelle scuole dove il numero è andato aumentando. L'integrazione non pone ostacoli insormontabili, avendo a che fare con ragazzi le cui famiglie sono in Italia da anni e provengono da Paesi dalla lingua e cultura non lontanissima dalla nostra, come l'Albania (vi provviene circa la metà degli studenti stranieri) e la Romania. Scorrendo l'ultimo rapporto sulla scuola pistoiese disponibile, redatto dall'Osservatorio scolastico provinciale, si scoprono particolari curiosi.
Alunne straniere più brave. Facendo una media di voti e giudizi, risulta che le alunne straniere sono al top, col 7,38 di media, seguite dalle loro compagne italiane col 7,29. Inferiore la prestazione dei maschi, ma su un livello di sufficienza piena: 6,11 gli stranieri contro i 6,71 degli italiani.
Incidenza alunni stranieri. Dai dati relativi all'anno scolastico 2007-2008, si ricava che l'incidenza di alunni stranieri in provincia è del 10,8% nella scuola dell'infanzia, 11,7% nella primaria, 12,1% nella scuola media e 6,9% alle superiori. Le maggior incidenze di stranieri nella scuola dell'infanzia si hanno al terzo circolo, alle elementari al circolo di Montecatini, poi alle medie Chini e all'Ipsia Pacinotti per le superiori.
I casi del terzo circolo e del comprensivo Raffaello. Per quanto riguarda le scuole dell'infanzia, solo quella del terzo circolo supera il 30% (32,1), ma la direttrice Cristiana Baldi assicura che quest'anno non è più così. «Le nostre percentuali attuali non superano in nessun ordine di scuola il 20%. Ho lavorato per undici anni a Prato, dove in alcune scuole l'incidenza arrivava all'80%, e so bene quali sono i problemi connessi all'integrazione. Ma a Pistoia la situazione è sotto controllo, è fisiologico non superare quel tetto senza dover fare niente di particolare. Va anche detto che noi non abbiamo etnie distanti e problematiche, come i cinesi a Prato, ma rumeni in prevalenza, la cui lingua è simile alla nostra e imparano in fretta. Problemi di comportamento o profitto ne danno come gli italiani, c'è una certa trasversalità da questo punto di vista». Al secondo posto per incidenza di stranieri c'è l'istituto comprensivo Raffaello. La dirigente Franca Baglioni conferma l'assenza di particolari problematicità. «Gli alunni sono spalmati nei vari ordini con un'incidenza che oggi è intorno al 10%. Ci arrivano alle medie delle ragazzine che sono le prime della classe».
Superiori: più della metà va ai professionali. Secondo il rapporto dell'Osservatorio, il 51,1% degli alunni stranieri frequenta un istituto professionale, il 30,4 istituti tecnici, il 14,9 istituti classici e il 3,7 l'artistico. La scuola nettamente più frequentata da immigrati è l'Ipsia Pacinotti. «Questo dipende dalle famiglie, che vogliono dare un mestiere manuale certo ai propri figli - dice il preside Aldo Piras - c'imbattiamo però in ragazzi che non sono portati alla manualità, ma ad uno studio più speculativo. In effetti è un problema da risolvere. Quanto all'integrazione, quei 10 ragazzi per classe non è che arrivino direttamente da Lampedusa: una buona metà sono stranieri per modo di dire, perché le loro famiglie vivono qui da tanti anni, parlano l'italiano con congiuntivi e condizionali corretti. Da qualche anno abbiamo provato, con buoni risultati, l'affiancamento di alunni-tutor che conoscono bene la doppia lingua a connazionali delle prime».
Alunne straniere più brave. Facendo una media di voti e giudizi, risulta che le alunne straniere sono al top, col 7,38 di media, seguite dalle loro compagne italiane col 7,29. Inferiore la prestazione dei maschi, ma su un livello di sufficienza piena: 6,11 gli stranieri contro i 6,71 degli italiani.
Incidenza alunni stranieri. Dai dati relativi all'anno scolastico 2007-2008, si ricava che l'incidenza di alunni stranieri in provincia è del 10,8% nella scuola dell'infanzia, 11,7% nella primaria, 12,1% nella scuola media e 6,9% alle superiori. Le maggior incidenze di stranieri nella scuola dell'infanzia si hanno al terzo circolo, alle elementari al circolo di Montecatini, poi alle medie Chini e all'Ipsia Pacinotti per le superiori.
I casi del terzo circolo e del comprensivo Raffaello. Per quanto riguarda le scuole dell'infanzia, solo quella del terzo circolo supera il 30% (32,1), ma la direttrice Cristiana Baldi assicura che quest'anno non è più così. «Le nostre percentuali attuali non superano in nessun ordine di scuola il 20%. Ho lavorato per undici anni a Prato, dove in alcune scuole l'incidenza arrivava all'80%, e so bene quali sono i problemi connessi all'integrazione. Ma a Pistoia la situazione è sotto controllo, è fisiologico non superare quel tetto senza dover fare niente di particolare. Va anche detto che noi non abbiamo etnie distanti e problematiche, come i cinesi a Prato, ma rumeni in prevalenza, la cui lingua è simile alla nostra e imparano in fretta. Problemi di comportamento o profitto ne danno come gli italiani, c'è una certa trasversalità da questo punto di vista». Al secondo posto per incidenza di stranieri c'è l'istituto comprensivo Raffaello. La dirigente Franca Baglioni conferma l'assenza di particolari problematicità. «Gli alunni sono spalmati nei vari ordini con un'incidenza che oggi è intorno al 10%. Ci arrivano alle medie delle ragazzine che sono le prime della classe».
Superiori: più della metà va ai professionali. Secondo il rapporto dell'Osservatorio, il 51,1% degli alunni stranieri frequenta un istituto professionale, il 30,4 istituti tecnici, il 14,9 istituti classici e il 3,7 l'artistico. La scuola nettamente più frequentata da immigrati è l'Ipsia Pacinotti. «Questo dipende dalle famiglie, che vogliono dare un mestiere manuale certo ai propri figli - dice il preside Aldo Piras - c'imbattiamo però in ragazzi che non sono portati alla manualità, ma ad uno studio più speculativo. In effetti è un problema da risolvere. Quanto all'integrazione, quei 10 ragazzi per classe non è che arrivino direttamente da Lampedusa: una buona metà sono stranieri per modo di dire, perché le loro famiglie vivono qui da tanti anni, parlano l'italiano con congiuntivi e condizionali corretti. Da qualche anno abbiamo provato, con buoni risultati, l'affiancamento di alunni-tutor che conoscono bene la doppia lingua a connazionali delle prime».
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