Il Tirreno

Pistoia

Protesta degli studenti

«Il Pacini non si tocca»

Tiziana Gori
Gli studenti del Pacini in assemblea ieri mattina nei giardini di Monteoliveto
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Gli studenti del Pacini in assemblea ieri mattina nei giardini di Monteoliveto

«Tecnico e liceo non sono equipollenti! Uniti, uniti, contro la Belliti! Il Pacini non si tocca». Gridano gli studenti dell'istituto Pacini, nel giardino di Monteoliveto. Sono un centinaio, arrabbiati, delusi, preoccupati per il loro futuro

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PISTOIA. «Tecnico e liceo non sono equipollenti! Uniti, uniti, contro la Belliti! Il Pacini non si tocca». Gridano gli studenti dell'istituto Pacini, nel giardino di Monteoliveto. Sono un centinaio, arrabbiati, delusi, preoccupati per il loro futuro.
Da tre giorni, al mattino, si riuniscono in assemblea a Monteoliveto.
Niente lezioni, e considerato che da domani a giovedì ci sono tre giorni di sospensione, sono consapevoli di perdere una settimana di attività didattica. Si fregano le mani? Tutt'altro. «Molti di noi frequentano la quarta e la quinta - dicono Lisa Ferretti e Ilaria Mungai, della IV B linguistico - Non ci fa piacere l'idea di saltare lezioni».
E allora? Gli studenti del liceo linguistico e biologico sperimentale sono sul piede di guerra da quando, pochi giorni fa, hanno scoperto che il titolo del loro diploma sarà modificato, da maturità liceale ad una di tipo tecnico.
Senza, affermano, che né loro né le loro famiglie siano stati avvisati dalla dirigente Patrizia Belliti della decisione.

«Contraddicendo - spiega Lisa Ferretti - quanto è documentato e controfirmato dalla preside nel Pof, il Piano di offerta formativa, dell'anno scolastico 2009/2010».
La protesta è iniziata giovedì, ed è esplosa definitavamente venerdì, quando un gruppo di circa 250 studenti ha sfilato in segno di protesta da corso Gramsci, sede del Pacini, fino a piazza San Francesco, per poi fermarsi in assemblea nel giardino di Monteoliveto. Patrizia Belliti li aveva invitati ad entrare in classe e seguire regolarmente le lezioni. Invito respinto.
«La preside - dicono Ferretti e Mungai - sostiene che si tratta solo di una modifica formale, e che nella sostanza non cambia niente. Noi ci siamo iscritti allo sperimentale biologico e linguistico con la certezza di acquisire un diploma liceale. All'estero i diplomi tecnici non hanno la stessa valenza. Allo stesso modo, per poter aver accesso, ad esempio, ad un'accademia militare, un diploma di tipo tecnico non va bene».
Non è piaciuto nemmeno il cambiamento in corsa, a metà anno scolastico. «I nostri compagni che tra 4 mesi sosterranno l'esame di maturità, che tipo di diploma si troveranno in mano? E se, come dice Belliti, siamo maturandi in un indirizzo tecnico, perché i nostri amici dovranno affrontare la prova d'esame in filosofia, materia normalmente non contemplata in un istituto tecnico?».
E il ritorno in classe? «Giovedì entreremo nelle aule indossando delle T-shirt bianche con disegnato sopra un punto interrogativo. Vorremmo sapere che ne sarà del nostro titolo di studio e del nostro futuro».

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