Sicurezza
gli aumenti in bolletta
Acqua, stangata sulle prime case
◗
BOLLETTE 2010 Ancora un aumento per gli utenti di Gaial'assemblea dell'Ato (ambito territoriale) ha stabilito a fine dicembre 2009 le nuove tariffe, in vigore dal primo gennaio 2010. Significa che la prossima bolletta, oppure la successiva sarà più pesante per le tasche delle famiglie.
3 MINUTI DI LETTURA
S.MARCELLO. Arriva la stangata sull'acqua. Frutto della "Revisione straordinaria del piano d'ambito e di articolazione e modulazione tariffaria": di fatto, l'assemblea dell'Ato (ambito territoriale) ha stabilito a fine dicembre 2009 le nuove tariffe, in vigore dal primo gennaio 2010. Significa che la prossima bolletta, oppure la successiva (questione di tempi tecnici di Gaia) sarà più pesante per le tasche delle famiglie, in particolare quelle residenti.
Decimale più, decimale meno, il rincaro delle tariffe per gli "utenti domestici residenti" (cioè le prime case) è nell'ordine del 25%. In termini assoluti (come si legge nella tabella a fianco), una famiglia di quattro componenti che consuma mediamente 160 metri cubi l'anno e abita in un comune non montano pagherà 231,71 euro contro i 184,74 dell'anno precedente.
Se la cavano meglio i proprietari di seconde case che si mantengono sugli stessi costi dell'anno precedente. Quanto ai comuni montani, la famiglia di 4 componenti passa da 147,29 a 184,35 euro l'anno, mentre per i cinque componenti familiari si passa da 179,55 a 224,12 euro.
Va anche ricordato, però, che proprio le utenze dei non residenti erano state le più colpite dai rincari fra il 2009 e il 2010.
Possono respirare anche le aziende, cioè gli utenti no domestici, che avranno rincari tutto sommato assai limitati nell'ordine (a seconda delle fasce di consumo) di qualche decina o qualche centinaia di euro nell'arco dei dodici mesi.
C'è più di un motivo per questo salasso che arriverà nelle cassette postali dei carraresi con le prossime bollette, con il rischio di nuove proteste contro la gestione del servizio idrico.
Come si legge nella relazione che accompagna le nuove tabelle dei costi, «tra le principali ragioni [...] vi sono gli scostamenti rilevati sulla domanda del servizio, sia in termini di minori volumi sia, in conseguenza, in termini di minori ricavi fatturati».
Bisogna ricordare che l'adeguamento tariffario del 2007 è rimasto congelato per anni e che, fra 2008 e 2009, Gaia provò a recuperare "retroattivamente" i mancati guadagni.
Un'iniziativa che scatenò le ire di tutti e fu bocciata da una sentenza del consiglio di Stato.
I recuperi retroattivi vennero dunque cancellati, ma quei soldi, in qualche maniera, nelle casse di Gaia dovevano arrivare.
Così venne deciso di recuperarli "spalmandoli" sulle tariffe degli anni 2010-2013.
Per cui siamo dunque arrivati al primo di quattro aumenti che ci dovremo aspettare nel prossimo futuro.
A rendere indispensabile la nuova articolazione tariffaria, ci sarebbe anche l'aggiustamento dovuto all'ingresso di Massa: ma il capitolo è ancora aperto.
Massa per ora paga depurazione e fognature, ma non l'acquedotto.
Inoltre, i ricavi si discostano da quanto contenuto nel consuntivo del 2008 anche a causa dei rimborsi riconosciuti agli utenti per le cosiddette "perdite occulte" di acqua.
Infine, nella revisione del piano d'ambito dell'Ato, si dice che «i minori ricavi sono inoltre giustificati dalla contrazione del volume erogato osservata negli anni, per effetto dell'applicazione di tariffe più elevate che hanno indotto nell'utente una modifica dei comportamenti riguardo all'utilizzo della risorsa».
Cioè: i cittadini virtuosi non hanno sprecato l'acqua... Bravi. E ora la pagano di più.
Decimale più, decimale meno, il rincaro delle tariffe per gli "utenti domestici residenti" (cioè le prime case) è nell'ordine del 25%. In termini assoluti (come si legge nella tabella a fianco), una famiglia di quattro componenti che consuma mediamente 160 metri cubi l'anno e abita in un comune non montano pagherà 231,71 euro contro i 184,74 dell'anno precedente.
Se la cavano meglio i proprietari di seconde case che si mantengono sugli stessi costi dell'anno precedente. Quanto ai comuni montani, la famiglia di 4 componenti passa da 147,29 a 184,35 euro l'anno, mentre per i cinque componenti familiari si passa da 179,55 a 224,12 euro.
Va anche ricordato, però, che proprio le utenze dei non residenti erano state le più colpite dai rincari fra il 2009 e il 2010.
Possono respirare anche le aziende, cioè gli utenti no domestici, che avranno rincari tutto sommato assai limitati nell'ordine (a seconda delle fasce di consumo) di qualche decina o qualche centinaia di euro nell'arco dei dodici mesi.
C'è più di un motivo per questo salasso che arriverà nelle cassette postali dei carraresi con le prossime bollette, con il rischio di nuove proteste contro la gestione del servizio idrico.
Come si legge nella relazione che accompagna le nuove tabelle dei costi, «tra le principali ragioni [...] vi sono gli scostamenti rilevati sulla domanda del servizio, sia in termini di minori volumi sia, in conseguenza, in termini di minori ricavi fatturati».
Bisogna ricordare che l'adeguamento tariffario del 2007 è rimasto congelato per anni e che, fra 2008 e 2009, Gaia provò a recuperare "retroattivamente" i mancati guadagni.
Un'iniziativa che scatenò le ire di tutti e fu bocciata da una sentenza del consiglio di Stato.
I recuperi retroattivi vennero dunque cancellati, ma quei soldi, in qualche maniera, nelle casse di Gaia dovevano arrivare.
Così venne deciso di recuperarli "spalmandoli" sulle tariffe degli anni 2010-2013.
Per cui siamo dunque arrivati al primo di quattro aumenti che ci dovremo aspettare nel prossimo futuro.
A rendere indispensabile la nuova articolazione tariffaria, ci sarebbe anche l'aggiustamento dovuto all'ingresso di Massa: ma il capitolo è ancora aperto.
Massa per ora paga depurazione e fognature, ma non l'acquedotto.
Inoltre, i ricavi si discostano da quanto contenuto nel consuntivo del 2008 anche a causa dei rimborsi riconosciuti agli utenti per le cosiddette "perdite occulte" di acqua.
Infine, nella revisione del piano d'ambito dell'Ato, si dice che «i minori ricavi sono inoltre giustificati dalla contrazione del volume erogato osservata negli anni, per effetto dell'applicazione di tariffe più elevate che hanno indotto nell'utente una modifica dei comportamenti riguardo all'utilizzo della risorsa».
Cioè: i cittadini virtuosi non hanno sprecato l'acqua... Bravi. E ora la pagano di più.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
