Lutto
SANITA' PUBBLICA
«Mamme continuate ad allattare»L'appello di Asl e amministratori
Marta Quilici /
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Una donna che allatta un bimbo«Mamme, continuate ad allattare al seno: non c'è nessun pericolo per i bambini!»: questo è l'appello unanime di amministratori, medici e Asl in reazione ai dati presentati dal Comitato contro l'Inceneritore di Montale che mostrano la presenza di diossine e Pcb nel latte di due donne residenti nella Piana
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MONTALE. «Mamme, continuate ad allattare al seno: non c'è nessun pericolo per i bambini!»: questo è l'appello unanime di amministratori, medici e Asl in reazione ai dati presentati dal Comitato contro l'Inceneritore di Montale che mostrano la presenza di diossine e Pcb nel latte di due donne residenti nella Piana.
Questi dati, peraltro, a detta della direzione dell'Azienda sanitaria non stupiscono affatto il dipartimento di sanità pubblica, in quanto non fanno che confermare una situazione già nota.
«La richiesta di analisi nel latte materno - si legge nella nota dell'Azienda sanitaria - era stata infatti scartata nel tavolo istituzionale nella scorsa estate in quanto che le indagini ambientali e sulle matrici biologiche finora indagate erano già sufficienti a definire un quadro di presenza di inquinanti ambientali analogo ad altre situazioni già studiate sia in Italia sia in altri Paesi, studi in cui sono già noti i livelli riscontrabili di inquinanti ambientali nel latte materno di residenti nelle zone antropizzate, nelle vicinanze di impianti inquinanti, compresi gli inceneritori».
In parole povere, che il latte materno fosse facilmente soggetto ad accogliere elementi come diossine e Pcb era già cosa nota, tanto che, dopo aver analizzato la carne di pollo delle zone intorno all'inceneritore e avervi riscontrato tracce di quelle sostanze, sarebbe stato superfluo analizzare anche il latte materno dove era prevedibile trovare tracce di diossine e Pcb.
Ma niente paura per le mamme in stato di allattamento perché la situazione è così in tutti i paesi altamente industrializzati e la Piana pistoiese non fa eccezione, né in positivo, ma neanche in negativo.
Sull'allattamento al seno, comunque, si pronuncia favorevolmente anche la dottoressa Patrizia Gentilini, che ha presentato le analisi sul latte materno promosse dal comitato al convegno che si è tenuto a Pistoia lo scorso 22 gennaio.
«Non sarò certamente io - afferma il medico - a sconsigliare alle mamme l'allattamento al seno che, invece, dev'essere senz'altro incentivato perché di gran lunga migliore di quello artificiale».
Ma i dati presentati dal comitato sostenevano anche un altro punto che sembra in contrasto con la posizione dell'Asl: e cioè che, alla luce di questi dati e in particolare delle tracce di Pcb rinvenute nel latte materno, risultasse che la causa di inquinamento preponderante sulla Piana fosse proprio l'inceneritore.
Posizione contrastante con quella dell'Asl e della Provincia che invece, anche in passato, hanno affermato che la presenza di Pcb non è strettamente riconducibile all'impianto di termovalorizzazione.
«L'azienda - si legge nella nota dell'Asl - svolge da tempo una sorveglianza per monitorare l'eventuale presenza di patologie ambiente correlabili. Proseguiranno inoltre i lavori dei tavoli tecnici e istituzionali nell'ambito del progetto delineato che troverà nel 2010 le sue fasi conclusive».
I tre sindaci della Piana, David Scatragli di Montale, Eleanna Ciampolini di Agliana e Sabrina Sergio Gori di Quarrata, soci del Cis, si uniscono all'appello dei medici per tranquillizzare le donne e non creare allarmismi sulla pratica dell'allattamento al seno.
Scatragli annuncia inoltre per la prossima settimana un incontro con l'assessore provinciale all'ambiente Rino Fragai per fare il punto della situazione sul progetto del centro di riciclo ispirato a quello di Vedelago che l'attuale giunta vorrebbe realizzare a Montale.
«Non ho mai detto di voler chiudere l'inceneritore - afferma il sindaco di Montale - ma voglio provare a prendere anche strade diverse».
Questi dati, peraltro, a detta della direzione dell'Azienda sanitaria non stupiscono affatto il dipartimento di sanità pubblica, in quanto non fanno che confermare una situazione già nota.
«La richiesta di analisi nel latte materno - si legge nella nota dell'Azienda sanitaria - era stata infatti scartata nel tavolo istituzionale nella scorsa estate in quanto che le indagini ambientali e sulle matrici biologiche finora indagate erano già sufficienti a definire un quadro di presenza di inquinanti ambientali analogo ad altre situazioni già studiate sia in Italia sia in altri Paesi, studi in cui sono già noti i livelli riscontrabili di inquinanti ambientali nel latte materno di residenti nelle zone antropizzate, nelle vicinanze di impianti inquinanti, compresi gli inceneritori».
In parole povere, che il latte materno fosse facilmente soggetto ad accogliere elementi come diossine e Pcb era già cosa nota, tanto che, dopo aver analizzato la carne di pollo delle zone intorno all'inceneritore e avervi riscontrato tracce di quelle sostanze, sarebbe stato superfluo analizzare anche il latte materno dove era prevedibile trovare tracce di diossine e Pcb.
Ma niente paura per le mamme in stato di allattamento perché la situazione è così in tutti i paesi altamente industrializzati e la Piana pistoiese non fa eccezione, né in positivo, ma neanche in negativo.
Sull'allattamento al seno, comunque, si pronuncia favorevolmente anche la dottoressa Patrizia Gentilini, che ha presentato le analisi sul latte materno promosse dal comitato al convegno che si è tenuto a Pistoia lo scorso 22 gennaio.
«Non sarò certamente io - afferma il medico - a sconsigliare alle mamme l'allattamento al seno che, invece, dev'essere senz'altro incentivato perché di gran lunga migliore di quello artificiale».
Ma i dati presentati dal comitato sostenevano anche un altro punto che sembra in contrasto con la posizione dell'Asl: e cioè che, alla luce di questi dati e in particolare delle tracce di Pcb rinvenute nel latte materno, risultasse che la causa di inquinamento preponderante sulla Piana fosse proprio l'inceneritore.
Posizione contrastante con quella dell'Asl e della Provincia che invece, anche in passato, hanno affermato che la presenza di Pcb non è strettamente riconducibile all'impianto di termovalorizzazione.
«L'azienda - si legge nella nota dell'Asl - svolge da tempo una sorveglianza per monitorare l'eventuale presenza di patologie ambiente correlabili. Proseguiranno inoltre i lavori dei tavoli tecnici e istituzionali nell'ambito del progetto delineato che troverà nel 2010 le sue fasi conclusive».
I tre sindaci della Piana, David Scatragli di Montale, Eleanna Ciampolini di Agliana e Sabrina Sergio Gori di Quarrata, soci del Cis, si uniscono all'appello dei medici per tranquillizzare le donne e non creare allarmismi sulla pratica dell'allattamento al seno.
Scatragli annuncia inoltre per la prossima settimana un incontro con l'assessore provinciale all'ambiente Rino Fragai per fare il punto della situazione sul progetto del centro di riciclo ispirato a quello di Vedelago che l'attuale giunta vorrebbe realizzare a Montale.
«Non ho mai detto di voler chiudere l'inceneritore - afferma il sindaco di Montale - ma voglio provare a prendere anche strade diverse».
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