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Pistoia

Truffa

Indagato per le promozioni

(p.n.)
Il direttore generale del Comune di Pistoia Renzo Ferri
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Il direttore generale del Comune di Pistoia Renzo Ferri

Indagato per abuso d'ufficio e falso ideologico il direttore generale del Comune Renzo Ferri. E' accusato dalla procura di Prato, che in questi giorni ha chiuso un'inchiesta riguardante un periodo in cui Ferri (direttore generale a Pistoia da sette anni) aveva svolto una consulenza per una selezione di personale nel Comune di Prato

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PISTOIA. Indagato per abuso d'ufficio e falso ideologico il direttore generale del Comune Renzo Ferri. E' accusato dalla procura di Prato, che in questi giorni ha chiuso un'inchiesta riguardante un periodo in cui Ferri (direttore generale a Pistoia da sette anni) aveva svolto una consulenza per una selezione di personale nel Comune di Prato. Stesse accuse per l'ex direttore generale del Comune di Prato Roberto Forzieri, la dirigente Rosanna Tocco e uno psicologo.

Secondo il pm avrebbero favorito alcuni candidati a scapito di altri in una selezione interna riservata ai dipendenti comunali pratesi. La selezione su cui ha indagato per mesi la sezione di pg della polizia, su delega del sostituto procuratore Roberta Pieri, risale al dicembre del 2007. Si trattava di una sorta di concorso interno riservato ai dipendenti comunali di categoria D per l'inserimento nell'albo delle "posizioni organizzative". In sostanza, un avanzamento di carriera che avrebbe poi collocato i prescelti a metà strada tra la posizione dove stavano prima e quella dei dirigenti, in cambio di un'indennità annuale di circa 8.000 euro.
I posti in ballo erano in totale 32 ma la selezione serviva soltanto a inserire un certo numero di dipendenti in un albo, dal quale poi i singoli dirigenti avrebbero attinto per attribuire le "posizioni organizzative" e le relative indennità.
Le prove scritte e orali si svolsero tra il 12 e il 19 dicembre di due anni fa e provocarono una dura presa di posizione di Cgil e Cisl. «Le procedure adottate e le materie oggetto di esame non hanno rispecchiato in nessun modo la professionalità dei soggetti interessati - dissero i rappresentanti sindacali - poiché le prove sono state generiche e valutate in modo estremamente discrezionale senza tener conto degli specifici percorsi professionali».
Proprio di questo si è occupata l'inchiesta della procura, perché mentre i sindacati protestavano, alcuni dei candidati esclusi dall'albo presentavano un esposto che ha dato origine agli accertamenti. All'esito dell'indagine, si ipotizza che le schede valutative frutto della selezione interna non siano state nemmeno esaminate per la formazione dell'albo. In un caso sarebbe stata attribuita un'indennità a un soggetto che nell'albo non c'era nemmeno. E il ragionamento che sta alla base dell'ipotesi di abuso d'ufficio è che qualcuno avesse già in mente i dipendenti da premiare.

All'accusa di abuso d'ufficio si è aggiunta quella di falso ideologico perché alcuni verbali avrebbero attestato la presenza di membri della commissione che invece in quel momento sarebbero stati assenti. L'inchiesta ha poi dovuto districarsi tra la giungla normativa del pubblico impiego. Per la polizia municipale, ad esempio, c'è una norma che riserva al comandante la scelta delle posizioni organizzative. Il presidente della commissione, Roberto Forzieri, e gli altri tre componenti sono stati ascoltati dagli inquirenti e hanno avuto modo di spiegare le loro ragioni.
Tra breve la Procura eserciterà l'azione penale e si potrà valutare alla luce del sole chi ha fatto cosa e perché. Intanto però quelle famose "posizioni organizzative" e le relative indennità sono decadute.

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