Sicurezza
Vivaisti
Stangata da milioni di euro
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Una serra delle tante aziende florovivaistiche della provincia di PistoiaDopo i danni causati dal maltempo, la doccia gelata arrivata direttamente da Bruxelles. Per i vivaisti pistoiesi un inizio d'anno terribile. La decisione della Commissione europea significherà per loro un esborso complessivo di milioni e milioni di euro: dovranno, infatti, restituire le agevolazioni fiscali ottenute sugli acquisti di gasolio
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PISTOIA. Dopo i danni causati dal maltempo, la doccia gelata arrivata direttamente da Bruxelles. Per i vivaisti pistoiesi un inizio d'anno terribile. La decisione della Commissione europea significherà per loro un esborso complessivo di milioni e milioni di euro: dovranno, infatti, restituire le agevolazioni fiscali ottenute sugli acquisti di gasolio per riscaldare le loro serre negli anni 2000-2004.
Una decisione con cui l'Ue ha ribadito la richiesta di rimborso delle accise non pagate già formulata al governo italiano lo scorso luglio.
Secondo una prima stima, considerando un ammontare complessivo di un milione e mezzo di euro per ogni hanno indicato, i vivaisti pistoiesi dovranno sborsare dai 20.000 ai 100.000 ero ciascuno, e le aziende grandi anche molto di più.
La decisione della Commissione europea - che considera come inaccettabile aiuto di Stato l'esenzione dal pagamento dell'accisa sul gasolio - è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea del 12 dicembre scorso. Una ventina di pagine di motivazioni, seguite dalla decisione vera e propria.
«Il regime di aiuti sotto forma di esenzione dalle accise sul gasolio utilizzato per il riscaldamento delle serre, applicato illegittimamente dall'Italia nel periodo dal 3 ottobre 2000 al 30 giugno 2001, nonché negli anni 2002, 2003 e 2004, è incompatibile con il mercato comune.
L'Italia è tenuta a recuperare presso beneficiari gli aiuti incompatibili concessi. Le somme da recuperare producono interessi dalla data in cui sono state poste a disposizione dei beneficiari alla data del loro effettivo recupero. Il recupero degli aiuti concessi deve essere immediato ed effettivo. L'Italia provvede affinché la presente decisione sia eseguita nei quattro mesi successivi alla data della notifica».
La notizia, come ovvio, ha suscitato reazioni in tutto il mondo del florovivaismo, sia a livello provinciale che nazionale, tanto che i tre maggiori consorzi italiani di settore (Conaflor, Florasi e Florconsorzi) hanno inviato ai ministri Luca Zaia e Giulio Tremonti ed a presidenti nazionali di Confagricoltura, Cia e Coldiretti, una petizione in cui precisano che i florovivaisti hanno beneficiato dell'esenzione sull'accisa per il gasolio per le serre sulla base dell'applicazione delle leggi italiane in materia: «Nessuna responsabilità - spiegano - può essere imputata agli operatori del comparto, vista la rispondenza del loro modo di operare alle disposizioni di legge. I tre consorzi auspicano che l'agevolazione sia estesa anche per i prossimi anni, dal momento che un aumento considerevole dei costi di produzione, ed in particolare del riscaldamento, potrebbe - di fatto - sancire una forte perdita di competitività del prodotto, con conseguenze catastrofiche per un settore in stallo da diversi anni ed in accesa concorrenza con altri paesi dell'Unione europea ed extraeuropea».
Anche l'assessore all'Agricoltura della Provincia di Pistoia, Mauro Mari, ha appreso con grande preoccupazione la notizia della decisione della Commissione europea.
«Per i nostri produttori sarebbe un danno enorme - spiega - Siccome è lo Stato che ha consentito con una sua legge tale esenzione, è lui che dovrebbe tirare fuori di tasca i soldi. L'infrazione, se c'è stata, l'ha fatta lo Stato. I vivaisti non hanno certo voluto fare i furbi. Non è stato tenuto conto che qua da noi il gasolio da riscaldamento costa più che negli altri paesi europei: già all'origine non c'è parità di mercato con gli altri produttori florovivaistici, ad esempio quelli olandesi».
«Ci saranno delle aziende che si troveranno in gravi difficoltà - prosegue amareggiato Mari - Non dico che chiuderanno, ma... Per qualcuna si tratterà di pagare centinaia di migliaia di euro. Convocheremo al più presto una riunione del tavolo verde con le associazioni del settore».
Sempre sul fronte delle accise sul gasolio - in particolare sul mantenimento dell'esenzione per il futuro - nei giorni scorsi c'è stata una riunione tecnica fra ministero delle Politiche agricole, Agenzia delle Dogane e ministeri delle Finanze e delle Politiche comunitarie. L'Agenzia delle Dogane ha confermato, infatti, alla luce della decisione della Commissione europea - i contenuti della propria circolare del 3 novembre scorso, con la quale si bloccavano gli acquisti di carburante con accisa a costo zero: anche sul gasolio per riscaldare le serre si dovrà pagherà l'accisa al 22 per cento, come avviene per gli altri settori agricoli. Il ministero per le Politiche Agricole, visti i risultati dell'incontro, ha chiesto ed ottenuto che, per studiare una soluzione, la riunione fosse aggiornata a lunedì prossimo, 11 gennaio.
Qualora una soluzione non fosse trovata, per i vivaisti si tratterebbe di un'ulteriore stangata.
E.F.-M.D.
Una decisione con cui l'Ue ha ribadito la richiesta di rimborso delle accise non pagate già formulata al governo italiano lo scorso luglio.
Secondo una prima stima, considerando un ammontare complessivo di un milione e mezzo di euro per ogni hanno indicato, i vivaisti pistoiesi dovranno sborsare dai 20.000 ai 100.000 ero ciascuno, e le aziende grandi anche molto di più.
La decisione della Commissione europea - che considera come inaccettabile aiuto di Stato l'esenzione dal pagamento dell'accisa sul gasolio - è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea del 12 dicembre scorso. Una ventina di pagine di motivazioni, seguite dalla decisione vera e propria.
«Il regime di aiuti sotto forma di esenzione dalle accise sul gasolio utilizzato per il riscaldamento delle serre, applicato illegittimamente dall'Italia nel periodo dal 3 ottobre 2000 al 30 giugno 2001, nonché negli anni 2002, 2003 e 2004, è incompatibile con il mercato comune.
L'Italia è tenuta a recuperare presso beneficiari gli aiuti incompatibili concessi. Le somme da recuperare producono interessi dalla data in cui sono state poste a disposizione dei beneficiari alla data del loro effettivo recupero. Il recupero degli aiuti concessi deve essere immediato ed effettivo. L'Italia provvede affinché la presente decisione sia eseguita nei quattro mesi successivi alla data della notifica».
La notizia, come ovvio, ha suscitato reazioni in tutto il mondo del florovivaismo, sia a livello provinciale che nazionale, tanto che i tre maggiori consorzi italiani di settore (Conaflor, Florasi e Florconsorzi) hanno inviato ai ministri Luca Zaia e Giulio Tremonti ed a presidenti nazionali di Confagricoltura, Cia e Coldiretti, una petizione in cui precisano che i florovivaisti hanno beneficiato dell'esenzione sull'accisa per il gasolio per le serre sulla base dell'applicazione delle leggi italiane in materia: «Nessuna responsabilità - spiegano - può essere imputata agli operatori del comparto, vista la rispondenza del loro modo di operare alle disposizioni di legge. I tre consorzi auspicano che l'agevolazione sia estesa anche per i prossimi anni, dal momento che un aumento considerevole dei costi di produzione, ed in particolare del riscaldamento, potrebbe - di fatto - sancire una forte perdita di competitività del prodotto, con conseguenze catastrofiche per un settore in stallo da diversi anni ed in accesa concorrenza con altri paesi dell'Unione europea ed extraeuropea».
Anche l'assessore all'Agricoltura della Provincia di Pistoia, Mauro Mari, ha appreso con grande preoccupazione la notizia della decisione della Commissione europea.
«Per i nostri produttori sarebbe un danno enorme - spiega - Siccome è lo Stato che ha consentito con una sua legge tale esenzione, è lui che dovrebbe tirare fuori di tasca i soldi. L'infrazione, se c'è stata, l'ha fatta lo Stato. I vivaisti non hanno certo voluto fare i furbi. Non è stato tenuto conto che qua da noi il gasolio da riscaldamento costa più che negli altri paesi europei: già all'origine non c'è parità di mercato con gli altri produttori florovivaistici, ad esempio quelli olandesi».
«Ci saranno delle aziende che si troveranno in gravi difficoltà - prosegue amareggiato Mari - Non dico che chiuderanno, ma... Per qualcuna si tratterà di pagare centinaia di migliaia di euro. Convocheremo al più presto una riunione del tavolo verde con le associazioni del settore».
Sempre sul fronte delle accise sul gasolio - in particolare sul mantenimento dell'esenzione per il futuro - nei giorni scorsi c'è stata una riunione tecnica fra ministero delle Politiche agricole, Agenzia delle Dogane e ministeri delle Finanze e delle Politiche comunitarie. L'Agenzia delle Dogane ha confermato, infatti, alla luce della decisione della Commissione europea - i contenuti della propria circolare del 3 novembre scorso, con la quale si bloccavano gli acquisti di carburante con accisa a costo zero: anche sul gasolio per riscaldare le serre si dovrà pagherà l'accisa al 22 per cento, come avviene per gli altri settori agricoli. Il ministero per le Politiche Agricole, visti i risultati dell'incontro, ha chiesto ed ottenuto che, per studiare una soluzione, la riunione fosse aggiornata a lunedì prossimo, 11 gennaio.
Qualora una soluzione non fosse trovata, per i vivaisti si tratterebbe di un'ulteriore stangata.
E.F.-M.D.
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