Il dolore
ASSESSORE MINACCIATA
Auguri minatori all'assessore
Carlo Bardini
◗
L’assessore alla pubblica istruzione Lucia GeriL'assessore del Comune di S.Marcello, Lucia Geri, per lo scorso Natale, ha trovato un biglietto d'auguri minatorio e anonimo. Inquietante l'augurio: «Un Natale da morta», seguito da ingiurie e accompagnato da una sorta di collage con figure ritagliate con chiaro senso pornografico
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S.MARCELLO. L'assessore del Comune di S.Marcello, Lucia Geri, per lo scorso Natale, ha trovato un biglietto d'auguri minatorio e anonimo. Inquietante l'augurio: «Un Natale da morta», seguito da ingiurie e accompagnato da una sorta di collage con figure ritagliate con chiaro senso pornografico.
L'assessore Lucia Geri lo ha scoperto lo scorso 31 dicembre. Un episodio alquanto triste e squallido, che in un primo momento ha fatto riflettere la malcapitata sul come agire e che poi in seguito l'ha fatta propendere a dichiararlo alla stampa per non tenere il fattaccio nascosto, quasi a voler testimoniare una certa paura della minaccia. «Personalmente non sono affatto impaurita - spiega Lucia Geri - di questa azione fatta naturalmente da persone di una bassezza inaudita. Renderla pubblica risponde anche alla volontà di far capire che nella nostra montagna esistono anche persone di una insanabile ignoranza che merita solo di essere mostrata pubblicamente».
Naturalmente al momento non si ha la minima idea di chi possa essere a spedire il "biglietto d'auguri". E soprattutto Geri non sa capire quale sia il motivo di tanta rabbia nei suoi confronti. Sembra evidente che chiunque sia stato ha voluto colpire il ruolo che riveste Lucia Geri e non la persona. Prova ne è anche il fatto che sia stato spedito in Comune a S.Marcello facendo menzione al ruolo di assessore. «Non riesco ad immaginare - aggiunge Geri - quale argomento o motivo abbia spinto qualcuno ad agire in questo modo. L'unico argomento che mi ha messo maggiormente in discussione ed in contrasto è stato l'inerbamento artificiale del Severmino a S.Marcello, ma non voglio credere si tratti di questo».
Dopo la scritta "Natale da morta" il biglietto continua con una serie dei peggiori termini che l'uomo ha inventato contro la donna. «Poi per timore che il senso di profondo misero maschilismo non fosse sufficientemente chiaro - spiega Geri- è stato incollato al biglietto un puzzle composto da un'immagine ritagliata da un qualche giornale porno, alla quale è stato appiccicato il mio volto, da una foto pubblicata sulla stampa locale lo scorso settembre. Credo comunque che sia l'azione di più persone perché è stato usato il plurale». Poi aggiunge. «Evidentemente questa è l'unica espressionedi cui sono capaci menti caratterizzate da notevole bassezza culturale e civile e dalla violenza propria di certi personaggi da stadio che può essere seconda solo ad una profondissima, insanabile ignoranza. Questo conferma la convinzione che quell'odio, così tanto sbandierato in questi giorni e attribuito a fantascientifiche ideologie politiche, sia il chiaro frutto di una irreversibile incultura e di una volgarità sempre più evidenti e pericolose per la nostracollettività. Dal canto mio resto serena e ancora più convintaa portare avanti le battaglie in cui ho creduto, consapevole che se hanno così tanto irritato tali squallidi nostri concittadini, è ancora più chiaro che erano e sono quelle giuste». Lucia Geri ha proceduto sporgendo denuncia contro ignoti.
L'assessore Lucia Geri lo ha scoperto lo scorso 31 dicembre. Un episodio alquanto triste e squallido, che in un primo momento ha fatto riflettere la malcapitata sul come agire e che poi in seguito l'ha fatta propendere a dichiararlo alla stampa per non tenere il fattaccio nascosto, quasi a voler testimoniare una certa paura della minaccia. «Personalmente non sono affatto impaurita - spiega Lucia Geri - di questa azione fatta naturalmente da persone di una bassezza inaudita. Renderla pubblica risponde anche alla volontà di far capire che nella nostra montagna esistono anche persone di una insanabile ignoranza che merita solo di essere mostrata pubblicamente».
Naturalmente al momento non si ha la minima idea di chi possa essere a spedire il "biglietto d'auguri". E soprattutto Geri non sa capire quale sia il motivo di tanta rabbia nei suoi confronti. Sembra evidente che chiunque sia stato ha voluto colpire il ruolo che riveste Lucia Geri e non la persona. Prova ne è anche il fatto che sia stato spedito in Comune a S.Marcello facendo menzione al ruolo di assessore. «Non riesco ad immaginare - aggiunge Geri - quale argomento o motivo abbia spinto qualcuno ad agire in questo modo. L'unico argomento che mi ha messo maggiormente in discussione ed in contrasto è stato l'inerbamento artificiale del Severmino a S.Marcello, ma non voglio credere si tratti di questo».
Dopo la scritta "Natale da morta" il biglietto continua con una serie dei peggiori termini che l'uomo ha inventato contro la donna. «Poi per timore che il senso di profondo misero maschilismo non fosse sufficientemente chiaro - spiega Geri- è stato incollato al biglietto un puzzle composto da un'immagine ritagliata da un qualche giornale porno, alla quale è stato appiccicato il mio volto, da una foto pubblicata sulla stampa locale lo scorso settembre. Credo comunque che sia l'azione di più persone perché è stato usato il plurale». Poi aggiunge. «Evidentemente questa è l'unica espressionedi cui sono capaci menti caratterizzate da notevole bassezza culturale e civile e dalla violenza propria di certi personaggi da stadio che può essere seconda solo ad una profondissima, insanabile ignoranza. Questo conferma la convinzione che quell'odio, così tanto sbandierato in questi giorni e attribuito a fantascientifiche ideologie politiche, sia il chiaro frutto di una irreversibile incultura e di una volgarità sempre più evidenti e pericolose per la nostracollettività. Dal canto mio resto serena e ancora più convintaa portare avanti le battaglie in cui ho creduto, consapevole che se hanno così tanto irritato tali squallidi nostri concittadini, è ancora più chiaro che erano e sono quelle giuste». Lucia Geri ha proceduto sporgendo denuncia contro ignoti.
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