Il Tirreno

Pistoia

Attese per Capodanno nuove perturbazioni

È ancora allerta maltempo

Tiziana Gori
La Piana pistoiese allagata a Natale
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La Piana pistoiese allagata a Natale

A Pracchia non pioveva così da 60 anni, a Cireglio da 25. Se è vero che il territorio è sempre più fragile, è anche vero che gli eventi meteorici di questi giorni presentano caratteristiche di eccezionalità. Mercoledì sarà presentata richiesta di calamità naturale per le alluvioni e le frane che hanno colpito il territorio provinciale a Natale

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PISTOIA. A Pracchia non pioveva così da 60 anni, a Cireglio da 25. Se è vero che il territorio è sempre più fragile, è anche vero che gli eventi meteorici di questi giorni presentano caratteristiche di eccezionalità. Mercoledì sarà presentata richiesta di calamità naturale per le alluvioni e le frane che hanno colpito il territorio provinciale a Natale.

Solo gli interventi in somma urgenza per il ripristino delle falle sull'Ombrone sono costati 285mila euro. Ma serviranno diversi milioni di euro per mettere in sicurezza il sistema idraulico dell'Ombrone, dell'Agna, della Bure e della Brana.

La sala operativa della Protezione civile è attiva 24 ore su 24 dai giorni dell'emergenza neve. Da qui si è risposto alle richieste d'intervento giunte nel fine settimana di Natale, ed è qui che ieri mattina le autorità provinciali e comunali hanno deciso di tenere una conferenza stampa per un punto della situazione quanto mai opportuno. Presenti, per il Comune, il sindaco Renzo Berti e l'assessore alla Protezione civile Mario Tuci. Per la Provincia l'assessore ai lavori pubblici Mauro Mari e l'assessore provinciale alla Protezione civile Roberto Fabio Cappellini.

«Contiamo di terminare il monitoraggio e di effettuare la stima dei danni entro domani (stasera, ndr) - annuncia Mauro Mari -. Domani la Provincia chiederà l'attivazione dello stato di calamità naturale».

Chi ha subìto danni è invitato a segnalarlo agli enti competenti, conservando tutta la documentazione (anche fotografica) prodotta in questi giorni. Per avere informazioni basta telefonare agli Uffici relazioni con il pubblico di Provincia (numero verde 800 246 245), e Comune (numero verde 800 012 146). Privati e aziende non agricole devono rivolgersi all'ente comunale, le aziende agricole all'ente provinciale.

Entrando nello specifico delle singole emergenze, Mari ha informato di come siano stati trovati "scaci" alle arginature e alle briglie sull'Ombrone anche in località Gello. «La situazione non è ferma. Abbiamo messo in sicurezza la falla in via Pratale, a Bottegone, che ha provocato gli allagamenti tra Bottegone e Barba e causato danni a circa 250 famiglie. Sono invece in corso i lavori per la falla che abbiamo scoperto, il giorno di Santo Stefano, poche centinaia di metri a monte della precedente, vicino al ponte Enzo Biagi».

A Ferruccia, dove la piena è arrivata con circa tre ore di anticipo su Bottegone (all'altezza di ponte dei Baldi), sono in corso le verifiche sui danni alle abitazioni comprese tra i numeri civici 173 e 179 di via Brana. Complessivamente sono 6 le famiglie evacuate nella Piana, alcune ospitate in un albergo in città, e altre da parenti.

Due le famiglie evacuate in montagna per le frane. Sei persone che hanno trovato rifugio a villa La Collina o presso parenti. E mentre sono in corso i lavori per tombare l'alveo del Reno, la situazione viaria sta tornando lentamente alla normalità. Restano a senso unico alternato, nei tratti colpiti, la provinciale 20 Popiglio Fontana Vaccaia e la provinciale 632 Traversa di Pracchia in località le Due Vie. Attesa per oggi la riapertura della statale 64 Porrettana, chiusa dal 25 all'altezza dell'abitato di Pavana per una frana.

«È molto difficile prevedere certi eventi - afferma Renzo Berti - Ci siamo impegnati a dare una risposta immediata ai bisogni primari delle persone colpite e poi, più a lungo termine, ci sarà la questione dei danni. La prevenzione è difficoltosa ma credo che la gente abbia sentito e provato l'impegno di enti e volontari».

Sono stati 1.500, appartenenti a una decina di associazioni, quelli che hanno lavorato senza sosta nei giorni del maltempo, e che continuano a tenere sotto controllo il territorio in attesa delle nuove perturbazioni dei prossimi giorni, per le quali permane alla Protezione civile lo stato di massima allerta.

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