Attenzione
All'ospedale Ceppo arriva l'emodialisi
Finalmente l'emodialisi al Ceppo
Francesco Albonetti
Oltre 150 angioplastiche e 70 procedura in regime di urgenza effettuate a Pistoia dal mese di settembre. Sono i numeri importanti della nuova sala di emodinamica dell'ospedale del Ceppo, la prima che viene aperta a Pistoia, per le malattie cardiovascolari
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PISTOIA. Oltre 150 angioplastiche e 70 procedura in regime di urgenza effettuate a Pistoia dal mese di settembre. Sono i numeri importanti della nuova sala di emodinamica dell'ospedale del Ceppo, la prima che viene aperta a Pistoia, per le malattie cardiovascolari. Un servizio atteso da anni, la cui assenza costringeva finora i pazienti pistoiesi colpiti da infarto od altre malattie cardiovascolari, ad essere trasportati a Pescia o, peggio, all'ospedale di Careggi. Con rischi gravi per loro ma anche con grande dispendio economico per l'azienda pubblica, che qualche volta era costretta a richiedere anche l'intervento dell'elicottero per il trasporto in altri ospedale. Basti pensare che, come ricorda il dottor Marco Comeglio, responsabile della nuova emodinamica, «il risparmio che abbiamo sul trasporto dei pazienti a Pescia è il doppio del costo annuale della nuova macchina».
La nuova macchina è un angiografo di ultima generazione, che si unisce agli altri supporti di alta tecnologia di cui si è dotata la sala. E' costato circa 1 milione di euro e altrettanti ci sono voluti per trasformare l'ex farmacia interna dell'ospedale in sala di emodinamica. Tutto ciò è stato però reso possibile dalla disponibilità dell'equipe guidata da Comeglio, composta da sedici persone: cinque medici, sei infermieri e cinque tecnici radiologi. Un'equipe mobile, in quanto svolge la stessa attività per tre giorni la settimana a Pescia e per quattro a Pistoia. Orari e giorni non rigidi però, tanto che, proprio l'altro ieri, l'equipe si è dovuta spostare da Pescia e Pistoia per il caso urgente di una donna in choc cardiogeno capitata al pronto soccorso del Ceppo. Grazie al viaggio e all'intervento tempestivo, la donna si è salvata e si trova ricoverata in rianimazione in condizioni relativamente buone.
I cardiologi sottolineano come, grazie all'affiatamento e all'esperienza già acquisito nel reparto esistente a Pescia, emodialisi si presenta con le caratteristiche dell'intensità di cura che sono la base per la moderna concezione dell'ospedale. Ovvero, il paziente viene preso in carico da un'intera equipe multidisciplinare, a seconda delle patologie, superando così il vecchio concetto di divisione in reparti.
La provincia ha ora a disposizione due sale di emodinamica in grado di effettuare procedure sia in regime di elezione (interventi programmati) sia di urgenza-emergenza. L'attività di questo servizio non si ferma mai: 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con l'equipé che lavora alternandosi nei due ospedali. Con questo tipo di organizzazione la qualità dell'assistenza ai pazienti affetti da malattie cardiovascolari viene ulteriormente migliorata, soprattutto in considerazione del fatto che gli interventi programmati vengono svolti nei presidi di ricovero evitando ai pazienti trasferimenti interospedalieri ed inutili disagi e tale impostazione risulterà particolarmente efficace ed utile nel corso delle ristrutturazioni previste all'emodinamica di Pescia.
«Anche se i lavori per il nuovo ospedale vanno avanti - ha detto il direttore generale dell'Asl 3, Alessandro Scarafuggi - fino all'ultimo non ci si può permettere di non dedicarci e non investire sul Ceppo vecchio. Questo è un ospedale di vecchia concezione, ma che grazie ai continui interventi si presenta adeguato alle esigenze della nuova sanità. Ora i padiglioni sono quasi tutti ristrutturati, manacano solo degli esterni più la risistemazione della parte storica».
La nuova macchina è un angiografo di ultima generazione, che si unisce agli altri supporti di alta tecnologia di cui si è dotata la sala. E' costato circa 1 milione di euro e altrettanti ci sono voluti per trasformare l'ex farmacia interna dell'ospedale in sala di emodinamica. Tutto ciò è stato però reso possibile dalla disponibilità dell'equipe guidata da Comeglio, composta da sedici persone: cinque medici, sei infermieri e cinque tecnici radiologi. Un'equipe mobile, in quanto svolge la stessa attività per tre giorni la settimana a Pescia e per quattro a Pistoia. Orari e giorni non rigidi però, tanto che, proprio l'altro ieri, l'equipe si è dovuta spostare da Pescia e Pistoia per il caso urgente di una donna in choc cardiogeno capitata al pronto soccorso del Ceppo. Grazie al viaggio e all'intervento tempestivo, la donna si è salvata e si trova ricoverata in rianimazione in condizioni relativamente buone.
I cardiologi sottolineano come, grazie all'affiatamento e all'esperienza già acquisito nel reparto esistente a Pescia, emodialisi si presenta con le caratteristiche dell'intensità di cura che sono la base per la moderna concezione dell'ospedale. Ovvero, il paziente viene preso in carico da un'intera equipe multidisciplinare, a seconda delle patologie, superando così il vecchio concetto di divisione in reparti.
La provincia ha ora a disposizione due sale di emodinamica in grado di effettuare procedure sia in regime di elezione (interventi programmati) sia di urgenza-emergenza. L'attività di questo servizio non si ferma mai: 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con l'equipé che lavora alternandosi nei due ospedali. Con questo tipo di organizzazione la qualità dell'assistenza ai pazienti affetti da malattie cardiovascolari viene ulteriormente migliorata, soprattutto in considerazione del fatto che gli interventi programmati vengono svolti nei presidi di ricovero evitando ai pazienti trasferimenti interospedalieri ed inutili disagi e tale impostazione risulterà particolarmente efficace ed utile nel corso delle ristrutturazioni previste all'emodinamica di Pescia.
«Anche se i lavori per il nuovo ospedale vanno avanti - ha detto il direttore generale dell'Asl 3, Alessandro Scarafuggi - fino all'ultimo non ci si può permettere di non dedicarci e non investire sul Ceppo vecchio. Questo è un ospedale di vecchia concezione, ma che grazie ai continui interventi si presenta adeguato alle esigenze della nuova sanità. Ora i padiglioni sono quasi tutti ristrutturati, manacano solo degli esterni più la risistemazione della parte storica».
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