Sicurezza
progetto educativo
Un nido a misura di bimbo
Tiziana Gori
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L’asilo nido Arcoiris degli Istituti raggruppati di via PucciniInizia con Arcoiris, asilo nido a gestione pubblico-privata, il nostro viaggio nelle realtà cittadine dedicate alla prima infanzia. Una collaborazione difficile? Tutt'altro, affermano i responsabili. «Condividiamo un percorso comune e studiamo insieme tutti i progetti»
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PISTOIA. Inizia con Arcoiris, asilo nido a gestione pubblico-privata, il nostro viaggio nelle realtà cittadine dedicate alla prima infanzia. Una collaborazione difficile? Tutt'altro, affermano i responsabili. «Condividiamo un percorso comune e studiamo insieme tutti i progetti».
Sabrina Lucidi è una delle quattro maestre che insegnano ad Arcoiris. Assunta dopo aver vinto una selezione pubblica. «Il nido? Per il bambino deve essere un luogo di socialità, apprendimento, dove crescere giocando come se fosse a casa propria».
La domanda viene spontanea: «Come sono possibili allora casi come quello del Cip Ciop?».
Tina Nuti, componente del consiglio di amministrazione degli Istituti Raggruppati, che dal 2002 cogestisce l'Arcoiris, risponde dopo una pausa di alcuni secondi. «È fondamentale non rimanere isolati. Interagire, con le famiglie e con gli altri operatori».
Arcoiris funziona così. L'asilo occupa una porzione di fabbricato annesso all'antico Convento dei Padri umiliati. L'edificio, costruito alla fine del 1200, fu acquistato agli inizi del secolo scorso dal Conservatorio Puccini, gli attuali "Istituti Raggruppati", presieduti da Giancarlo Niccolai. Nel 2001 la struttura ha iniziato la propria attività, ospitando la Biblioteca dei ragazzi e un centro socio-educativo rivolto ai bambini piccoli. Nel corso del 2007, con il trasferimento della Biblioteca nella nuova sede, si sono liberati altri locali, e gli Istituti hanno provveduto ad un complesso intervento di ristrutturazione, portando la capacità di accoglienza da 20 a 40 bambini.
«Ospitiamo - spiega Sabrina Lucidi - piccoli dai 18 ai 36 mesi. Al momento ce ne sono 35, di varie nazionalità». La collaborazione con il Comune è un sinonimo di garanzia soprattutto per il rispetto dei parametri richiesti dalla legge 32, che regolamenta il settore. Il numero di insegnanti, 4, e collaboratrici, 2, rispetta il rapporto tra numero di maestre e numero di bambini previsto dalla legge.
Il personale segue periodicamente dei corsi di formazione e aggiornamento. L'intero percorso educativo, poi, è frutto di un percorso condiviso. «Sia con l'amministrazione comunale - spiega Sabrina Lucidi - che con i genitori».
Protagonisti della vita al nido dei loro bambini, e non semplici comparse. «Fin dall'inizio costruiamo una forte relazione con le famiglie. Dal primo colloquio, individuale, alle riunioni, alle giornate con il nido aperto. È stato formato un comitato di gestione dei genitori».
Le famiglie vengono messe in contatto con le famiglie che hanno figli nella stessa fascia di età, per poter confrontarsi. «Il segreto - afferma Nuti - è costruire una rete».
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