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Pistoia

STRAGI NAZISTE

Eccidio del Padule di Fucecchio4 ex soldati tedeschi alla sbarra

Eccidio del Padule di Fucecchio4 ex soldati tedeschi alla sbarra

La procura militare di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per quattro ex soldati tedeschi, oggi tutti ultraottantenni ed uno quasi centenario, accusati della strage avvenuta il 23 agosto 1944 in provincia di Pistoia: 184 vittime, uno dei più gravi eccidi compiuti dai nazisti nei confronti di civili italiani durante la seconda guerra mondiale

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A 65 anni dai fatti la procura militare di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per quattro ex soldati tedeschi, oggi tutti ultraottantenni ed uno quasi centenario, accusati della strage di Padule di Fucecchio (Pistoia), avvenuta il 23 agosto 1944: 184 vittime, uno dei più gravi eccidi compiuti dai nazisti nei confronti di civili italiani durante la seconda guerra mondiale.

I quattro imputati - secondo quanto appreso - sono l'ex capitano Ernest Pistor, di 89 anni, l'ex tenente Gherard Deissmann, di 98, l'ex maresciallo Fritz Jaub, di 92 e il sergente Johan Robert Rib, di 88. L'udienza preliminare, davanti al gup del tribunale militare di Roma, è in programma nei prossimi mesi.

Tra le 5 del mattino e le 2 del pomeriggio del 23 agosto 1944, 11 giorni dopo la strage di Sant'Anna di Stazzema, la 26/a divisione dell'esercito tedesco, agli ordini del capitano Josef Strauch, batté uno per uno i casolari della zona alla ricerca di partigiani, trovandovi solo famiglie di contadini e numerosi sfollati in fuga dai bombardamenti. I nazisti uccisero senza pietà tutte le persone che trovarono, in una carneficina che non risparmiò nemmeno i neonati. Dei 184 civili uccisi, 94 erano gli uomini (in gran parte anziani), 63 le donne e 27 i bambini.

I quattro imputati, in concorso con altri ex militari delle forze armate tedesche non identificati o già morti, sono accusati di aver compiuto l'eccidio, con le aggravanti, tra
l'altro, dei motivi abietti, della premeditazione e di aver compiuto il fatto con sevizie e crudeltà. A comandare la squadra che si sarebbe macchiata dei crimini, in particolare, sarebbe stato il maresciallo Jaub, difeso dall'avvocato Paola Chiovelli, del foro di Roma.

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