La manifestazione
Protesta dei sindacati
Sarà sciopero generale
Tiziana Gori
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Pelegatti (Cisl), Quiriconi (Cgil) e Tosi (Uil)Sarà sciopero generale, l'11 dicembre. Per i 7mila licenziamenti in un anno, per il calo dei consumi, dei depositi bancari, le difficoltà a pagare mutui e affitti che nella nostra città sono doppie rispetto al resto della Toscana. Per il titolo di un articolo di un importante quotidiano che assegna a Pistoia la qualifica di "provincia del sud"
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PISTOIA. Sarà sciopero generale, l'11 dicembre. Per i 7mila licenziamenti in un anno, per il calo dei consumi, dei depositi bancari, le difficoltà a pagare mutui e affitti che nella nostra città sono doppie rispetto al resto della Toscana. Per il titolo di un articolo di un importante quotidiano che assegna a Pistoia la qualifica di "provincia del sud".
Perchè nessuno si senta in diritto di volgere lo sguardo altrove dicendo che «quella di Pistoia è una crisi non dissimile da altre città». La prima stoccata di Daniele Quiriconi, segretario provinciale Cgil, è per il presidente dell'Associazione Industriali Giuseppe Oriana.
«Lo invito ad uscire da un ruolo di difesa puramente burocratico. Adesso, nonostante l'inqualificabile comportamento dell'amministratore delegato, è necessario aprire un tavolo di trattativa con Ansaldobreda per il rilancio delle attività».
Lo sciopero di venerdì 11 dicembre è stato proclamato all'unanimità dalle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil. Alla conferenza stampa di presentazione, ieri nella sede Cgil di via Puccini, hanno partecipato oltre a Quiriconi anche la segretaria Cisl Patrizia Pelegatti e Lia Tosi della Uil.
Quiriconi cita Bankitalia e Istat. «I rapporti sullo stato delle famiglie denunciano per quelle pistoiesi una difficoltà maggiore rispetto al resto della Toscana nel pagamento di affitti e mutui».
Impietoso anche il rapporto di Unioncamere. «Nel corso dell'ultimo anno il calo dei consumi in Toscana è stato del 2,9%, a Pistoia del 5%. Il calo dei depositi bancari del 2%, a Pistoia del 4%. Significa che per fronteggiare le spese i pistoiesi intaccano i risparmi di una vita».
«Con oltre 7mila licenziamenti in un anno - afferma Pelegatti -, decine di aziende chiuse o in crisi Pistoia e provincia rappresentano ormai un caso in Toscana». Le organizzazioni sindacali chiedono alle istituzioni locali, Regione in testa, di convocare un tavolo straordinario per discutere la situazione, da sottoporre successivamente al governo.
«Le banche - prosegue Lia Tosi - devono cambiare passo. Hanno continuato a comportarsi come se non fosse in atto nessuna crisi, tantomeno una straordinaria come questa».
È necessaria una reindustrializzazione del territorio, e misure di sostegno all'economia locale. Un'operazione che non può vedere la luce senza l'impegno del Ministero per lo Sviluppo economico, a cui i sindacati pistoiesi hanno chiesto urgentemente un incontro.
Il primo appello però è per la città: istituzioni, associazioni di categoria, forze economiche. Sono invitati a partecipare, nelle forme che riterranno opportune, all'iniziativa. Saranno quattro, nella mattina, le ore di sciopero. Il percorso dei manifestanti si snoderà da Porta Lucchese a piazza del Duomo.
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