Il Tirreno

Pistoia

Obbligatori un corso di formazione

La Curia azzera gli insegnanti di religione

Insegnante durante l’ora di religione in una scuola elementare
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Insegnante durante l’ora di religione in una scuola elementare

Con una lettera inviata a tutti i presidi e direttori didattici, l'ufficio scuola della diocesi di Pistoia ha azzerato tutte le idoneità all'insegnamento della religione cattolica delle scuole elementari, imponendo un corso con esame finale per restituire la possibilità di insegnare religione cattolica

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PISTOIA. Perché ha fatto tutto questo?, si chiede un gruppo di insegnanti.
La vicenda inizia lo scorso 2 novembre quando la Curia vescovile invia una lettera agli insegnanti "idonei" all'insegnamento della religione cattolica nelle scuole primarie e dell'infanzia e ai dirigenti scolastici.

Nella lettera si spiega "la necessità della partecipazione al corso di formazione/aggiornamento della durata di trenta ore". La partecipazione è obbligatoria per tutti,a nche per gli insegnanti già idonei "che insegnano e vogliono continuare a insegnare".

Questi insegnanti per poter partecipare al corso devono "necessariamente" produrre la lettera del parroco. Alla fine del corso è prevista una prova al cui superamento è subordinato il mantenimento dell'idoneità all'insegnamento.

L'11 novembre parte una lettera al vescovo Mansueto Bianchi di un gruppo di insegnanti che contesta l'impianto del corso di formazione: la "necessità" di partecipare al corso non può essere richiesta, si spiega, a chi è già in possesso dell'idoneità e - ricordano - l'obbligatorietà del corso di formazione è soppressa ormai da tempo. E la verifica finale "è assolutamente improponibile" perché nessuna norma prevede di dover riconfermare un titolo ottenuto.

La Curia non demorde e replica: "Il corso non mette in discussione il titolo di qualificazione professionale ma piuttosto aggiornare e verificare il possesso dei requisiti. Però, la partecipazione resta obbligatoria.

«Qui - spiegano gli insegnanti - si vuole fare posto alle insegnanti specifiche di religione e togliere spazio alle maestre che la stanno insegnando. In altre parole viene tolta la facoltà di insegnare la religione cattolica a insegnanti che hanno anni di esperienza e formazione per dare spazio, spesso, a giovani iscritti al 1º anno di università, senza esperienza didattica, che hanno solo il pregio di essere nelle simpatie del direttore dell'ufficio scuola diocesano. Senza mettere in dubbio le capacità individuali, quale può essere l'abilità pedagogica di un giovane al primo anno di università? È difficile pensare che sia migliore di quella di un insegnante che ha anni di esperienza».

In effetti il progetto della Curia di Pistoia sembra confliggere addirittura con il Concordato, come ricorda una nota del Ministero dell'istruzione del 29 aprile 2009 inviata a tutti i direttori degli uffici per l'insegnamento della religione cattolica nella quale si parla di "carattere permanente del riconoscimento di idoneità all'insegnamento della religione cattolica". Non solo, la nota ministeriale avverte che l'imposizione della frequenza ai corsi di formazione "non è conforme alla norma dato il carattere permanente dell'idoneità".

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di Redazione web