Il Tirreno

Pistoia

TRADIZIONI

La missione di Bozzi:salvare i castagneti dei boschi dell'Orsigna

Roberta Ripaoni
Una veduta panoramica di Orsigna
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Una veduta panoramica di Orsigna

Un po' per curiosità e un po' per amore verso la montagna. È nata così, una sera a cena con alcuni amici, proprio sulle montagne dell'Orsigna, l'idea di Luciano Bozzi. Personaggio conosciuto a Pistoia, soprattutto negli ambienti sportivi, Bozzi da anni trascorre i periodi di villeggiatura nelle sua casa, fra i boschi dell'Orsigna

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ORSIGNA. E proprio passeggiando in quei boschi, in cerca di funghi, ha notato la grande quantità di castagneti abbandonati all'incuria dai loro proprietari. Un patrimonio naturale trascurato e lasciato a se stesso. E pensare che, un tempo, l'economia della valle, ricca di pastori e carbonai, si basava anche sulla cultura del castagno e sulla lavorazione dei suoi frutti. Ne sono una dimostrazione i tanti metati, sparsi un po' dappertutto su all'Orsigna.

«È uno spreco - dice Bozzi - un patrimonio boschivo lasciato andare, con castagni secolari che per conservarsi, necessitano di cure e attenzioni. Non solo, senza ripulire quei poderi dalle selve è impossibile raccoglierne i frutti».

Insomma, Bozzi ha cominciato a chiedere in giro di chi fossero quei terreni e se i proprietari fossero disposti a venderli.

«Son venute fuori situazioni un po' complicate - spiega - molte di queste terre appartengono a più eredi, difficili da rintracciare o mettere d'accordo. Persone che non abitano più qui da tempo e che non possono prendersi cura di queste proprietà».

Ed ecco l'idea: mettere su un gruppetto di persone, farsi dare una mano a ripulire le selve, con il consenso dei proprietari, e in cambio prendere il raccolto delle castagne. Il tutto con un intento preciso e ben lontano da fini di lucro. Riattivare alcuni dei vecchi metati in disuso e, una volta essiccate e portate a macinare le castagne, impiegare i proventi ottenuti dalla vendita della farina per ripulire altre selve, delle quali i proprietari non possono occuparsi.

«Ci tengo a precisare - dice Bozzi - che non vogliamo interferire con l'attività della cooperativa Val d'Orsigna. Non raccogliamo castagne per conto di terzi e i castagneti che abbiamo ripulito sono terreni trascurati ormai da molti anni».

Insomma, nessuna fonte di guadagno, solo l'intento di recuperare un po' del patrimonio naturale di questa valle, riattivare i tanti metati presenti, riportare i terreni allo stato che meritano e perché no, magari avvicinare anche qualche giovane alle tradizioni economiche di un tempo, per riappropriarsi di quei lavori, la cui memoria appartiene al passato.

«Per adesso con una decina di persone abbiamo ripulito alcune selve e in tutto abbiamo raccolto quasi 40 chili di castagne - aggiunge con orgoglio Bozzi - è il primo raccolto che viene fatto in questi terreni dopo quasi 45 anni».

Le castagne sono state fatte essiccare riattivando il metato dei fratelli Caporali che hanno collaborato in prima persona al progetto con grande entusiasmo. Soriano e Giuliano Caporali sono fra i pochi rimasti ad abitare la frazione di Case Fagnoni, conoscono bene questi boschi e insieme ai capelli bianchi conservano anche l'esperienza dei mestieri di un tempo.

«I castagneti - dice Soriano - vanno ripuliti a luglio e agosto, prima che cadano i frutti, e con le sterpaglie si fanno le rostre, proprio per evitare che le castagne rotolino giù per i pendii. Poi, durante l'inverno, si procede alla scapezzatura, che deve sempre essere fatta sopra l'innesto. Senza queste attenzioni tra venti anni questi alberi andranno a morire».

Da più di un mese ormai Giuliano tiene acceso il metato nel quale sono state messe ad essiccare a strati le castagne raccolte: «Il fuoco deve essere tenuto sempre basso - spiega - e le castagne devono essere rigirate in più fasi altrimenti c'è rischio che brucino».
Una lavorazione lunga che dura quasi 45 giorni e che richiede grande esperienza.

«Per adesso - conclude Luciano Bozzi - solo alcuni proprietari hanno aderito all'iniziativa, ma spero che, una volta compresa la finalità di questa operazione, sempre più persone manifestino il loro entusiasmo e la loro collaborazione».

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