Gioco
LA CRISI
Pistoia si mobilita per i senza paga
dal nostro inviato Elisabetta Arrighi
Tre mense portano il pranzo e la cena, la Coop latte e formaggi, altri ancora offrono la frutta. Sono stati esentati dal ticket e le bollette le pagheranno a rate. Gara di solidarietà per i lavoratori, soprattutto donne, del call center che occupano il capannone e lottano per salvare i loro posti di lavoro
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PISTOIA. Con il furgone, Samuele Falossi della Slc-Cgil toscana, il settore comunicazioni, è arrivato di prima mattina alla periferia di Pistoia, quartiere industriale di Sant'Agostino, e si è fermato davanti al cancello del call center Answers. «Ha portato frutta, verdura e pane fresco - racconta una delle dipendenti che da dieci giorni, dopo tanti stipendi non pagati, presidiano giorno e notte il capannone - Ce li hanno mandati dal mercato ortofrutticolo di Firenze e da un panificio. Tutti ci danno una mano e noi diciamo un grazie grande grande. Lunedì (domani, ndr) sarà la Coop a regalarci una fornitura di latticini e tre mense ci consegnano pranzo e cena in azienda dove viviamo a turno 24 ore su 24. E sono porzioni abbondanti che possiamo portare anche a casa».
Comune, Provincia e Regione Toscana stanno trasformando in atti concreti alcune iniziative che andranno ad alleggerire nei prossimi mesi le incombenze quotidiane di questi lavoratori né licenziati né cassintegrati, ma da tempo senza paga pur con commesse di lavoro importanti: a giorni scatterà l'esenzione dal ticket sanitario; saranno avviati contatti con le banche per cercare di dare una mano a chi ha il mutuo da pagare; si interverrà sulla rateizzazione delle bollette; saranno forniti pannolini e pappe alle mamme con bambini piccoli.
«Answers» è il nome dell'azienda. Significa, in inglese, "risposte". Quelle risposte che fino a un mese fa gli addetti fornivano al telefono a coloro che facevano il numero del call center di Enel e Telecom, per avere informazioni, ma anche per sbrigare pratiche. Risposte che ora aspettano 576 lavoratori, di cui 356 donne, età media trent'anni, che stanno vivendo una "crisi anomala" come dicono nella stanza delle Rsu ricavata in un angolo dell'atrio del capannone. Gli stipendi arretrati si accumulano e la proprietà - dicono - non ha rispettato nessuna delle promesse fatte. «Erano state annunciate tre scadenze, il 10, il 20 e il 30 di questo mese, per il pagamento delle tranche arretrate - spiega Marila Mariotti della Rsu Cgil - Abbiamo scioperato dal 23 ottobre al 10 novembre. Nessuna traccia dei soldi e così siamo entrati in assemblea permanente».
Per la notte lavoratori e lavoratrici si sono organizzati con sacchi a pelo stesi sul pavimento di un vano tecnico attiguo allo stanzone dove si rincorrono almeno quattrocento postazioni computer-telefono-cuffie, gli strumenti di lavoro degli addetti al call center.
«Ho cinquant'anni e non ricordo che qui a Pistoia ci sia stata così tanta solidarietà nei confronti di un gruppo di persone che stanno rischiando il posto - sottolinea Mariotti - Come numeri, siamo la seconda azienda della provincia dopo la Breda. Siamo tante donne e la nostra è una crisi anomala perchè le commesse di lavoro le abbiamo, ma ci stanno rubando gli stipendi».
Il vescovo Mansueto Bianchi è andato all'Answers due giorni fa: «Il lavoro è un diritto - ha detto - non una concessione o un colpo di fortuna. Non un soprammobile di cui disfarsi a piacimento». Nelle ultime tre settimane sono arrivati anche l'on. Vannino Chiti, l'assessore regionale alla salute Enrico Rossi, il sindaco Renzo Berti, il presidente della Provincia Federica Fratoni, rappresentanti sindacali e politici, esponenti di associazioni come la Misericordia, la Caritas, la fondazione "Un raggio di luce". Oggi, forse, arriverà anche la presidente del Pd Rosy Bindi.
La solidarietà si è concretizzata nell'organizzazione di cene (a inizio settimana, ad una di queste, hanno partecipato 300 persone), in donazioni (sono in distribuzione 5mila euro di buoni-spesa), in spettacoli (uno sta per debuttare al teatro Bolognini e il fotografo Lorenzo Gori sta preparando un calendario). E' forte la partecipazione anche di lavoratori di altre aziende, compresi quelli di Mas e Radicifil, realtà industriali in crisi. La Cgil ha aperto un conto corrente alla Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia: sono stati raccolti 8mila euro e altri 3mila stanno per arrivare.
Comune, Provincia e Regione Toscana stanno trasformando in atti concreti alcune iniziative che andranno ad alleggerire nei prossimi mesi le incombenze quotidiane di questi lavoratori né licenziati né cassintegrati, ma da tempo senza paga pur con commesse di lavoro importanti: a giorni scatterà l'esenzione dal ticket sanitario; saranno avviati contatti con le banche per cercare di dare una mano a chi ha il mutuo da pagare; si interverrà sulla rateizzazione delle bollette; saranno forniti pannolini e pappe alle mamme con bambini piccoli.
«Answers» è il nome dell'azienda. Significa, in inglese, "risposte". Quelle risposte che fino a un mese fa gli addetti fornivano al telefono a coloro che facevano il numero del call center di Enel e Telecom, per avere informazioni, ma anche per sbrigare pratiche. Risposte che ora aspettano 576 lavoratori, di cui 356 donne, età media trent'anni, che stanno vivendo una "crisi anomala" come dicono nella stanza delle Rsu ricavata in un angolo dell'atrio del capannone. Gli stipendi arretrati si accumulano e la proprietà - dicono - non ha rispettato nessuna delle promesse fatte. «Erano state annunciate tre scadenze, il 10, il 20 e il 30 di questo mese, per il pagamento delle tranche arretrate - spiega Marila Mariotti della Rsu Cgil - Abbiamo scioperato dal 23 ottobre al 10 novembre. Nessuna traccia dei soldi e così siamo entrati in assemblea permanente».
Per la notte lavoratori e lavoratrici si sono organizzati con sacchi a pelo stesi sul pavimento di un vano tecnico attiguo allo stanzone dove si rincorrono almeno quattrocento postazioni computer-telefono-cuffie, gli strumenti di lavoro degli addetti al call center.
«Ho cinquant'anni e non ricordo che qui a Pistoia ci sia stata così tanta solidarietà nei confronti di un gruppo di persone che stanno rischiando il posto - sottolinea Mariotti - Come numeri, siamo la seconda azienda della provincia dopo la Breda. Siamo tante donne e la nostra è una crisi anomala perchè le commesse di lavoro le abbiamo, ma ci stanno rubando gli stipendi».
Il vescovo Mansueto Bianchi è andato all'Answers due giorni fa: «Il lavoro è un diritto - ha detto - non una concessione o un colpo di fortuna. Non un soprammobile di cui disfarsi a piacimento». Nelle ultime tre settimane sono arrivati anche l'on. Vannino Chiti, l'assessore regionale alla salute Enrico Rossi, il sindaco Renzo Berti, il presidente della Provincia Federica Fratoni, rappresentanti sindacali e politici, esponenti di associazioni come la Misericordia, la Caritas, la fondazione "Un raggio di luce". Oggi, forse, arriverà anche la presidente del Pd Rosy Bindi.
La solidarietà si è concretizzata nell'organizzazione di cene (a inizio settimana, ad una di queste, hanno partecipato 300 persone), in donazioni (sono in distribuzione 5mila euro di buoni-spesa), in spettacoli (uno sta per debuttare al teatro Bolognini e il fotografo Lorenzo Gori sta preparando un calendario). E' forte la partecipazione anche di lavoratori di altre aziende, compresi quelli di Mas e Radicifil, realtà industriali in crisi. La Cgil ha aperto un conto corrente alla Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia: sono stati raccolti 8mila euro e altri 3mila stanno per arrivare.
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