Sicurezza
Omega lasci spazio a nuovi acquirenti
«Answers, via i vecchi padroni»
Tiziana Gori
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A sinistra politici e lavoratori durante l’assemblea nel call center A destra la protesta dei dipendenti Answers a FirenzeLe postazioni di lavoro sono state di nuovo occupate. Ma non per rispondere cortesemente agli utenti Telecom ed Enel. Nel palazzo della Answers di Sant'Agostino i lavoratori sono tornati ieri pomeriggio per incontrare le istituzioni. In un'assemblea pubblica piena di rabbia
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PISTOIA. C'erano tanti politici nella sede del call center per l'assemblea organizzata dalla Cgil. Rappresentanti delle amministrazioni comunali, provinciali e consiglieri regionali del Pd, ma anche esponenti del Pdl pistoiese. Andrea Betti, capogruppo dell'Italia dei Valori, aveva proposto di sospendere la seduta del consiglio comunale per far "convergere" i consiglieri su Sant'Agostino. La seduta non è stata sospesa, ma il presidente Marco Vettori ha partecipato all'assemblea portando la solidarietà delle istituzioni. Una solidarietà trasversale che, su richiesta degli stessi lavoratori, non si è fermata a qualche discorso di circostanza.
«Cosa avete intenzione di fare - ha chiesto una di loro, Maria Rosa Consiglio - per bloccare Omega?». Il timore, anzi la certezza dei 560 lavoratori Answers è che il gruppo Omega voglia liquidare a basso costo un'attività che non considera più redditizia. Eppure, hanno rivendicato i lavoratori, il call center andava bene. E si sono formate professionalità qualificate.
«La vostra esperienza - hanno detto l'assessore provinciale allo sviluppo economico Paolo Magnanensi e la consigliera regionale del Pd Daniela Belliti - non deve essere gettata al vento».
Nell'incontro del 2 novembre al Ministero dello Sviluppo economico Omega ha garantito ai rappresentanti sindacali il pagamento della prima tranche di stipendi di settembre per oggi, della seconda per il 20 novembre e la prima parte di ottobre il 30 novembre.
«E anche - dicono il segretario provinciale Cgil Daniele Quiriconi e Michele Gargini, responsabile della comunicazione - un piano industriale per il rilancio dell'attività e una ricapitalizzazione di 38 milioni di euro nel consiglio di amministrazione del 7 novembre. Ma dopo una settimana non ci è stato presentato nessun piano e la decisione sulla ricapitalizzazione è stata rimandata al consiglio di amministrazione del 16 novembre».
A quel punto, hanno affermato la presidente della Provincia Federica Fratoni, Daniela Belliti, gli onorevoli Vannino Chiti e Lido Scarpetti, se le promesse non saranno state rispettate, sarà lecito chiedere a Omega di farsi da parte e dare ad eventuali investitori interessati la possibilità di rilevare l'attività.
«L'assemblea nazionale del Pd - ha annunciato Belliti - ha approvato sabato scorso un ordine del giorno su Omega, Phonemedia ed Eutelia. Migliaia di lavoratori rischiano di essere mandati a casa in tutt'Italia. È necessario un intervento del governo, e faremo tutto quanto in nostro potere affinché della vicenda si interessi il Parlamento».
Intanto, annuncia il vicesindaco Mario Tuci, sono state messe in atto le prime forme di aiuto per i lavoratori in maggiore difficoltà. «È stato sospeso il pagamento delle bollette. Vedremo poi di accedere al microcredito per chi ha contratto mutui e ha affitti da pagare».
Non chiediamo sussistenza, è stata la risposta dei lavoratori. Ma «solo la possibilità di lavorare». In questo, trovando non solo la solidarietà del sindacato e dei politici, ma anche dei colleghi di Mas, Radicifil e Breda, venuti silenziosamente ad ascoltarli.
«Cosa avete intenzione di fare - ha chiesto una di loro, Maria Rosa Consiglio - per bloccare Omega?». Il timore, anzi la certezza dei 560 lavoratori Answers è che il gruppo Omega voglia liquidare a basso costo un'attività che non considera più redditizia. Eppure, hanno rivendicato i lavoratori, il call center andava bene. E si sono formate professionalità qualificate.
«La vostra esperienza - hanno detto l'assessore provinciale allo sviluppo economico Paolo Magnanensi e la consigliera regionale del Pd Daniela Belliti - non deve essere gettata al vento».
Nell'incontro del 2 novembre al Ministero dello Sviluppo economico Omega ha garantito ai rappresentanti sindacali il pagamento della prima tranche di stipendi di settembre per oggi, della seconda per il 20 novembre e la prima parte di ottobre il 30 novembre.
«E anche - dicono il segretario provinciale Cgil Daniele Quiriconi e Michele Gargini, responsabile della comunicazione - un piano industriale per il rilancio dell'attività e una ricapitalizzazione di 38 milioni di euro nel consiglio di amministrazione del 7 novembre. Ma dopo una settimana non ci è stato presentato nessun piano e la decisione sulla ricapitalizzazione è stata rimandata al consiglio di amministrazione del 16 novembre».
A quel punto, hanno affermato la presidente della Provincia Federica Fratoni, Daniela Belliti, gli onorevoli Vannino Chiti e Lido Scarpetti, se le promesse non saranno state rispettate, sarà lecito chiedere a Omega di farsi da parte e dare ad eventuali investitori interessati la possibilità di rilevare l'attività.
«L'assemblea nazionale del Pd - ha annunciato Belliti - ha approvato sabato scorso un ordine del giorno su Omega, Phonemedia ed Eutelia. Migliaia di lavoratori rischiano di essere mandati a casa in tutt'Italia. È necessario un intervento del governo, e faremo tutto quanto in nostro potere affinché della vicenda si interessi il Parlamento».
Intanto, annuncia il vicesindaco Mario Tuci, sono state messe in atto le prime forme di aiuto per i lavoratori in maggiore difficoltà. «È stato sospeso il pagamento delle bollette. Vedremo poi di accedere al microcredito per chi ha contratto mutui e ha affitti da pagare».
Non chiediamo sussistenza, è stata la risposta dei lavoratori. Ma «solo la possibilità di lavorare». In questo, trovando non solo la solidarietà del sindacato e dei politici, ma anche dei colleghi di Mas, Radicifil e Breda, venuti silenziosamente ad ascoltarli.
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