Sicurezza
Pistoia
Rapinata in casa da finti poliziotti
Massimo Donati
◗
Sopra il capo di gabinetto Paolo Cutolo A destra la questuraCon un falso distintivo appeso al collo, si sono presentati a casa della prostituta spacciandosi per poliziotti. E dopo averla agguantata per il collo e averle ripetutamente urlato di mostrare loro i documenti, si sono messi a rovistare in armadi e cassetti
2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Con un falso distintivo appeso al collo, si sono presentati a casa della prostituta spacciandosi per poliziotti. E dopo averla agguantata per il collo e averle ripetutamente urlato di mostrare loro i documenti, si sono messi a rovistare in armadi e cassetti. Obiettivo dei due fratelli, portare via tutti i soldi che la donna aveva in casa inscenando una perquisizione. Ma gli è andata male: uno dei due è finito in manette per rapina aggravata, l'altro si è reso latitante.
Teatro della rapina, una villetta alle porte della città, in via Fiorentina, dove la prostituta - una cinese di 38 anni separata dal marito - abita con i due figli adolescenti, un maschio e una femmina. Verso le 21 di sabato 24 ottobre, i due pluripregiudicati fiorentini - di 26 e 22 anni - hanno suonato il suo campanello. La loro vittima l'avevano scelta spulciando gli annunci trovati su un quotidiano: nell'auto recuperata dalla polizia dopo l'arresto, c'era la pagina di giornale con un cerchio di pennarello blu attorno all'inserzione a pagamento inserita dalla donna.
«Polizia, facci vedere i documenti!» le hanno urlato non appena varcata la porta di casa. E mentre uno dei malviventi l'agguantava per il collo per metterle ancor più paura, il fratello iniziava a perquisire la casa. Quando sono poi saliti al piano di sopra, in una delle camere da letto hanno trovato la figlia della donna che guardava la tv con il padre (l'uomo va regolarmente a trovare i figli): anche loro hanno creduto alla messinscena. E' stato solo quando i due fratelli sono letteralmente scappati allontanandosi correndo in strada, che la prostituta ha capito che non si trattava di poliziotti. Un rapido controllo, e si è accorta che dalla tasca della giacca appesa vicino all'ingresso erano spariti 600 euro. A quel punto la donna si è messa ad urlare e assieme al marito e alla figlia ha inseguito i due malviventi. Uno è fuggito, l'altro è stato raggiunto.
E poco dopo, avvertiti da una telefonata al 113 fatta da una donna che segnalava una rissa in strada, sono arrivati i poliziotti della squadra volante della questura, che hanno arrestato il bandito e recuperato i soldi. Poco lontano hanno trovato l'auto (una Punto bianca rubata) usata dai due fratelli, con all'interno una paletta segnaletica.
«Ancora una volta - ha spiegato il capo di gabinetto della questura, Paolo Cutolo - è stato fondamentale il tempestivo intervento delle volanti reso possibile dalla segnalazione di un cittadino fatta al 113. Le indagini proseguono per capire se i due abbiano compiuto rapine con simili modalità in altre province».
Teatro della rapina, una villetta alle porte della città, in via Fiorentina, dove la prostituta - una cinese di 38 anni separata dal marito - abita con i due figli adolescenti, un maschio e una femmina. Verso le 21 di sabato 24 ottobre, i due pluripregiudicati fiorentini - di 26 e 22 anni - hanno suonato il suo campanello. La loro vittima l'avevano scelta spulciando gli annunci trovati su un quotidiano: nell'auto recuperata dalla polizia dopo l'arresto, c'era la pagina di giornale con un cerchio di pennarello blu attorno all'inserzione a pagamento inserita dalla donna.
«Polizia, facci vedere i documenti!» le hanno urlato non appena varcata la porta di casa. E mentre uno dei malviventi l'agguantava per il collo per metterle ancor più paura, il fratello iniziava a perquisire la casa. Quando sono poi saliti al piano di sopra, in una delle camere da letto hanno trovato la figlia della donna che guardava la tv con il padre (l'uomo va regolarmente a trovare i figli): anche loro hanno creduto alla messinscena. E' stato solo quando i due fratelli sono letteralmente scappati allontanandosi correndo in strada, che la prostituta ha capito che non si trattava di poliziotti. Un rapido controllo, e si è accorta che dalla tasca della giacca appesa vicino all'ingresso erano spariti 600 euro. A quel punto la donna si è messa ad urlare e assieme al marito e alla figlia ha inseguito i due malviventi. Uno è fuggito, l'altro è stato raggiunto.
E poco dopo, avvertiti da una telefonata al 113 fatta da una donna che segnalava una rissa in strada, sono arrivati i poliziotti della squadra volante della questura, che hanno arrestato il bandito e recuperato i soldi. Poco lontano hanno trovato l'auto (una Punto bianca rubata) usata dai due fratelli, con all'interno una paletta segnaletica.
«Ancora una volta - ha spiegato il capo di gabinetto della questura, Paolo Cutolo - è stato fondamentale il tempestivo intervento delle volanti reso possibile dalla segnalazione di un cittadino fatta al 113. Le indagini proseguono per capire se i due abbiano compiuto rapine con simili modalità in altre province».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
