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Paolo Perugi ha perso l'ultima partita

Giacomo Carobbi
Paolo Perugi ha perso l'ultima partita

La malattia con cui lottava dal 2007 se l'è portato via nel primo pomeriggio di ieri, a poco più di quarant'anni. Paolo Perugi, classe 1965, una carriera calcistica di tutto rispetto iniziata nel 1984 con la maglia arancione, lascia la moglie Stefania e due figli, Simone e Leonardo

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MONTALE. La malattia con cui lottava dal 2007 se l'è portato via nel primo pomeriggio di ieri, a poco più di quarant'anni. Paolo Perugi, classe 1965, una carriera calcistica di tutto rispetto iniziata nel 1984 con la maglia arancione, lascia la moglie Stefania e due figli, Simone e Leonardo, rispettivamente di 16 e 9 anni. La salma è esposta presso la camera ardente della Misericordia di Montale, mentre i funerali si terranno domani alle 15 nella chiesa di Montale, dove viveva. La famiglia si è stretta tutta intorno a lui durante gli ultimi giorni della dura battaglia con quel male che lo aveva aggredito due anni fa e con cui ha sempre lottato a viso aperto, un sarcoma osseo che gli aveva portato via una gamba (si muoveva grazie ad una protesi), e che purtroppo non era stato sconfitto del tutto. L'ultima delle tre complicate operazioni che ha dovuto subìre risale alla vigilia di Natale dello scorso anno. Il grande coraggio con cui ha saputo affrontare tutto questo lo si può leggere negli occhi di Francesca, la sorella, che insieme al marito Fiorello e alla cognata Cristina, pur nell'immenso dolore, ha voluto ricordare Paolo insieme a noi sfogliando l'album in cui amava custodire i ricordi fotografici familiari e calcistici. In quelle istantanee c'è tutto il suo amore per la famiglia e la grande passione per il calcio, che ha sempre fatto parte della sua vita.
Al termine della carriera da professionista Perugi aveva continuato a giocare in formazioni minori, per poi mettere la propria esperienza al servizio dei giovani passando alla panchina di alcune formazioni giovanili. Dopo aver allenato gli Juniores Nazionali della Lucchese, era passato alla guida dei pari età Regionali del Jolly Montemurlo e infine del Montale. Inoltre era stato tra i fondatori, insieme ad Andrea Bellini, della scuola calcio "Junior Pistoiese". Ma all'inizio di quest'anno aveva dovuto abbandonare l'attività, a causa del riacutizzarsi della malattia che non gli permetteva più di conciliare i vari impegni con le cure e le innumerevoli visite a cui era costretto a sottoporsi.
Centrocampista esterno dotato di una corsa non comune, i tifosi arancioni ricordano Paolo Perugi per le poderose cavalcate sulla fascia sinistra e i lunghi dribbling con cui sapeva saltare l'avversario. Enzo Riccomini lo fece esordire a 19 anni, mandandolo in campo al posto di Segio Borgo, contro il Padova in serie B. Era il 1984, l'inizio di una lunga carriera che dopo altre due stagioni a Pistoia (oltre 60 presenze e tre gol) lo ha portato a militare per due stagioni nella Reggiana in serie C1, prima di guadagnarsi la massima categoria con la maglia della Fiorentina di Eriksson, dove giocava anche Stefano Carobbi. Dopo la parentesi viola, di nuovo due stagioni a Reggio Emilia, in serie B.
Nella città emiliana Paolo aveva conosciuto Stefania, con cui si era sposato nel 1990. Poi Monza, Alessandria, Sassari e di nuovo Pistoia, in C1, dal '97 al '99. Alla città piemontese era particolarmente legato perché è lì che è nato Simone, il figlio più grande, che gioca a calcio come il papà ed ha già vestito la casacca arancione.

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di Redazione web