La protesta
Atti vandalici
Ladri fanno razzia nei vivai
Tiziana Gori
◗
Samuele AlgozzinoAlcuni giorni fa i capanni di due vivai sulla Nuova Pratese sono stati alleggeriti di materiale per 10mila euro. I ladri hanno usato un'auto di un terzo vivaista per scorrazzare da un campo all'altro, abbandonandola poi in un distributore lungo la strada
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PISTOIA. Alcuni giorni fa i capanni di due vivai sulla Nuova Pratese sono stati alleggeriti di materiale per 10mila euro. I ladri hanno usato un'auto di un terzo vivaista per scorrazzare da un campo all'altro, abbandonandola poi in un distributore lungo la strada, dove avevano parcheggiato il mezzo su cui hanno caricato le attrezzature rubate.
Ai furti di piante e attrezzature i vivaisti sono, da alcuni anni, tristemente abituati. Quello che cambia è il modus operandi dei ladri. Che adesso non esitano a passare gran parte della notte tra più vivai alla ricerca di attrezzature da portar via.
«Avevo parcheggiato l'auto da lavoro sotto il capannone - spiega Fabrizio Cecchi -. L'ho ritrovata il mattino dopo al distributore della Esso, a 50 metri da casa mia. Senza benzina, con qualche chilometro in più e con un tappo di plastica di una macchina da rame sul sedile posteriore. Ho presentato un esposto ai carabinieri».
Il tappo apparteneva alla macchina da rame di Samuele Algozzino, che ha un capanno per le attrezzature all'interno del vivaio, ad un centinaio di metri da quello di Fabrizio Cecchi. «Negli ultimi 2 anni sono stato derubato quattro volte. Stavolta non è andata nemmeno male - racconta con una certa ironia - "Solo" 2000 euro. Hanno portato via una motosega, due macchine da rame, un trapano a percussione, una saldatrice, un tosaerba. E...un cellulare. A mio cugino Paolo è andata peggio. Aveva costruito un capanno per riporre gli attrezzi poche settimane fa e gli hanno rubato oggetti per un valore di 7-8000 euro».
Algozzino ha spostato in cantina le attrezzature rimaste. «Certo, mi è sembrata la soluzione più logica. Davanti al capanno ho trovato, sistemate in fila, altri oggetti pronti per essere caricati. Credo si siano accorti che nel mezzo lasciato davanti al distributore non entrava altro». Seguendo le tracce della macchina di Cecchi attraverso le redole Algozzino è arrivato al campo di Paolo Trinci, il cugino. E parlando con Cecchi ha capito come avevano agito i ladri. «Hanno preso la Clio e sono entrati nei campi dalle redole interne. Conoscevano la zona».
Amareggiato per i continui furti? «Sì. Ma non mi sembra il caso di tenere cani a guardia del vivaio. Ne avevo due. Una notte uno è stato bastonato a sangue e l'altro addormentato con lo spray».
«Non sono interessati - afferma Cecchi - solo a oggetti che possono rivendere. Dal mio vivaio è sparito di tutto, l'ultima volta anche i nastrini per segnare le piante, come se servissero a qualcuno che li deve poi riutilizzare nel suo vivaio».
C'è anche chi, fa notare Algozzino, si diverte a fare "spregi". «Come rubare gasolio agricolo e spargerlo sulle piante o davanti ai capannoni. È successo a tanti vivaisti».
Ai furti di piante e attrezzature i vivaisti sono, da alcuni anni, tristemente abituati. Quello che cambia è il modus operandi dei ladri. Che adesso non esitano a passare gran parte della notte tra più vivai alla ricerca di attrezzature da portar via.
«Avevo parcheggiato l'auto da lavoro sotto il capannone - spiega Fabrizio Cecchi -. L'ho ritrovata il mattino dopo al distributore della Esso, a 50 metri da casa mia. Senza benzina, con qualche chilometro in più e con un tappo di plastica di una macchina da rame sul sedile posteriore. Ho presentato un esposto ai carabinieri».
Il tappo apparteneva alla macchina da rame di Samuele Algozzino, che ha un capanno per le attrezzature all'interno del vivaio, ad un centinaio di metri da quello di Fabrizio Cecchi. «Negli ultimi 2 anni sono stato derubato quattro volte. Stavolta non è andata nemmeno male - racconta con una certa ironia - "Solo" 2000 euro. Hanno portato via una motosega, due macchine da rame, un trapano a percussione, una saldatrice, un tosaerba. E...un cellulare. A mio cugino Paolo è andata peggio. Aveva costruito un capanno per riporre gli attrezzi poche settimane fa e gli hanno rubato oggetti per un valore di 7-8000 euro».
Algozzino ha spostato in cantina le attrezzature rimaste. «Certo, mi è sembrata la soluzione più logica. Davanti al capanno ho trovato, sistemate in fila, altri oggetti pronti per essere caricati. Credo si siano accorti che nel mezzo lasciato davanti al distributore non entrava altro». Seguendo le tracce della macchina di Cecchi attraverso le redole Algozzino è arrivato al campo di Paolo Trinci, il cugino. E parlando con Cecchi ha capito come avevano agito i ladri. «Hanno preso la Clio e sono entrati nei campi dalle redole interne. Conoscevano la zona».
Amareggiato per i continui furti? «Sì. Ma non mi sembra il caso di tenere cani a guardia del vivaio. Ne avevo due. Una notte uno è stato bastonato a sangue e l'altro addormentato con lo spray».
«Non sono interessati - afferma Cecchi - solo a oggetti che possono rivendere. Dal mio vivaio è sparito di tutto, l'ultima volta anche i nastrini per segnare le piante, come se servissero a qualcuno che li deve poi riutilizzare nel suo vivaio».
C'è anche chi, fa notare Algozzino, si diverte a fare "spregi". «Come rubare gasolio agricolo e spargerlo sulle piante o davanti ai capannoni. È successo a tanti vivaisti».
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