Sicurezza
PISTOIA
Ambulatori presi d'assalto
Francesco Albonetti
◗
Il direttore sanitario Chiara Gherardeschi sottoposta a vaccinazionePochi i sanitari ammalati, ma Scarafuggi rinnova l'invito ai dipendenti dell'Asl: «Vaccinatevi»
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PISTOIA. Non siamo ancora ai livelli di pandemia di altre province, ma l'influenza A inizia a colpire duro anche a Pistoia. I dati più eclatanti arrivano dalla scuole, e si sa come la fascia di età giovanile sia quella tendenzialmente più colpita. Meno dall'ospedale del Ceppo, dove l'incremento è al momento modesto (150 accessi gli giornalieri al Pronto soccorso, con un aumento del 3%), ma sono gli ambulatori medici e pediatrici a vivere un vero e proprio assalto.
Per completare il quadro dell'ospedale, non viene registrato un incremento particolare dei ricoveri, fatta eccezione per il reparto di pediatria. «In questa fase - dice Roberto Biagini, responsabile di Igiene e sanità pubblica e portavoce dell'unitù di crisi contro l'influenza - l'influenza sta colpendo soprattutto l'età giovanile, un po' come avviene in tutta Italia. Non registriamo fortunatamente assalti al pronto soccorso, ma è in corso una notevole pressione sugli ambulatori dei medici di famiglia e soprattutto su quelli pediatrici. Per questo in presenza di sintomi influenzali, raccomandiamo di non recarsi né negli ambulatori territoriali, affollando le sale di attesa, né in ospedale senza prima aver contattato telefonicamente il medico o il pediatra di famiglia».
Oltre alle consuete raccomandazioni di tipo igienico che ormai tutti conoscono, Biagini ricorda anche di non mandare i figli a scuola se stanno male e di non farli rientrare prima di avere risentito il pediatra: i bambini devono stare a casa almeno sette giorni da quando il padiatra ha fatto la diagnosi di influenza. Alcuni genitori si domandano se è utile effettuare il tampone per stabilire se si tratta di influenza A o di un altro virus. «Abbiamo medici e pediatri sentinelle che devono monitorare la situazione, si tratta di controlli a campione ma molto efficaci - dice Biagini - farsi fare tamponi in privato serve a ben poco e non mi risulta che a Pistoia esistono laboratori privati in gradi di fornire diagnosi specifiche: il riferimento è a Firenze».
Per il momento, sembra sotto controllo anche la situazione delle assenze fra il personale sanitario, anche se le vaccinazioni fra i medici proseguono a rilento. Anche ieri all'Asl 3 si è svolto un incontro rivolto al personale sanitario. Visto l'andamento dell'infezione, con la previsione che il "picco" ci sarà entro la fine del prossimo novembre (e non più a metà dicembre) proprio il ministero, ieri, ha diffuso l'ordinanza che anticipa l'offerta del vaccino alle donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza, e a tutti coloro di età compresa tra i sei mesi e i 65 anni di età con patologie che li espongono ad un particolare rischio così come previsto nell'ordinanza stessa.
Ieri il direttore generale dell'Asl 3 Alessandro Scarafuggi ha incontrato gli operatori del presidio ospedaliero di Pistoia per rinnovare l'invito alla vaccinazione contro il virus A/H1N1.
«Siamo in una fase incrementale della diffusione del virus ed il problema si è anticipato rispetto alle previsioni - ha evidenziato Scarafuggi rivolgendosi a medici e infermieri- e ognuno di voi è chiamato, responsabilmente, a garantire alla comunità le cure necessarie se il quadro epidemiologico dovesse ulteriormente peggiorare». Nel corso dell'incontro è stato ribadito che l'influenza non ha una rilevanza clinica ma sociale «ed è questa la ragione per cui servizi indispensabili come gli ospedali devono poter assicurare la loro piena funzionalità, ed il personale deve essere il primo ad non ammalarsi».
Garanzie sono state date sulla sicurezza del vaccino proposto (il Focetria della Novartis) proprio dal dottor Roberto Biagini, il quale ha spiegato ai colleghi che prima dell'autorizzazione all'immissione in commercio il vaccino è stato sottoposto alle verifiche previste dalle autorità internazionali e nazionali.
Per completare il quadro dell'ospedale, non viene registrato un incremento particolare dei ricoveri, fatta eccezione per il reparto di pediatria. «In questa fase - dice Roberto Biagini, responsabile di Igiene e sanità pubblica e portavoce dell'unitù di crisi contro l'influenza - l'influenza sta colpendo soprattutto l'età giovanile, un po' come avviene in tutta Italia. Non registriamo fortunatamente assalti al pronto soccorso, ma è in corso una notevole pressione sugli ambulatori dei medici di famiglia e soprattutto su quelli pediatrici. Per questo in presenza di sintomi influenzali, raccomandiamo di non recarsi né negli ambulatori territoriali, affollando le sale di attesa, né in ospedale senza prima aver contattato telefonicamente il medico o il pediatra di famiglia».
Oltre alle consuete raccomandazioni di tipo igienico che ormai tutti conoscono, Biagini ricorda anche di non mandare i figli a scuola se stanno male e di non farli rientrare prima di avere risentito il pediatra: i bambini devono stare a casa almeno sette giorni da quando il padiatra ha fatto la diagnosi di influenza. Alcuni genitori si domandano se è utile effettuare il tampone per stabilire se si tratta di influenza A o di un altro virus. «Abbiamo medici e pediatri sentinelle che devono monitorare la situazione, si tratta di controlli a campione ma molto efficaci - dice Biagini - farsi fare tamponi in privato serve a ben poco e non mi risulta che a Pistoia esistono laboratori privati in gradi di fornire diagnosi specifiche: il riferimento è a Firenze».
Per il momento, sembra sotto controllo anche la situazione delle assenze fra il personale sanitario, anche se le vaccinazioni fra i medici proseguono a rilento. Anche ieri all'Asl 3 si è svolto un incontro rivolto al personale sanitario. Visto l'andamento dell'infezione, con la previsione che il "picco" ci sarà entro la fine del prossimo novembre (e non più a metà dicembre) proprio il ministero, ieri, ha diffuso l'ordinanza che anticipa l'offerta del vaccino alle donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza, e a tutti coloro di età compresa tra i sei mesi e i 65 anni di età con patologie che li espongono ad un particolare rischio così come previsto nell'ordinanza stessa.
Ieri il direttore generale dell'Asl 3 Alessandro Scarafuggi ha incontrato gli operatori del presidio ospedaliero di Pistoia per rinnovare l'invito alla vaccinazione contro il virus A/H1N1.
«Siamo in una fase incrementale della diffusione del virus ed il problema si è anticipato rispetto alle previsioni - ha evidenziato Scarafuggi rivolgendosi a medici e infermieri- e ognuno di voi è chiamato, responsabilmente, a garantire alla comunità le cure necessarie se il quadro epidemiologico dovesse ulteriormente peggiorare». Nel corso dell'incontro è stato ribadito che l'influenza non ha una rilevanza clinica ma sociale «ed è questa la ragione per cui servizi indispensabili come gli ospedali devono poter assicurare la loro piena funzionalità, ed il personale deve essere il primo ad non ammalarsi».
Garanzie sono state date sulla sicurezza del vaccino proposto (il Focetria della Novartis) proprio dal dottor Roberto Biagini, il quale ha spiegato ai colleghi che prima dell'autorizzazione all'immissione in commercio il vaccino è stato sottoposto alle verifiche previste dalle autorità internazionali e nazionali.
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