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Quattro intossicati dai funghi raccolti nel giardino

Elisa Pacini
Alcune varietà di funghi esposte ad una mostra
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Alcune varietà di funghi esposte ad una mostra

Quattro intossicazioni da funghi hanno fatto alzare nuovamente la guardia dell'Asl 3 che torna a chiedere prudenza verso ai tanti raccoglitori di questa prelibata delizia autunnale del bosco che sicuramente è quella per cui occorre una specifica preparazione prima della raccolta. Poca conoscenza, sottovalutazione del rischio possono portare a brutte avventure.

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PISTOIA. Quattro intossicazioni da funghi hanno fatto alzare nuovamente la guardia dell'Asl 3 che torna a chiedere prudenza verso ai tanti raccoglitori di questa prelibata delizia autunnale del bosco che sicuramente è quella per cui occorre una specifica preparazione prima della raccolta. Poca conoscenza, sottovalutazione del rischio possono portare a brutte avventure.

Per una raccolta sicura ci sono semplici regole da seguire e uffici specifici che gratuitamente mettono a disposizione la loro competenza per capire se il fungo è commestibile o no.
Perché, come spiega la dottoressa Rossella Ghelardini, da tener presente non è solo il tipo di fungo ma anche il posto dove viene raccolto.

A far scattare i moniti sanitari sono state due intossicazioni rilevate dalla Pediatria del Ceppo, con due bambini che avevano trovato funghi nel prato di casa e se li erano portati alla bocca.
«È una cosa che ricorre molto in questa zona - dice la coordinatrice dell'Ispettorato micologico dell'Asl 3 -. I genitori e i nonni devono stare ancora più attenti in questa stagione perché nei giardini si trovano funghi molto piccoli che sono anche molto pericolosi per i bambini».

In entrambi i casi, arrivati prontamente all'ospedale, non ci sono state complicazioni per i piccoli. La tempestività dell'intervento medico è importantissima. I bambini sono stati subito curati, nello stesso tempo sono state fatte le indagini microscopiche sul fungo. In uno dei due casi si è dovuto ricorrere al protocollo suggerito dal Cav (Centro anti veleni). «In generale quando succedono queste cose - spiega il medico -, rivolgendosi al personale sanitario è bene portarsi dietro i funghi per farli analizzare».
Le altre due intossicazioni si sono verificate a Pescia, stavolta da consumo di funghi raccolti e non riconosciuti come tossici. Anche in questi casi in cui il consumo ha prodotto una sindrome gastroenterica, il ricorso sanitario ha portato a una guarigione. In uno dei due casi i funghi erano stati raccolti dal consumatore, nell'altro erano stati regalati. Per questo la dottoressa avverte. «I generale i funghi non si regalano - continua Ghelardini - e comunque chi riceve dei funghi regalati è bene che li faccia controllare. Chi li ha raccolti può non conoscere bene i funghi, chi li riceve neppure».

I punti dell'Asl 3 adibiti al controllo dei funghi raccolti in provincia di Pistoia sono due, quello in viale Matteotti a Pistoia e quello di Ponte Buggianese che per tutto novembre sono a disposizione per l'analisi micologica gratuita.

La raccolta, però, è severamente vietata nei giardini e negli spazi cittadini o periferici. «I funghi che nascono vicino alle strade - conclude la dottoressa Ghelardini - non si mangiano perché attirano i tanti inquinanti che ci sono. Nemmeno quelli che nascono nei giardini e nei vivai, dove vengono usati molti concimi e sostanze chimiche. Al momento del controllo non viene solo detto se i funghi sono buoni o no, ma se il posto in cui sono stati trovati è idoneo. Perché un fungo può anche essere commestibile ma se viene raccolto in un'area inquinata non è lo è più».

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