Gioco
PISTOIA
L'agricoltura si mobilitaper salvare le aziende
Eugenio Fagnoni
L'agricoltura anche delle aree specializzate, come quella pistoiese e lucchese del florovivaismo, della Collina con le specificità di olio Dop e vino Doc e Docg, è in crisi e chiede interventi specifici, come la "proclamazione dello stato di crisi del settore e la sospensione dei contributi e dei mutui e l'attivazione di misure anticicliche per la gestione dei rischi di mercato, fino al ripristino dei finanziamenti per oltre 1 miliardo di euro che sono stati tagliati a livello nazionale".
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PISTOIA. L'agricoltura anche delle aree specializzate, come quella pistoiese e lucchese del florovivaismo, della Collina con le specificità di olio Dop e vino Doc e Docg, è in crisi e chiede interventi specifici, come la "proclamazione dello stato di crisi del settore e la sospensione dei contributi e dei mutui e l'attivazione di misure anticicliche per la gestione dei rischi di mercato, fino al ripristino dei finanziamenti per oltre 1 miliardo di euro che sono stati tagliati a livello nazionale".
La richiesta, che dal mese di novembre viene sostenuta in tutta la nostra provincia ed nelle altre nove della Toscana con una "mobilitazione di massa ed il presidio del porto di Livorno", luogo simbolo dell'ingresso in Italia di prodotti alimentari, sit-in davanti al Consiglio regionale ed infine presidi davanti alla Prefettura e alla Provincia di Pistoia, è sostenuta dalle organizzazioni agricole e cooperative del settore (Confagricoltura, Cia, Legacoopa agroalimentare e Confcooperative agricole).
Si vuole evidenziare da Pistoia ed in tutta la regione lo stato di crisi dell'agricoltura al mondo politico-amministrativo locale ed ai cittadini; infatti per questi ultimi vengono organizzati dei gazebo informativi, con distribuzione di prodotti agricoli locali.
I motivi della di mobilitazione del mondo delle campagne lo spiega il direttore di Confagricoltura Pistoia, Genunzio Giannoni, che insieme ai sindacati di categoria qualche giorno fa aveva sottoscritto una proposta di utilizzazione delle risorse del piano di sviluppo rurale per dare ossigeno alle imprese agricole del territorio pistoiese.
«Come Confagricoltura di Pistoia sosteniamo - afferma Giannoni- che senza risorse molte imprese agricole sono costrette a chiudere, con ripercussioni pesanti sulla nostra economia. Lo spirito della nostra mobilitazione è quello di richiamare l'attenzione sulla Finanziaria, che non può essere senza strategie ed assenza di risorse per un comparto importante, come l'agricoltura nazionale e locale, che fino ad oggi non ha chiesto niente in termini di cassa integrazione. Le risorse della cassa integrazione infatti potrebbero essere investite, in agricoltura, in strategie preventive e non curative».
Senza considerare il fatto che mentre crollano i prezzi dei prodotti, aumentano i costi di produzione e i redditi delle imprese sono calati del 20%".
La richiesta, che dal mese di novembre viene sostenuta in tutta la nostra provincia ed nelle altre nove della Toscana con una "mobilitazione di massa ed il presidio del porto di Livorno", luogo simbolo dell'ingresso in Italia di prodotti alimentari, sit-in davanti al Consiglio regionale ed infine presidi davanti alla Prefettura e alla Provincia di Pistoia, è sostenuta dalle organizzazioni agricole e cooperative del settore (Confagricoltura, Cia, Legacoopa agroalimentare e Confcooperative agricole).
Si vuole evidenziare da Pistoia ed in tutta la regione lo stato di crisi dell'agricoltura al mondo politico-amministrativo locale ed ai cittadini; infatti per questi ultimi vengono organizzati dei gazebo informativi, con distribuzione di prodotti agricoli locali.
I motivi della di mobilitazione del mondo delle campagne lo spiega il direttore di Confagricoltura Pistoia, Genunzio Giannoni, che insieme ai sindacati di categoria qualche giorno fa aveva sottoscritto una proposta di utilizzazione delle risorse del piano di sviluppo rurale per dare ossigeno alle imprese agricole del territorio pistoiese.
«Come Confagricoltura di Pistoia sosteniamo - afferma Giannoni- che senza risorse molte imprese agricole sono costrette a chiudere, con ripercussioni pesanti sulla nostra economia. Lo spirito della nostra mobilitazione è quello di richiamare l'attenzione sulla Finanziaria, che non può essere senza strategie ed assenza di risorse per un comparto importante, come l'agricoltura nazionale e locale, che fino ad oggi non ha chiesto niente in termini di cassa integrazione. Le risorse della cassa integrazione infatti potrebbero essere investite, in agricoltura, in strategie preventive e non curative».
Senza considerare il fatto che mentre crollano i prezzi dei prodotti, aumentano i costi di produzione e i redditi delle imprese sono calati del 20%".
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