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Answers, esplode la protesta

Anna Cecchini

Senza stipendio da oltre due mesi Gli impiegati del call center sono esasperati, non riescono a sopravvivere

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PISTOIA. Esplode il caso Answers, dopo che ieri mattina trecento lavoratori del call center di sant'Agostino hanno "assediato" il Comune per avere dalle istituzioni quell'aiuto senza il quale non riescono a sopravvivere. Da due mesi i 570 dipendenti della ditta, che fa capo al gruppo Omega, non ricevono lo stipendio. Prima ci sono stati gli scioperi, poi i tentativi di accordo con l'azienda.

Tentativi che sono andati a vuoto. Anche quello di lunedì scorso a Roma, quando il ministero delle Attività produttive aveva convocato i sindacati, i rappresentanti dei circa 7.000 lavoratori che delle varie sedi italiane legate a Omega (ex gruppo Phonemedia), e i vertici dell'azienda. Che però non si sono presentati. Così ieri mattina i quasi 600 impiegati del call center di sant'Agostino hanno deciso di far esplodere la loro rabbia. E hanno invaso le strade del centro, tanto che le forze dell'ordine hanno temuto si trattasse di una manifestazione che poteva rappresentare un pericolo per l'ordine pubblico. Armati di bandiere e striscioni, sono andati davanti alla Provincia e poi sotto le logge di palazzo di Giano, per chiedere un incontro urgente con le istituzioni.

Poco dopo trecento dipendenti Answers erano assiepati in Comune, all'interno della sala Maggiore. Facce scure e occhi colmi di preoccupazione, hanno chiesto un aiuto tangibile agli amministratori. All'incontro hanno partecipato Federica Fratoni, presidente dela Provincia, Mario Tuci e Barbara Lucchesi, rispettivamente vicesindaco e assessore alle attività produttive del Comune di Pistoia, e Michele Gargini, responsabile Cgil per la comunicazione. Sottolineata da tanti lavoratori l'assenza del primo cittadino Renzo Berti, che, avvertito dai sindacati dell'improvviso incontro sul caso Answers, non è riuscito ad intervenire. «Mi sembra incredibile - dice il primo cittadino -, ho saputo alle 10.30 che mezz'ora dopo ci sarebbe stato questo incontro. Ho allertato gli assessori competenti, ma io avevo precedenti impegni professionali. Comunque il Comune garantisce la vicinanza a queste persone. Anche all'interno del pacchetto di misure a sostegno della disoccupazione che stiamo discutendo con i sindacati, vedremo se ci sono misure calibrate sui casi, spesso delicati, presenti in Answers».

«Ci servono aiuti per le bollette, per la vita di tutti i giorni. Il nostro non deve rimanere un caso conosciuto solo a livello locale, se ne interessi il Governo»: queste le parole ripetute ieri mattina dai lavoratori (tante sono donne sole con figli a carico). Gli assessori Tuci e Lucchesi hanno spiegato che tenteranno di dialogare con le società che gestiscono i servizi per spiegare la gravità della situazione dei dipendenti Answers, così da ottenere un congelamento o almeno una dilazione dei pagamenti. «Abbiamo intenzione - ha detto Tuci - di mettere in campo tutte le forme di aiuto possibli per andare incontro ai bisogni di questi lavoratori». Mentre il presidente Fratoni ha proposto che la Provincia diventi intermediaria per l'accesso a una forma di microcredito sociale. Comune e Provincia hanno chiesto ai dipendenti di preparare una lista con i singoli dei lavoratori in difficoltà, per provare a valutare come indirizzare i pochi fondi pubblici destinati alle emergenze sociali di questo tipo. «In verità gli enti locali - ha detto Daniele Quiriconi, segretario provinciale Cgil - avrebbero anche il potere di aiutare queste persone cercando altri soggetti interessati a rilevare l'azienda per rimetterla in gioco».

Intanto stamani, circa 200 lavoratori Answers partiranno dalla stazione di Pistoia con il treno delle 7.42 (senza pagare il biglietto, «perché anche 4 euro per noi sono un problema») per partecipare all'incontro previsto in Regione. E poi per domattina annunciano un corteo di protesta attraverso le strade di Pistoia.

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