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Breda, si scende in piazza

Anna Cecchini
Consiglieri regionali in sala, a sinistra Caterina Bini, a destra Daniela Belliti
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Consiglieri regionali in sala, a sinistra Caterina Bini, a destra Daniela Belliti

Un futuro che appare sempre più vago. L'unica certezza al momento sembra essere la crisi occupazionale a cui andrà incontro AnsaldoBreda già con l'avvio del 2010. La cassa integrazione è uno spauracchio che non è più possibile tenere lontano

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PISTOIA. «Spero che l'Italia non voglia abbandonare la produzione dei treni, dopo essere uscita da vari settori tra cui l'elettronica. AnsaldoBreda è fondamentale per Pistoia, per la Toscana e per il Paese». Queste le parole che Vannino Chiti, vicepresidente del Senato, ha pronunciato sul finire dell'iniziativa organizzata ieri per fare il punto sul futuro dell'azienda di via Ciliegiole.
Un futuro che appare sempre più vago. L'unica certezza al momento sembra essere la crisi occupazionale a cui andrà incontro AnsaldoBreda già con l'avvio del 2010. La cassa integrazione è uno spauracchio che non è più possibile tenere lontano, perché se anche entrassero nel vivo i tanto attesi bandi per i treni ad alta velocità, i lavoratori dovrebbero "patire" un lungo vuoto produttivo, dovuto prima all'iter burocratico perché l'azienda tenti di aggiudicarsi la commessa e poi, se tutto dovesse andare bene, all'organizzazione tecnica del lavoro che la produzione vera e propria entri nel vivo. Si tratta di aspettare molti mesi, almeno fino alla metà del 2011. «Breda ha un ruolo fondamentale - ha detto l'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini - in tutto il settore manifatturiero toscano, bisogna ribadire l'urgenza della gara per l'alta velocità, che l'azienda ha le carte per aggiudicarsi».
Quella di ieri pomeriggio nella sala Maggiore di palazzo comunale è stata un'occasione perché istituzioni, sindacati, lavoratori e rappresentanti dell'azienda si guardassero in faccia senza troppe timidezze per chiarire se dare inizio alla rivincita di AnsaldoBreda o invece cominciare a recitare un requiem per il futuro della produzione rotabile a Pistoia. Lo ha detto anche il senatore Chiti: «È necessario ricostruire la capacità di seguire costantemente la vicenda Breda». «Tutte le istituzioni - ha spiegato il presidente della Provincia di Pistoia Federica Fratoni - devono convergere per creare un dialogo continuo e costruttivo con Finmeccanica».
Così, davanti a una folta platea, questa unione di forze per difendere il patrimonio produttivo locale ha cominciato a prendere corpo. «Ci attende una stagione triste - ha detto il sindaco di Pistoia Renzo Berti -, l'azienda ha comunicato decisioni pesanti. Spero che Pistoia riesca a fare squadra, vogliamo dall'azienda risposte chiare dall'azienda». Perché in via Ciliegiole - lo ha ricordato anche Diego Breschi, dell'Rsu Breda - non c'è solo un luogo dove si assemblano rotabili per conto terzi, c'è un cuore pulsante che i treni li sa prima progettare e poi costruire. «La situazione è drammatica - ha deto Breschi -, l'azienda conferma il vuoto produttivo a inizio 2010, ma non mantiene i patti. Nel 2007 sono andate via 80 persone grazie alla mobilità volontaria, dovevano essere sostituite con l'assunzione di altrettanti giovani. Questo non è successo e invece sono sempre più a rischio i lavoratori ddell'indotto e gli interinali. Non è giusto.». Accorati gli interventi dei rappresenatnti sindacali. Lia Tosi della Uil ha ricordato come dietro alla cassa integrazione e ai licenziamenti ci siano i volti delle persone, con le loro storie di vita, mentre Daniele Quiriconi, segretario provinciale della Cgil ha chiarito come «adesso si pagano scelte fallimentari del passato. In sei anni abbiamo visto tre amministratori delegati di Breda proporre sempre lo stesso piano di efficientamento. Ora non si può ripartire da capo, con tagli al personale e all'indotto. Finmeccanica è stata matrigna con Pistoia, siamo stufi di pagare il prezzo di una gestione sbagliata. Cgil aprirà un confronto duro, intanto mercoledì (domani ndr) mattina faremo un corteo, con gli altri sindacati, dalla Breda verso la prefettura».
Mentre a margine di un convegno sulla rete ferroviaria che si è tenuto ieri al Politecnico di Milano Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie, ha chiarito che i dettagli sulla gara per l'alta velocità saranno resi noti «tra un paio di settimane», ieri pomeriggio il direttore generale di AnsaldoBreda Salvatore Bianconi ha detto che «l'azienda sta tornando sul mercato. Per anni c'è stato da smaltire le commesse, senza poter capire quando sarebbe stata libera per prodotti nuovi. Adesso si può ripartire, nel 2009 abbiamo avuto nuovi ordini per 650 milioni di euro e abbiamo in ballo altri 75 milioni per le metropolitane, la piattaforma Sirio, l'alta velocità e l'Emu a un piano».

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